NEWSLETTER dal 16 al 19 aprile e pausa di Pasqua

Eccoci. Primavera piena e la pausa pasquale in arrivo.
La libreria sarà chiusa domenica 20, lunedì 21 e venerdì 25 aprile.
Per il sabato 26 aprile magari fate uno squillo se ci scappa una gita fuoriporta… chiamateci al numero 051 233333.

Tre incontri interessanti da condividere con voi.
Vi aspettiamo.
Quelle di Trame.

Mercoledì 16 aprile alle 18 in libreria
Mattioli1885 e Fazi sono lieti di presentare due tra i loro libri più apprezzati da critica e lettori: “Ballando a notte fonda” di Andre Dubus (Mattioli1885) &
“Stoner” di John E. Williams (Fazi).

Venerdì 18 aprile alle 18 in libreria
presentazione aperitivo del libro di Domitilla Ferrari “Due gradi e mezzo di separazione, come il networking facilita la circolazione delle idee (e fa girare l’economia)” (Sperling & Kupfer).
L’autrice ne parlerà con Matteo Bianconi e Gianluca Diegoli.

Sabato 19 aprile alle 12 in libreria
presentazione aperitivo del volume a cura di Gianluca Morozzi “Bologna in giallo” (edizioni Felici).
Saranno presenti tutti gli autori e Gianluca Morozzi.

Mercoledì 16 aprile alle 18 in libreria
Mattioli1885 e Fazi sono lieti di presentare due tra i loro libri più apprezzati da critica e lettori: “Ballando a notte fonda” di Andre Dubus (Mattioli1885) &
“Stoner” di John E. Williams (Fazi)

Partecipano all’incontro Nicola Manuppelli, traduttore di Andre Dubus ed esperto di narrativa americana e Giorgia del Bianco.

Andre Dubus “Ballando a notte fonda” (Mattioli1885) (a cura di Nicola Manuppelli).

Quattordici storie di uomini e donne e famiglie dentro la vita americana, in lotta con pregiudizi e solitudine, feriti dalla perdita dell’amore o dall’impossibilità di accettarlo – ma capaci di trovare un’estrema e luminosa redenzione.
Dubus descrive il microcosmo di ciò che alla gente succede mentre parla o cammina, l’azione emotiva dentro una semplice azione. Una continua ricerca di luce e salvezza, di uno spiraglio in quelle che sono le barriere umane, a costo di mentire a se stessi.
“Il più grande scrittore americano di racconti della seconda metà del XX secolo,” come sostiene Dennis Lehane, ci regala il suo ultimo capolavoro.

Andre Dubus (1936-1999) – è uno dei più raffinati narratori americani del Ventesimo secolo. Amico e allievo di Richard Yates e Kurt Vonnegut, celebrato da Stephen King, John Irving, Elmore Leonard, John Updike, Dubus è stato anche saggista, biografo e sceneggiatore, aggiudicandosi svariati premi letterari. Da Non abitiamo più qui, edito da Mattioli1885 nel 2009, è stato tratto il fortunato film di John Curran I giochi dei grandi, vincitore del Sundance film Festival. Voci dalla luna è uscito nel 2011. Nel 2012 è uscito Il padre d’inverno. Da Killings, primo racconto di quella raccolta, Todd Field ha tratto il pluripremiato film In the Bedroom.
Ballando a notte fonda è l’ultima raccolta di racconti di Andre Dubus e la prima a seguire l’incidente che lo mise per sempre su una sedia a rotelle.

Andre Dubus è stato, ne sono fermamente convinto, il più grande scrittore americano di racconti della seconda metà del XX secolo | Dennis Lehane
Un esempio di stile, un capolavoro assoluto | Tobias Wolff

John E. Williams “Stoner” Fazi (traduzione di Stefano Tummolini, postfazione all’edizione italiana di Peter Cameron)

Pubblicato per la prima volta nel 1965, poi quasi dimenticato, Stoner di John E. Williams è stato ripubblicato nel 2006 dalla New York Review Books, suscitando un rinnovato interesse da parte della critica e dei lettori.
Stoner è il racconto della vita di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento: William Stoner, figlio di contadini, che si affranca quasi suo malgrado dal destino di massacrante lavoro nei campi che lo attende, coltiva la passione per gli studi letterari e diventa docente universitario. Si sposa, ha una figlia, affronta varie vicissitudini professionali e sentimentali, si ammala, muore. E’ un eroe della normalità che negli ingranaggi di una vita minima riesce ad attingere il senso del lavoro, dell’amore, della passione che dà forma a un’esistenza.

