NEWSLETTER DAL 18 AL 25 GENNAIO (giorni di orari brevi a seguire!)

Arriva un’ondata di storie per Trame.
Nei giorni giovedì 16 e 23 gennaio, venerdì 17 e lunedì 20 gennaio la libreria è aperta dalle 9,30 alle 16,30.
Gli altri giorni ci siamo dalle 9,30 alle 19,30 e vi aspettiamo ai nostri incontri!

Sabato 18 gennaio alle 11 in libreria

incontro con il progetto “Storie per Tutti”
tante storie ad alta voce, tanti modi di leggere e di ascoltare.
Letture in LIS e musica dal vivo, rivolte a bambini dai 0 ai 99 anni.

“Storie per Tutti” è un progetto di letture ad alta voce accessibili rivolte all’infanzia, promosso dal Centro Documentazione Handicap di Bologna.
Il progetto nasce con l’intento di rendere concreto il diritto all’accesso alla cultura, all’arte, alla letteratura da parte di tutti.
A tale proposito “Storie per Tutti” vuole offrire ai bambini e alle famiglie un’esperienza di inclusione rendendo lo spazio/tempo del racconto un momento piacevole e fruibile da tutti, anche da parte di chi non accede al libro e alla lettura in modo convenzionale.

Sempre sabato 18 gennaio alle 18 in libreria
Danilo Cicilloni presenta “La città delle anime” (Nulla Die) e ne parla con Paolo Soglia, giornalista e autore.

Un uomo non ricorda più il suo passato. Ma sa il suo nome, Marc Rainer, e che è morto. Si ritrova in un luogo ordinato, simmetrico, le case uguali, i prati tagliati a fresco: vi coesistono tutti i credi, le religioni, le fedi. Il problema è che, a parte le anime dei morti, non si è mai visto nessun altro. Ma un giorno Dio stesso si presenta a loro. E, mentre sta per svelare a tutti la verità suprema, il senso delle cose, compare all’improvviso una pistola nelle mani di Marc Rainer. Che, per puro caso, lo uccide. Ma davvero uccidere Dio è un caso? Così Marc fugge, per scoprire che cosa ci sia dietro, forse il segreto della vita e della morte. E alla fine della sua corsa si accorge che niente è come appare. Che lui stesso è chi non si sarebbe mai aspettato di essere. E che l’aldilà è diverso da ogni mondo mai immaginato.

Danilo Cicilloni, originario di Sassari, vive a Bologna. Ha pubblicato due romanzi, “I ladri del tempo” (Lettere Animate 2018) e “La città delle anime” (Nulla Die 2019), e due sillogi di poesie (A quest’ora della notte, Edizioni della rosa 1994, e L’attimo e il dolore, Ibiskos 1995)

Martedì 21 gennaio alle 18 in libreria
Roberto Van Heugten presenta “Asia ombre e intrighi nella Brescia che conta” (Homo scrivens) e ne parla con Paolo Panzacchi.

Primavera 2009. La tempesta finanziaria che imperversa nel mondo dopo il crack Lehmann Brothers mostra i suoi nefasti effetti anche nella provincia bresciana, terra di industriali ed enormi patrimoni di antica genesi.
 Fra queste spicca la famiglia Vangadizza, a capo di un autentico impero economico che opera in vari settori e ha sedi in tutto il mondo. Una famiglia e un’azienda apparentemente solidissime, sconvolte dalla tragica e improvvisa morte del fondatore, il Cavalier Cesare, di cui, al termine di una frettolosa indagine, gli inquirenti decretano il suicidio.
 Asia, nipote prediletta, al fianco del nonno nella conduzione delle imprese, non si rassegna a questa versione, né all’apertura del testamento che causa un improvviso stato di povertà suo e delle due sorelle: Allegra, frivola, appariscente, capricciosa, e Ambra, pittrice di successo dalla personalità fragile e insicura. Davvero il nonno ha deciso di togliersi la vita? E dove è finito il suo immenso patrimonio? 
E soprattutto, che c’entra in tutto questo Gianluca Vanetti, biografo di professione, malato di golf e residente con la sua placida gatta Opal nella bellissima casa sul meteorite, nel cuore della Valtènesi? 
La terza avventura dell’investigatore suo malgrado Gianluca Vanetti è un romanzo in cui figure ambigue si muovono sullo sfondo di una vicenda che assume via via connotati sempre più misteriosi e tragici. Un giallo classico, astuto e sorprendente, ambientato in due mondi popolati da personaggi feroci e spietati: l’alta finanza e la famiglia. 



