NEWSLETTER SONTUOSA DAL 20 AL 26 NOVEMBRE (anche al cinema, ben due volte!)

Ancora una settimana ricca di incontri, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, con la Festa degli Alberi, con il Cineclub Bellinzona e con BilBOlBul 2017.
E con la casa editrice Pendragon e le Edizioni del Loggione.
Ci si vede, qui o in giro.
E domenica 26 apertura speciale dalle 11 alle 15.

Vi aspettiamo.

Trame

Lunedì 20 novembre alle 18
alla Cineteca di Bologna in via Azzogardino
Matteo Codignola presenta la proiezione di “Il falcone Maltese” di John Huston e il libro “I Diari bollenti di Mary Astor” di Edward Sorel edito da Adelphi.
Il bookshop è gestito da Trame.

John Huston debutta trentacinquenne alla regia, Bogart infila la giacca di Sam Spade, Mary Astor è la femme fatale, il falcone maltese è fatto della stoffa di cui sono fatti i sogni e “Il mistero del falco” è fatto della stoffa di cui è fatto il cinema. “Un equivalente visivo pressoché perfetto del romanzo di Dashiell Hammett… Huston usa la costruzione narrativa di Hammett e i suoi prosciugati dialoghi con stile così duro e preciso che tira fuori tutta la depravazione di personaggi tanto spietati e avidi da diventare comici” (Pauline Kael).
Prima della proiezione, Matteo Codignola, editor di Adelphi, presenta il libro “I diari bollenti di Mary Astor” di Edward Sorel (Adelphi 2017).
A partire da alcuni articoli di cronaca ritrovati nel 1965, il disegnatore e caricaturista Sorel racconta il processo-scandalo che coinvolse l’attrice negli anni Trenta in un romanzo illustrato che rievoca in modo efficace e travolgente la Hollywood di cartapesta da cui, un tempo, tutti i sogni avevano origine.

Martedì 21 novembre alle 18 in libreria
Livia Sambrotta presenta il suo romanzo “TANGO DOWN” (Pendragon).
Ne parlerà con Alessandro Berselli, scrittore.

Quartu Sant’Elena, provincia di Cagliari, estate infuocata. Un gruppo di giovanissimi hacker, gli Spodestati, sta organizzando la prima hacknight della sua storia, un’azione di sabotaggio nei confronti di una multinazionale che si vuole appropriare di uno dei tratti più belli della costa sarda per edificare un resort di lusso. Elisa, sedicenne del gruppo, scompare misteriosamente proprio nella notte del cyber attacco. Sulla località, animata dai turisti che si preparano a festeggiare la notte di ferragosto, improvvisamente cala l’ombra del mistero. Fabio, arrivato da poco in Sardegna in fuga da un passato di violenza, conosce Marianna, amica di Elisa, così decisa a ritrovarla che lo coinvolgerà in una disperata ricerca.
In una Sardegna atavica, la cui voce è il maestrale che ingrossa le mareggiate e il fuoco che divampa nelle campagne aride, i due portano avanti la loro indagine, mentre la polizia scandaglia le vite clandestine dei giovani hacker. Tuttavia, sono ben altri i segreti, le violazioni e i desideri che questa vicenda porterà a galla. Una lotta contro il tempo, un viaggio nell’identità digitale e, su tutto, il monito della natura che ricorda a ogni protagonista la sua verità: la traiettoria degli eventi non si può fermare.

Livia Sambrotta ha pubblicato nel 2015 il suo primo romanzo noir, “Amazing Grace”, con la Tragopano Edizioni.
Insegna scrittura creativa a Milano. Ha pubblicato short stories nell’antologia Mucho Mojo Club (Casa Sirio Editore), sul sito www.raccontopostmoderno.com e vinto il premio letterario Torinoir Memonoir 2017 con un suo racconto.

Mercoledì 22 novembre alle 18 in libreria
Donatella Allegro presenta “E io pedalo. Donne che hanno voluto la bicicletta” (Edizioni del Loggione).
Ne parlerà con Federica Mazzoni e con il giornalista Paolo Soglia.

Ancora oggi, in molti paesi del mondo le donne non possono andare in bicicletta.
Forse perché la bici è simbolo e insieme strumento concreto di libertà e liberazione: è un mezzo poco controllabile (e quindi sottilmente eversivo), è un prolungamento del corpo (e dunque potenzialmente scandalosa), è economica (e dunque troppo democratica).
Sono tante le donne nella storia che hanno “voluto la bicicletta” per pedalare fiere per le vie del mondo.
Perché la vita – come diceva Albert Einstein – «è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti»; e se la vita è stare in equilibrio, se vuoi muoverti devi andare in bicicletta. Non funziona il paragone? Non importa. Siamo qui per raccontarvi delle storie, non per spiegare la vita.
Sono storie di bici e storie di donne, che spesso hanno cercato la libertà pedalando. Perché? Forse perché la bici è democratica, è poetica, è per tutti.
La bici è libertà.

