da giovedì 4 al lunedì 8 aprile GARUTI BERARDI TORNATORE

Dopo la breve pausa pasquale, in cui si sono poste le basi per uscire da una lunga siccità, rieccoci in ballo…
Passata la Fiera del libro dei ragazzi appaiono in libreria molti dei titoli presentati durante le intense giornate, da aggiungere a tante novità di narrativa e saggistica.
Il momento invita alla ricerca di storie, clima ancora instabile, caminetto acceso, incertezza dei mercati…

Vi aspettiamo a caccia di libri e per le nostre iniziative.
A presto.
Quelle di Trame.

Giovedì 4 aprile alle 21
alla biblioteca Corticella di via Gorki 14 a Bologna
Maurizio Garuti presenta “Fuoco e neve una storia vera di amore e libertà accaduta nella pianura bolognese” (edizioni Pendragon).

Sabato 6 aprile alle 12,30 in libreria
inaugurazione della mostra fotografica di Maria Giulia Berardi “Filo d’ombra”.
La mostra resterà visibile negli orari di apertura della libreria fino al 10 maggio.

Lunedì 8 aprile alle 17,30
presso la Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca di Bologna in Piazzetta Pasolini 3/b con ingresso da via Azzo Gardino 65
Giuseppe Tornatore presenta il suo libro-intervista con Francesco Rosi
“I “Io lo chiamo cinematografo” (Mondadori)

Giovedì 4 aprile alle 21
alla biblioteca Corticella di via Gorki 14 a Bologna
Maurizio Garuti presenta “Fuoco e neve una storia vera di amore e libertà accaduta nella pianura bolognese” (edizioni Pendragon).

Dialogherà con l’autore Francesca Ciampi, scrittrice, autrice de “La Casalunga” ed animatrice culturale.
Alcuni brani saranno letti dall’ attrice Patrizia Beluzzi
Il gruppo musicale I Mulini a Vento presenterà in anteprima una canzone composta appositamente e dedicata agli episodi narrati nel libro
La serata è patrocinata dal Quartiere Navile e vede l’adesione dell’ ANPI.

Il bookshop è in collaborazione con la nostra libreria.

Sabato 6 aprile alle 12,30 in libreria
inaugurazione della mostra fotografica di Maria Giulia Berardi “Filo d’ombra”.
La mostra resterà visibile negli orari di apertura della libreria fino al 10 maggio.

Ombre distese in distese di luce: capovolgimenti, silenzi, bellezze.
E l’occhio – che sta e non sa, ma vede e stravede – le stava aspettando.
Pieni di vuoto, i neri saltano e risaltano, esaltano colori,
riassumono forme, presumono vite altre, alte, deposte, nascoste…
Forse non spese? Ma ora, stese, sfilano, sul filo: trame, su trame.

Maria Giulia Berardi nata a Nuoro nel 1969 è insegnante e fotografa. Attratta dall’uso creativo dello strumento fotografico ha dato vita ad alcuni progetti di reportage sociale e a un progetto fotografico sulla mobilità sostenibile diventato la mostra fotografica itinerante “Scatti ciclabili” patrocinata da diverse città italiane. Assistente nella docenza a diversi workshop, conduce un laboratorio per bambini e adolescenti sulla percezione visiva e linguaggio emotivo e comunicativo dell’immagine. Ha partecipato a varie collettive fotografiche e dato vita a mostre personali. Alcune fotografie sono state segnalate in concorsi internazionali e hanno vinto concorsi nazionali e locali. Borsa di studio dell’ente musicale nuorese vinta col portfolio “Un racconto chiamato jazz”.
La mostra “Filo d’ombra” prevede un allestimento di fotografie stampate su stoffa e appese come un bucato di panni stesi.

Lunedì 8 aprile alle 17,30
presso la Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca di Bologna in Piazzetta Pasolini 3/b con ingresso da via Azzo Gardino 65
Giuseppe Tornatore presenta il suo libro-intervista con Francesco Rosi
“I “Io lo chiamo cinematografo” (Mondadori)

“Il cinema, allora, era una grande famiglia, è vero. C’era un rapporto di comprensione, anche di affetto. Poi ci sentivamo tutti parte di una grande avventura, far rivivere sullo schermo la vita. Il nostro è un mestiere particolare. Se lo fai con passione non te ne puoi liberare. Ti rimane dentro, non c’è niente da fare”.
Proprio di “grande avventura” è il caso di parlare a proposito di Francesco Rosi, classe 1922, maestro indiscusso del cinema italiano che ha deciso di raccontare la propria vita e i segreti del suo mestiere a un altro straordinario regista, il suo amico Giuseppe Tornatore.
Allievo e aiuto regista di Luchino Visconti, esordisce dietro la macchina da presa nel 1958 con La sfida, ma è con capolavori come Salvatore Giuliano, Le mani sulla città, Il caso Mattei e Lucky Luciano che conquista un posto di assoluto rilievo nel panorama del cinema internazionale, fino a essere riconosciuto il caposcuola di un’estetica della realtà che mai, prima di lui, aveva raggiunto vette di così vivida e concreta espressività.
In questo libro-intervista che è insieme autobiografia e saggio critico, Rosi ci svela una miniera di informazioni e aneddoti che riguardano i suoi film e la sua straordinaria carriera di regista, senza lasciare “fuori campo” gli aspetti più intimi e privati di una vita intensa e coraggiosa, trascorsa accanto all’amatissima moglie Giancarla.
Grazie al confronto con Tornatore, alle sue domande sempre curiose e penetranti, “Io lo chiamo cinematografo” è anche l’appassionato ed entusiasmante racconto di mezzo secolo di cinema italiano.

La nostra libreria collabora con il bookshop.

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