Roberto Van Heugten, classe 1965, origine olandese, eclettico, talentuoso e mai soddisfatto dei propri risultati, dopo aver scoperto nel 2014 un’attitudine alla scrittura narrativa mai espressa prima, si trova meno di cinque anni dopo a pubblicare il suo terzo romanzo e a ricordare con soddisfazione un’inattesa collezione di attestati e riconoscimenti. 
Ora più che mai curioso osservatore del mondo che lo circonda, Roberto riesce a esplorare diverse modalità di scrittura. Ne sono prova le pubblicazioni di testi di vario genere, ugualmente ricchi di colpi di scena mai banali e sempre coerenti con le aspettative del lettore.
 Risiede a Lonato, vicino alle rive del Lago di Garda e ai confini sud-orientali della Valtènesi, territorio incantato dove vengono ambientate le vicende che coinvolgono il suo personaggio chiave, Gianluca Vanetti.


Paolo Panzacchi è nato a Sassuolo (Mo) nel 1984 e vive a Ferrara. Nel 2015 per Maglio Editore è uscito il suo romanzo d’esordio “L’ultima intervista” vincitore del Premio della Critica al Premio Internazionale Città di Cattolica. Nel 2018 per Pendragon Collana gLam è stato pubblicato “Drammi quotidiani”. Sempre nel 2018 è uscito per Laurana Editore nella Collana Calibro 9 Giallo&Noir, diretta da Paolo Roversi, Il pranzo della domenica.
 Vari suoi racconti sono presenti in antologie.

Mercoledì 22 gennaio alle 18 in libreria

Miraggi edizioni presenta l’autrice Markéta Pilátová,
per la prima volta in Italia in occasione dell’anteprima dell’uscita del romanzo “Con Bata nella giungla”.

Trame, in collaborazione con l’Associazione culturale italo-ceca Lucerna di Bologna e il Centro Ceco Roma, ospita Markéta Pilátová che racconterà aneddoti e segreti sulla storia esemplare della famiglia Bata, marchio popolare di scarpe conosciuto in tutto il mondo che aveva origini ceche.
Affiancheranno l’autrice il traduttore Alessandro De Vito, Gajane Ballardini e Andrea Louis Ballardini.

Decenni prima che il mondo fosse travolto dalla globalizzazione, il marchio Bata è un precursore della delocalizzazione ante litteram. I Bata, al pari di altre inossidabili dinastie, si impongono come una delle grandi famiglie del novecento. Il fondatore Jan Antonín Baťa è cecoslovacco, di un paesino moravo. Lui, visionario, tenace, con una incrollabile fede nel futuro e nel progresso è a capo di questa straordinaria discendenza di “calzolai che hanno conquistato il mondo”.

Markéta Pilátová, classe 1973, è una scrittrice, giornalista e traduttrice ceca, autrice di romanzi come Tsunami blues, Il mio libro preferito e L’eroe di Madrid. 
In italiano è stato tradotto il suo romanzo In qualcosa dovremo pur somigliarci (Atmosphere, 2017), libri per bambini e reportage.
Vive in Brasile, dove insegna il ceco ai discendenti degli emigrati boemi delle città fondate dai Bata.

Venerdì 24 gennaio alle 18 in libreria
per Paesaggi di Poesia 2020
Fabio Orecchini presenta Figura (Oèdipus).
Vito M. Bonito e Lorenzo Mari ne parlano con l’autore

Si intitola Figura l’ultima raccolta di Fabio Orecchini, pubblicata da Oèdipus nel 2019.
Per il poeta e artista verbo-visivo romano, vincitore del Premio Pagliarani 2018 con l’installazione intermediale TerraeMotus (2016-2019), questo è il terzo libro, dopo Dismissione (2010) e Per Os (2017).
In Figura, la scrittura poetica di Orecchini muove i passi dal mito greco di Alcesti, così come viene messo in scena nell’omonima tragedia di Euripide.
Punto di partenza è Alcesti che si sacrifica per sottrarre a Thanatos il marito Admeto, re della Tessaglia, ed è poi riscattata dagli inferi come premio degli dei per la sua azione coraggiosa. Da qui Figura, esibisce e insieme trasforma tutti i grandi temi del mito greco in questione.
In particolare, a emergere con forza nella “tanatomorfosi” vissuta dalla “Alcestina” di Orecchini, che potrebbe allo stesso tempo essere una definizione adatta per la scrittura poetica in generale, è la sua afasia, dato con il quale entra dialetticamente in gioco la scrittura del poeta.
Dopo Chaucer, von Hofmannstahl, Savinio, Yourcenar e le opere musicali di Händel e Gluck, anche quella di Orecchini è dunque una rivisitazione del mito che ne trascende i confini storico-culturali per riproporsi, con tutto il suo carico di sottrazione e assenza, nel nostro presente.