Donatella Allegro è nata a Bologna, dove si è laureata in Lettere Moderne e in Discipline dello Spettacolo dal Vivo. Nel 2008 si è diplomata in recitazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Da allora si dedica al teatro come attrice, regista e insegnante di recitazione. Dopo aver collaborato a lungo con l’ITC Teatro di San Lazzaro e con Mario Perrotta è entrata nel gruppo di lavoro di Claudio Longhi, regista e direttore di Emilia Romagna Teatro, con il quale attualmente lavora.
Parallelamente, dirige spettacoli teatrali di sua ideazione, spesso dedicati alla storia delle donne e alle tematiche dell’emancipazione femminile.
Da uno di questi, E io pedalo. Donne che hanno voluto la bicicletta è nato questo libro.

Federica Mazzoni nata nel 1986, è consigliera comunale di Bologna, Presidente Commissione Scuola e Cultura.
Si occupa di politiche di genere e diritti lavorando presso la Commissione Parità dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e come Coordinatrice Donne PD Bologna. È mamma di Paolo.

Sempre mercoledì 22 novembre alle 18
ma presso l’Urban Center al secondo piano della Biblioteca Sala Borsa in Piazza del Nettuno 1 a Bologna
in occasione della Festa degli alberi 2017
Presentazione del nuovo libro di Tiziano Fratus “I giganti silenziosi” (Bompiani)
Incontro a cura dell’Associazione A.Di.P.A
Bookshop a cura di Trame.

Lo scrittore Tiziano Fratus, autore di diversi libri su boschi e foreste, racconta in questo volume gli alberi monumento delle città italiane.
Tra i protagonisti della città di Bologna figurano la sequoia del Parco Melloni, i grandi platani di Piazza Malpighi e del Giardino della Montagnola, il cipresso di Montezuma dell’Orto Botanico e il “cedrosauro” dei Giardini Margherita.

Giovedì 23 novembre alle 20
al Cinema Teatro Bellinzona in via Bellinzona 6 a Bologna
serata dickensiana organizzata dal Cineclub Bellinzona in collaborazione con Mattioli 1885.
Bookshop a cura di Trame.
Ingresso: biglietto unico € 6

Alle 20 CASTAGNE e VIN BRULÉ nel chiostro seicentesco adiacente alla sala
Alle 20,30 Incontro con Livio Crescenzi, traduttore di Dickens per Mattioli 1885 e, a seguire, la proiezione.
Si potrà vedere “Grandi speranze” di David Lean (UK/1946, 113′, lingua originale, sott. italiano), uno dei più grandi film della storia del cinema britannico, che ritorna sul grande schermo in una bellissima versione digitale restaurata.

Tratto dal romanzo di Charles Dickens, pubblicato nel 1861, “Grandi speranze” è la storia dell’orfanello Pip che riesce a studiare, diventare un gentiluomo, arricchirsi e a frequentare la buona società, ignorando chi sia il suo benefattore.
Assieme a “Le avventure di Oliver Twist” del 1948 è uno dei due ammirevoli film dickensiani diretti da David Lean. La pellicola vinse due premi Oscar per la migliore direzione artistica e la fotografia, su cinque candidature, comprese quelle per il miglior film, la miglior regia e il miglior adattamento per lo schermo.

Parcheggio gratuito in cortile interno su via Bellinzona, subito dopo il cinema, sulla sinistra.

Sabato 25 novembre alle 18 in libreria
In occasione di BilBOlBul 2017 Festival internazionale di fumetto
Les Mots Libres edizioni lancia “AlBoom! – Gli albi col botto” la sua collana di albi illustrati.
L’illustratore delle Isole Baleari Canizales scoperto alla Bologna Children’s Book Fair
sbarca in Italia con “Bella” e “Il libro più straordinario del mondo”.

«Quando i bambini scoprono che nei libri possono trovare delle storie meravigliose e piene di immaginazione, ne restano affascinati e diventano lettori assidui».

AlBoom! – gli albi col botto è una raccolta di piccole storie che nasce con l’intento di dare nutrimento ai sognatori militanti in erba, a chi è convinto che siano le parole e le immagini a “sorreggere il mondo” e a tutti quelli che «a che serve un libro senza dialoghi né figure?».

La collana AlBoom! scoppietta, senza fare male a nessuno. Meglio, però, maneggiarla con cautela, non si sa mai: la lettura a voce alta o silenziosa può provocare eccessi di fantasia a chi la pratica spesso. Gli albi col botto parlano di mondi così inventati che sembrano veri. Per questo, sono adatti a chi sta aprendo gli occhi sul mondo, ma anche a chi è già in cammino da un po’ e non ha mai smesso di immaginare.