John Edward Williams (1922-1994), nato in Texas da una famiglia di contadini, partecipò alla seconda guerra mondiale in India e Birmania. Al suo rientro si trasferì a Denver, in Colorado, dove rimase tutta la vita insegnando all’Università. Oltre a Stoner e Nulla, solo la notte (entrambi Fazi) è autore di altri due romanzi: Butcher’s Crossing (1960, di prossima pubblicazione da Fazi Editore) e Augustus (Castelvecchi, 2010), vincitore del National Book Award.

Stoner è qualcosa di più raro di un grande romanzo – questo è un romanzo perfetto, così ben narrato, con una lingua superba e così profondamente toccante da levare il fiato | Morris Dickstein, The New York Times
Stoner è una storia perfettamente costruita, di un gelido matrimonio e di un disperato amore universitario; si è così vicini all’infelicità del protagonista che si ha paura di respirare |Nick Hornby
Questo è semplicemente un romanzo che parla di un ragazzo che va all’università e diventa un professore. Eppure è una delle cose più affascinanti che potrete leggere | Tom Hanks
Stoner è uno dei grandi classici della letteratura americana del XX secolo. Dimenticarlo sarebbe imperdonabile. Consentirgli una nuova vita e continuare a leggerlo significa consentire a noi stessi la capacità di comprendere insieme passato e presente. Stoner è un’aria del nostro tempo. | Colum McCann

Venerdì 18 aprile alle 18 in libreria
presentazione aperitivo del libro di Domitilla Ferrari “Due gradi e mezzo di separazione, come il networking facilita la circolazione delle idee (e fa girare l’economia)” (Sperling & Kupfer).
L’autrice ne parlerà con Matteo Bianconi e Gianluca Diegoli.

Quanti gradi di separazione ci sono tra te e la tua prossima avventura professionale? Quanto sei lontano da ciò che renderà la tua vita più interessante? Ognuno di noi è distante non più di tre gradi, forse due e mezzo, da chiunque altro nel mondo. Facendo circolare idee, informazioni e competenze – e mettendo in comune i nostri contatti – potremo creare valore per noi stessi e per gli altri. Ma per farlo dobbiamo imparare a considerare l’amicizia una materia prima e Internet il mezzo che facilita la creazione di una rete personale. La curiosità e la voglia di ascoltare sono gli elementi fondamentali per circondarsi di persone (e idee) stimolanti che spesso diventano relazioni utili, se non indispensabili, per trovare un lavoro, costruire un progetto, risolvere un problema, avere una vita migliore. Questo libro offre suggerimenti (da seguire con la testa e con il cuore) su come cogliere tutte le opportunità della comunicazione online e offline, creare una rete utile per identificare nuovi obiettivi da raggiungere, trovare nuove soluzioni anche – perché no? – per uscire dalla crisi.

Domitilla Ferrari giornalista e social networker, ha lavorato in radio, tv e giornali. Oggi è nel digital di una grande casa editrice dove ha ricoperto il ruolo di community manager, prima, e social media strategist, poi. È stata Guest Lecturer in IED, Bocconi, Digital Accademia e, in qualità di relatore, ha preso parte all’Internet Festival, Ca’ Foscari Digital Week, International Journalism Festival, La settimana della Comunicazione, Forum della Comunicazione Digitale, Digital Experience Festival.
Insegna Social Network e Comunicazione Digitale nel Master in Comunicazione delle Scienze all’Università di Padova e dal 2003 scrive un blog in cui parla anche di marketing e comunicazione, ma soprattutto dei fatti suoi. Ha un progetto non-profit legato alla sua presenza online a favore dell’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Indicata da Wired fra i 50 italiani da seguire su Twitter, la trovate come @domitilla.
Il suo sito è www.domitillaferrari.com.

Matteo Bianconi è copywriter, giornalista, social media strategist. Ma anche divoratore di libri, persecutore di parole e cine-innamorato. Laureato in Sociologia e specializzato in Marketing e Comunicazione, scrive di società e web da 10 anni. Nella Rete non ci esprimiamo: ci esponiamo. E la condivisione è tutto.

Gianluca Diegoli, bocconiano anomalo, combatte professionalmente da sempre al pericoloso confine tra marketing online e offline. Dopo una lunga carriera in aziende di vari settori come marketing manager, è consulente indipendente in strategia digitale, blogger dal 2004 su www.minimarketing.it e scrittore. Dopo “91 tesi per un marketing diverso”, ha scritto “Vendere Online” per Il Sole 24 Ore e “Social Commerce” per Apogeo. Dal 2012 è professore a contratto in social ed ecommerce all’università IULM a Milano.