Fabio Orecchini è poeta, antropologo, artista verbo–visivo. Tre i volumi di poesia pubblicati: Dismissione (libro + cd, Luca Sossella ed., post-fazione di Gabriele Frasca / prima ed. Polimata, Ex-tratione, 2010), opera testuale e verbo-sonora realizzata in collaborazione con il progetto musicale Pane; Per Os (Sigismundus ed., nota di Tommaso Ottonieri, 2017) e Figura (Oèdipus, collana Croma K, 2019).
Collabora con la rivista Argo, per la quale ha curato il volume Calpestare l’oblio e dirige la collana “Talee” per la casa editrice Argolibri; ha inoltre curato il volume L’altra voce (Giometti & Antonello, tr. Andrea Franzoni, 2019), epistolario della poetessa argentina Alejandra Pizarnik.

Vito M. Bonito ha pubblicato in poesia: fabula rasa (Oèdipus, 2018) Soffiati via (Il Ponte del Sale, 2015 – Premio Pagliarani 2015), Fioritura del sangue (Perrone, 2010), La vita inferiore (Donzelli, 2004), Campo degli orfani (Book, 2000), A distanza di neve (Book, 1997). È presente in Parola Plurale. Sessantaquattro poeti italiani fra due secoli (Sossella, 2005).
In ambito critico, ha pubblicato Pascoli (Liguori, 2007); Il canto della crisalide. Poesia e orfanità (Clueb, 1999); Le parole e le ore (Sellerio, 1996); Il gelo e lo sguardo. La poesia di Cosimo Ortesta e Valerio Magrelli (Clueb, 1996); L’occhio del tempo (Clueb, 1995).
Negli ultimi anni ha scritto saggi su Samuel Beckett, Antonin Artaud, Eugenio De Signoribus, sulla Socìetas Raffaello Sanzio, il cinema di Artur Aristakisjan, Werner Herzog e Harmony Korine, Gaspar Noè. È redattore di “Versodove”.

Lorenzo Mari è insegnante nelle scuole secondarie della provincia di Bologna. Ha recentemente tradotto i Sonetti teologici di Agustín García Calvo (L’Arcolaio, 2019) e ha curato l’edizione di Zurita. Quattro poemi di Raúl Zurita nella traduzione di Alberto Masala (Valigie Rosse, 2019). Tra i libri di poesia, il più recente è Querencia (Oèdipus, 2019).

Sabato 25 gennaio alle 18 in libreria
per Art White Night
Cristina Portolano presenta “Francis Bacon la violenza di una rosa” (Centauria) e ne parla con Valentina Manchia.

Questo libro celebra la vita e le opere di Francis Bacon, il lascito di un artista sempre alla ricerca disperata di amore e di attenzione verso la sua pittura, per lui unica forma accettabile di realtà.

La storia di Francis Bacon è tanto controversa quanto affascinante. Nato in Irlanda nel 1909, passa la maggior parte della sua vita in viaggio, tra Londra, Parigi, Tangeri, e altre città d’Europa e del mondo. Insieme a pochi altri, Bacon è protagonista di una stagione particolarmente florida della pittura e della scena artistica inglese del dopoguerra e ne è interprete unico e irripetibile.

Cristina Portolano è fumettista. I suoi libri sono Quasi signorina (Topipittori, 2016), Non so chi sei (Rizzoli Lizard, 2017), Io sono mare (Canicola, 2018), la storia Mea vulva nel volume Post pink (raccolta di fumetti femministi con una prefazione di Michela Murgia) edita da Feltrinelli Comics.
Collabora con il portale FREEDA e Internazionale.

Valentina Manchia si occupa di comunicazione visiva, grafica, design e cultura visuale. È docente a contratto presso l’Università di Bologna, il Politecnico di Milano, ISIA Urbino e IAAD, e ha scritto e scrive di immagini su Doppiozero, Progetto Grafico, Alfabeta2, Pagina 99, La Lettura del Corriere della Sera.

NEWSLETTER dell’anno che parte!