“Bella”, uscito in lingua spagnola nel 2016 col titolo Guapa per Apila Ediciones, è scritto e illustrato dal giovane Canizales, e nasce dai numerosi viaggi dell’autore in Colombia, suo paese di origine e quinta destinazione mondiale per il turismo di chirurgia plastica.

La protagonista di Bella è la Strega, molto emozionata perché ha un appuntamento con l’Orco. Nell’attraversare il bosco incontra lo Scoiattolo, il Coniglio, la Volpe e il Topo, che le suggeriscono di usare la sua bacchetta magica per farsi bella. La Strega li asseconda e arriva all’appuntamento così diversa da non essere riconosciuta: ha perduto la sua identità di Strega.
L’ultimo tocco di bacchetta magica le permetterà di tornare a essere se stessa: riuscirà a fare il pic-nic con l’Orco e i cattivi consiglieri del bosco avranno ciò che si meritano (!).

“Il libro più straordinario del mondo” è un libro matrioska, un albo che, attraverso un divertente gioco di cartotecnica, alla narrazione unisce il superamento dei limiti concettuali e fisici del testo per proporre “una storia nella storia”. Da un lato c’è il piccolo Samuel, che guida il lettore nella storia, dall’altro i suoi giocattoli che cominciano a scomparire.

www.lesmotslibresedizioni.it

Domenica 26 novembre alle 12 in libreria
con apertura speciale (dalle 11 alle 15)
In occasione di BilBOlBul 2017 Festival internazionale di fumetto
aperitivo con Bao edizioni e i Cantiga Caracol in occasione dell’uscita di “Violeta corazon maldito” di Virginia Tonfoni e Alessio Spataro.
I due autori ne parleranno con Silvia Cavalieri dei Cantiga Caracol.

Prima della rinascita post-dittatura, la rivoluzione culturale cilena è stata una donna, sola, con la sua voce e la sua chitarra. Violeta Parra è stata la voce del Cile quando il Cile ne aveva più bisogno.

Nei suoi 50 anni scarsi di vita, Violeta Parra ha viaggiato nel suo paese dissotterrando il folklore autentico; ha riscoperto e ritracciato la tradizione cilena con il canto e la musica, raccogliendo testi e melodie antiche e componendone di nuove, ma anche con le mani, tessendo, modellando e dipingendo. In Europa è stata apprezzata e poi lentamente dimenticata; in Cile invece, non è stata mai del tutto compresa. Non in vita, perlomeno. Dopo il suo gesto disperato, il suo paese ha affrontato i tragici anni della dittatura.
Solo recentemente i figli e i nipoti di Violeta sono riusciti a recuperare parti importanti della sua opera tessile e plastica, oltre a numerose testimonianze che dal 2015 si trovano raccolte nel Museo Violeta Parra di Santiago.

Nel 2017 ricorre il centenario della nascita di questa artista totale.
Virginia Tonfoni e Alessio Spataro ne raccontano la vita scandendola in capitoli dal contrappunto perfettamente musicale, in una gloriosa bicromia bianco, nero e arancione. Una vita di dolorosa intensità, consacrata all’arte e all’amore, raccontata con passione che emana da ogni pagina.

I Cantiga Caracol sono:
Silvia Cavalieri voce
Vladimiro Cantalauppi violino
Giovanni Tufano chitarre
Agostino Ciraci contrabbasso

NEWSLETTER dal 14 al 18 novembre (dal noir italiano ai Balcani, con lagune nigeriane e Filosofiacoibambini®)

Una nuova settimana inizia e abbiamo cinque incontri da proporvi.

Vi aspettiamo.
A Trame.

Martedì 14 novembre alle 18 in libreria
presentazione del libro di Massimo Bernardi “Mandala” (Sensoinverso).
Conduce l’incontro Gianluca Morozzi.
Con la partecipazione dei musicisti Francesca Bar e Fabrizio Luglio.

“Tu sei nato molti secoli prima della tua nascita”: è la frase misteriosa che compare a Dario sullo schermo di un videogioco al posto del “game over”. Da quella sera la sua vita si trasforma in un’avventura visionaria dentro e fuori di sé tra ricordi, sogni e allucinazioni. Mandala è un romanzo leggero e ironico con un sottofondo di spiritualità, che vi condurrà in un viaggio onirico senza confini.