Sabato 19 aprile alle 12 in libreria
presentazione aperitivo del volume a cura di Gianluca Morozzi “Bologna in giallo” (edizioni Felici).
Saranno presenti tutti gli autori e Gianluca Morozzi.

Racconti gialli e noir, scritti da autori bolognesi e non, per conoscere il lato misterioso di Bologna.
Nove scrittori alle prese con la loro città, anzi con il lato oscuro della loro città. Storie gialle e noir che si intrecciano con i vicoli, le torri, i loggiati di Bologna, città dai mille volti: storici, artistici e umani. Una raccolta di racconti firmata dai grandi maestri del giallo italiano ed emiliano per leggere scoprendo le tante sfaccettature della straordinaria quotidianità bolognese.

Gli autori di questa collettanea sono Gianluca Morozzi, Alessandro Berselli, Matteo Bortolotti, Maria Silvia Avanzato, Paolo Alberti, Eliselle, Stefano Bonazzi, Francesco Palmisano, Marco Cacciari.

Dalla nota introduttiva di Gianluca Morozzi:
“Questa antologia vuole rappresentare un mix di penne esperte ed entusiasmi esordienti, scrittori pluripubblicati come Matteo Bortolotti, Eliselle, Alessandro Berselli, Paolo Alberti, e giovani lupi famelici alla prima o alla seconda pubblicazione. Tutti autori che vivono a Bologna. O nel raggio di quaranta chilometri, come la modenese Eliselle e il ferrarese Stefano Bonazzi.”

la nostra libreria e la festa del libro… considerazioni

Riceviamo dal “centro per il libro e la lettura” e giriamo.
Si tratta della solita campagna giocata sugli sconti e sconti e sconti…
Come altre volte non aderiremo al ricatto emotivo della festa del libro
Perché qui la festa è ogni giorno.

La prima domanda che mi faccio ogni anno quando leggo la retorica esaltazione del libro ovunque è: “Come mai noi librai apriamo librerie? Non basta mettere tre o quattro volumi alle poste o presso una banca?”
Domanda retorica, quelli del centro ci direbbero che, visti i dati statistici che peggiorano di anno in anno, ogni libro che raggiunge un cittadino è valore.

Ma possibile che la cosa sia sempre è solo proposta come scontistica e mai come progetto continuativo, magari coordinato con chi sul territorio già opera, spesso in condizioni ardue, vedi le benemerite biblioteche pubbliche?
E noi librai, anche indipendenti, che lavoriamo ostinatamente tutti i giorni sul territorio come avamposti di divulgazione culturale, bagni pubblici, luoghi per eventi, presentazioni, mostre, centri di ricerche bibliografiche?
Come mai i grandi gruppi editoriali non ci danno una marginalità migliore tutto l’anno?
C’è una legge del libro, imperfetta ma c’è, è servita a calmierare i prezzi delle novità, ma poco altro…
A voi lettori chiedo di fare il gioco del libraio biologico, fate conto che una libreria sia il Mercato della Terra, e venite a comprare il libro a chilometro zero, nella libreria di vicinato.
Prima che chiuda. Come succede ormai ogni giorno.
Le librerie di quartiere che spariscono sono un impoverimento del tessuto sociale.

Questo è l’invitante inizio della campagna…
“Per il quarto anno consecutivo, la campagna di promozione della lettura IL MAGGIO DEI LIBRI, organizzata dal Centro per il libro e la lettura, si conferma un appuntamento atteso e diffuso in tutto il territorio nazionale. Continuano infatti a giungere numerose le adesioni, segno di un coinvolgimento sempre più ampio e condiviso che supera i confini dell’ambiente e della filiera editoriale: Poste Italiane, Italo, Eataly, UniCoop Tirreno… uniti nell’impegno a inserire i libri in contesti insoliti, accattivanti per il grande pubblico dei lettori e, soprattutto, per coloro che ancora non hanno scoperto la magia della lettura. L’originalità delle location e dei soggetti partecipanti sono fondamentali per far comprendere come con i libri e la lettura si diventi cittadini del mondo, e qualsiasi luogo possa trasformarsi nel teatro di un’avventura fatta di pagine e immaginazione.

Vi rinnoviamo dunque l’invito ad aderire come organizzatori di eventi di promozione della lettura, che coinvolgano anche i tragitti e le mete della vita di ogni giorno.
Non esistono luoghi adatti o non adatti ai libri: esiste solo il gusto di leggere e di crescere con la lettura. E allora non solo librerie, biblioteche, scuole, spazi istituzionali ma anche uffici, negozi, locali e mezzi pubblici, cinema, supermercati, palestre… lasciatevi ispirare dalla fantasia!”

Va beh, adesso via a lavorare!!