Benvenute e benvenuti nel 2020.
Trame ci ha messo dieci anni per tornare ai numeri del 2010, con un cammino costante, dopo un periodo molto turbolento, grazie alle persone che vengono agli incontri, scrivono mail alla ricerca di libri, e che ci sostengono da sempre!

Le 134 presentazioni, e i 93 eventi esterni del 2019, in collaborazione con la città e il territorio, significano autrici autori e case editrici con cui fare progetti, voci sempre nuove da accogliere, vita culturale che pulsa nel cuore di Bologna.

Da martedì si riparte coi soliti orari, cercando di rispettarli, lunedì e giovedì dalle 9,30 alle 16,30, martedì mercoledì venerdì e sabato dalle 9,30 alle 19,30.
Facciamo già una eccezione venerdì 17 gennaio, con orario dalle 9,30 alle 16,30.

Vi aspettiamo con una marea di nuovi incontri e in calce troverete un omaggio alle statistiche! 😉

Martedì 7 gennaio alle 18 in libreria
Michele Bellazzini, curatore dell’edizione, presenta “Io mangio le stelle” di Rebecca Elson (Kurumuny) e ne parla con Stefano Ettori.

Rebecca Elson ha il dono speciale di cogliere il sacro nelle cose, nel mondo, e il sacro sana i cuori. Ha dovuto masticare la sua mortalità nelle sue poesie e le ha rese talismani, scolpiti nel dolore e nella compassione, nel mettere la faccia contro il vento. La sua parabola poetica è sempre profondamente umana, di una persona normale, determinata però a fare uso del potere che tutti abbiamo ma che non sempre usiamo, di riconoscere la meraviglia, di ringraziare per i doni.



Rebecca Anne Wood Elson è nata il 2 gennaio 1960 a Montreal (Quebec, Canada). Ha ricevuto una formazione scientifica sul campo, seguendo il padre geologo alla ricerca dei segni lasciati dalle glaciazioni nel Nord del Canada. Dopo il dottorato di ricerca in Astronomia all’Università di Cambridge ha svolto la sua attività professionale a Princeton, ad Harvard, e allo Space Telescope Science Institute (Baltimora), per tornare infine a Cambridge.
Nel 1989 le fu diagnosticato un linfoma non-Hodgkins che ha portato alla sua prematura scomparsa nel maggio del 1999, all’età di 39 anni. 
Il marito, Angelo di Cintio e la poetessa amica Anne Berkeley, hanno selezionato dalla sua ampia produzione le poesie e i testi pubblicati in “A responsibility to awe” (Carcanet, 2001), annoverato fra i migliori libri dell’anno 2001 dal quotidiano britannico «The Economist» e pubblicato anche negli Stati Uniti nel 2002.



Michele Bellazzini è nato sulla riva del bel mare del Tigullio da una famiglia di contadini proveniente dalla Lunigiana. Per studio, per lavoro, per scelta vive a Bologna da più di trent’anni, dove svolge la professione di astronomo.
Le sue poesie sono raccolte nelle antologie poetiche Parole Sante, e ha partecipato con i suoi testi alla drammaturgia di alcuni spettacoli di danza.


Stefano Ettori è primo Ricercatore all’INAF-Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna, e lavora su osservazioni, simulazioni e modelli teorici della formazione ed evoluzione degli ammassi di galassie. Autore di più di 200 articoli scientifici, è il responsabile della maggiore campagna osservativa di ammassi di galassie fatta nei raggi X, ed è tra coloro che stanno definendo gli strumenti per lo studio dell’universo caldo ed energetico nei prossimi decenni.

Venerdì 10 gennaio alle 18 in libreria
Giovanni Pannacci presenta “La donna che vedi” (Fernandel) e ne parla con Paolo Panzacchi.

Quanto abbiamo dovuto lottare per diventare chi eravamo destinati a essere? E ci siamo riusciti davvero o abbiamo tradito la nostra natura? La donna che si fa chiamare Myriam Labate sa già, fin da adolescente, che dovrà affrontare sfide difficilissime per poter diventare ciò che è.
La donna che vedi è la storia di una lunga metamorfosi, di un percorso che consentirà a Myriam di trasformarsi finalmente nella donna che era destinata a essere.

Giovanni Pannacci vive fra Rimini e Città di Castello, insegna lingua italiana agli stranieri e si occupa di certificazioni linguistiche. Per l’editore Giulio Perrone ha pubblicato Siamo tutte delle gran bugiarde. Conversazione con Paolo Poli (2009) e il romanzo La canzone del bambino scomparso (2012). Per Fernandel ha pubblicato il romanzo L’ultima menzogna (2016).

Paolo Panzacchi è nato a Sassuolo (Mo) nel 1984 e vive a Ferrara. Nel 2015 per Maglio Editore è uscito il suo romanzo d’esordio “L’ultima intervista” vincitore del Premio della Critica al Premio Internazionale Città di Cattolica. Nel 2018 per Pendragon Collana gLam è stato pubblicato “Drammi quotidiani”. Sempre nel 2018 è uscito per Laurana Editore nella Collana Calibro 9 Giallo&Noir, diretta da Paolo Roversi, Il pranzo della domenica.
Vari suoi racconti sono presenti in antologie.

Sabato 11 gennaio alle 12 in libreria
Giulia Ciarapica presenta “Una volta è abbastanza” (Rizzoli) e ne parla con Filippo Taddia di Leggoecammino.

L’Italia è appena uscita dalla guerra. A Casette d’Ete, un borgo sperduto dell’entroterra marchigiano, la vita è scandita da albe silenziose e da tramonti che nessuno vede perché a quell’ora sono tutti nei laboratori ad attaccare suole, togliere chiodi, passare il mastice. A cucire scarpe. Annetta e Giuliana sono sorelle: tanto è eccentrica e spavalda la maggiore – capelli alla maschietta e rossetti vistosi, una che fiuta sempre l’occasione giusta – quanto è acerba e inesperta la minore, timorosa di uscire allo scoperto e allo stesso tempo inquieta come un cucciolo che scalpita nella tana, in attesa di scoprire il mondo. Giulia Ciarapica ci apre le porte di una comunità della provincia profonda: tra quelle colline si combatte per il riscatto e tutti lottano per un futuro diverso. Non sanno dove li porterà, ma hanno bisogno di credere e di andare.

Giulia Ciarapica è blogger culturale. Scrive sul “Foglio” e sul “Messaggero”. Ha pubblicato “Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché”(Cesati, 2018). “Una volta è abbastanza” (Rizzoli, 2019) è il suo primo romanzo.

Sempre sabato 11 gennaio alle 14,30 in libreria
Letture sul sofà parla di Lermontov “Un eroe del nostro tempo” (Marcos Y Marcos).

Il gruppo di lettura è come sempre aperto a chiunque voglia intervenire.

Lunedì 13 gennaio alle 18
in sala conferenze alla Biblioteca Salaborsa in piazza del Nettuno a Bologna
presentazione di Guerra Calda (Solferino), l’ultimo romanzo di Gerardo Greco che ne parlerà con Sandrone Dazieri.
Bookshop a cura di Trame.

In un mondo che ogni giorno conferma le apocalittiche previsioni degli scienziati del clima, Noah e Iskra cercano la verità su chi ha voluto nascondere la schiacciante evidenza del riscaldamento globale. Dalle lande ghiacciate della Siberia alla New York spettrale mi­nacciata dall’uragano Sandy sino alle coste di Ravenna, i due giovani attivisti si trovano e si perdono, le­gati dall’emergenza comune di salvare la Terra.

È il fitto intreccio tra thriller e cronaca sul campo che caratterizza il romanzo.
L’incontro è a ingresso libero ed è organizzato in collaborazione con Solferino.

Martedì 14 gennaio alle 18 in libreria
Catiuscia Ceccarelli presenta “Protagoniste” (Giraldi) e ne parla con Isa Grassano.

Diciassette interviste a diciassette donne che ci ispirano perché importanti e autorevoli nei loro ambiti di vita e lavoro, che sanno quello che vogliono e che lavorano ogni giorno con passione, dedizione e impegno.

“Le donne imparano sin da piccole che bisogna essere flessibili per riuscire a superare con successo i mille ostacoli e pregiudizi che rallentano il cammino verso la realizzazione dei propri sogni. Ogni età ha i suoi problemi e si inizia già all’asilo a fare i conti con le discriminazioni e la convinzione che le bambine siano più portate verso alcune attività considerate più femminili. Numerosi studi di autorevoli università ci hanno spiegato però che il talento si scopre solo mettendosi alla prova nella totale libertà di scelta, ma se nessuno ti offre l’opportunità di sapere quali siano le tue qualità, finirai per seguire un percorso costruito su un modello culturale deciso da altri. (…) Bisogna avere tanta determinazione ancora oggi per non farsi imprigionare in questi schemi” (dalla prefazione di Tiziana Ferrario).

Catiuscia Ceccarelli (1981) è nata a Jesi (An). Dal 2007 è giornalista pubblicista. Dopo diversi anni di giornalismo televisivo, collabora con testate nazionali e locali occupandosi di serramenti, design, lifestyle e di imprenditoria femminile. È editor del blog L’angolo di Key in cui parla di libri al femminile e intervista donne che fanno la differenza in ambito sociale e lavorativo. Nel 2014 riceve la Menzione Speciale al Premio Nazionale di Giornalismo “Donne e così sia” con un articolo dedicato al caso di Lucia Annibali.

Isa Grassano nasce in una terra che esiste anche se (quasi) nessuno sa dove è: la Basilicata, ma vive a Bologna. 
È giornalista freelance professionista (collabora, tra l’altro, con Viaggi di Repubblica, Elle, Donna al Top, Marco Polo e Viaggi del Gusto). Anche autrice di diverse guide per Newton Compton.

Sabato 18 gennaio alle 11 in libreria

incontro con il progetto “Storie per Tutti” tante storie ad alta voce, tanti modi di leggere e di ascoltare.

Letture in LIS e musica dal vivo, rivolte a bambini dai 0 ai 99 anni.

“Storie per Tutti” è un progetto di letture ad alta voce accessibili rivolte all’infanzia, promosso dal Centro Documentazione Handicap di Bologna.
Il progetto nasce con l’intento di rendere concreto il diritto all’accesso alla cultura, all’arte, alla letteratura da parte di tutti.
A tale proposito “Storie per Tutti” vuole offrire ai bambini e alle famiglie un’esperienza di inclusione rendendo lo spazio/tempo del racconto un momento piacevole e fruibile da tutti, anche da parte di chi non accede al libro e alla lettura in modo convenzionale.

Sempre sabato 18 gennaio alle 18 in libreria
Danilo Cicilloni presenta “La città delle anime” (Nulla Die) e ne parla con Paolo Soglia, giornalista e autore.

Un uomo non ricorda più il suo passato. Ma sa il suo nome, Marc Rainer, e che è morto. Si ritrova in un luogo ordinato, simmetrico, le case uguali, i prati tagliati a fresco: vi coesistono tutti i credi, le religioni, le fedi. Il problema è che, a parte le anime dei morti, non si è mai visto nessun altro. Ma un giorno Dio stesso si presenta a loro. E, mentre sta per svelare a tutti la verità suprema, il senso delle cose, compare all’improvviso una pistola nelle mani di Marc Rainer. Che, per puro caso, lo uccide. Ma davvero uccidere Dio è un caso? Così Marc fugge, per scoprire che cosa ci sia dietro, forse il segreto della vita e della morte. E alla fine della sua corsa si accorge che niente è come appare. Che lui stesso è chi non si sarebbe mai aspettato di essere. E che l’aldilà è diverso da ogni mondo mai immaginato.

Danilo Cicilloni, originario di Sassari, vive a Bologna. Ha pubblicato due romanzi, “I ladri del tempo” (Lettere Animate 2018) e “La città delle anime” (Nulla Die 2019), e due sillogi di poesie (A quest’ora della notte, Edizioni della rosa 1994, e L’attimo e il dolore, Ibiskos 1995)

Wisława Szymborska. Contributo alla statistica

Contributo alla statistica

Su cento persone:

che ne sanno sempre più degli altri 
- cinquantadue;

insicuri a ogni passo
- quasi tutti gli altri;

pronti ad aiutare, 
purché la cosa non duri molto 
- ben quarantanove;

buoni sempre, 
perché non sanno fare altrimenti 
- quattro, be’, forse cinque;

propensi ad ammirare senza invidia
- diciotto;

viventi con la continua paura
 di qualcuno o qualcosa – settantasette;

dotati per la felicità, 
- al massimo poco più di venti;

innocui singolarmente,
che imbarbariscono nella folla
- di sicuro più della metà;

crudeli, 
se costretti dalle circostanze 
- è meglio non saperlo
 neppure approssimativamente;

quelli col senno di poi
- non molti di più
 di quelli col senno di prima;

che dalla vita prendono solo cose
- quaranta, 
anche se vorrei sbagliarmi;

ripiegati, dolenti e senza torcia nel buio
- ottantatré 
prima o poi;

degni di compassione
- novantanove;

mortali
- cento su cento.

Numero al momento invariato.

Buon 2020!