Massimo Bernardi è nato a Modena, dove tuttora vive, nel 1970. È laureato in biologia ma le sue passioni sono sempre state la scrittura e la fotografia.
Ha pubblicato quattro libri di narrativa: Mandala (2016), Appuntamento alla fortezza (2013), Letturista per caso (2012) e Onjrica (2001). Alcuni racconti sono usciti su riviste e antologie. Ha collaborato per alcuni anni con il circolo culturale Laboratorio di Poesia e con la rivista di poesia Steve. È autore di alcune sceneggiature per corti e lungometraggi (tra cui Il regalo più bello, menzione speciale al Busto Arsizio Film Festival 2004).
Utilizza tecniche miste per elaborare immagini fotografiche. Ha esposto le sue foto in diverse mostre personali e collettive. Tra queste il Museo a Cielo Aperto (Camo, 2013), la rassegna Phot’out (Torino, 2014) e tre edizioni di Fotografia Europea (Reggio Emilia 2011, 2013 e 2015). Si interessa anche di arte, paesaggio e archeologia industriale.

Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. Ha esordito nel 2001 con il romanzo “Despero”, edito da Fernandel, e ha raggiunto il successo con “Blackout” (Guanda 2004), dal quale è stato tratto un film per la regia di Rigoberto Castaneda. Tra i suoi numerosi titoli ricordiamo “L’era del porco” (Guanda 2005), “Colui che gli dei vogliono distruggere” (Guanda 2009), “Cicatrici” (Guanda 2010, finalista al premio Scerbanenco), “Chi non muore” (Guanda 2011), “Marlene in the sky” (Gallucci 2013), “Radiomorte” (Guanda 2014), “Lo specchio nero” (Guanda 2015), “Anche il fuoco ha paura di me” (Fernandel 2015).
Ultimo romanzo “Confessioni di un povero imbecille” (Fernandel 2016) con il cd degli Avvoltoi e la musica dei Despero.

Fabrizio Luglio cantautore e chitarrista originario di Torino ma di adozione bolognese. Ha numerose collaborazioni sul territorio emiliano ed ha recentemente pubblicato un album solista dal titolo “Senza disturbare”. Da diversi anni collabora con Francesca Ber in live acustici e ha realizzato insieme a lei un videoclip cover di un brano di Elisa “Eppure Sentire”,
Francesca Ber è la voce del duo acustico Boa Sorte (bossanova e dintorni) e collabora con Fabrizio in diversi contesti artistici tra cui appunto la presentazione di Mandala.

Mercoledì 15 novembre alle 18 in libreria
incontro con Stefano Bonazzi in occasione dell’uscita di “L’abbandonatrice” per Fernandel.
Ne parlerà con la scrittrice Maria Silvia Avanzato.

Durante l’inaugurazione della sua prima mostra fotografica, Davide riceve una chiamata: Sofia, l’amica di cui aveva perso le tracce anni prima, si è tolta la vita.
Al funerale, Davide conoscerà Diamante, figlio di Sofia. Un sedicenne scontroso e instabile che insieme al dolore si porta appresso un fardello di domande: che relazione c’era tra Davide e Sofia? Perché sua madre è scappata dall’Italia troncando ogni rapporto con amici e famigliari? Perché il suicidio?
Tornato a Bologna insieme a Diamante, Davide si ritroverà a vivere una complicata convivenza a tre che coinvolge anche Oscar, il suo compagno, e grazie alla quale riemergerà la storia di Sofia, colei che lascia per paura di essere lasciata: una storia di abbandoni e di fughe, di silenzi e di madri dai comportamenti irrazionali e inspiegabili.

“L’abbandonatrice” è un romanzo che racconta gli attacchi di panico e la droga, l’adolescenza e il disagio. Un romanzo sulle responsabilità che ogni scelta comporta e sulla difficoltà ad accettarne le conseguenze, a qualunque età, qualunque ruolo la vita ci abbia riservato.

Stefano Bonazzi è nato a Ferrara nel 1983. Di professione webmaster e grafico pubblicitario, realizza composizioni e fotografie ispirate al mondo dell’arte surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Miami, Seul, Monaco. Nel 2014 ha pubblicato per l’editore Newton Compton il suo primo romanzo, “A bocca chiusa”.

Venerdì 17 novembre alle 18 in libreria
Francesca Mazzucato presenta “STRANI I PERCORSI CHE SCEGLIE IL DESIDERIO” Collana Narrativa (Barra Obliqua) (Castelvecchi).
Ne parlerà con Grazia Negrini, femminista e scrittrice.

“L’inconfessabile mi ha stretto i fianchi e morso il collo, ha respirato e sbavato sul mio seno di ventidue anni e sul mio ventre smagrito da guerre e terrori. L’inconfessabile ha avuto molte facce e molte pistole appoggiate su una sedia vicino al letto o sul sedile di un’utilitaria quando bastava un vicolo più buio e una macchina parcheggiata in quelle notti di petrolio e fragori che coprivano i gemiti finti e i mugolii veri. I nomi erano un lusso, lo sono sempre. Non hanno mai dato un nome alla nostra guerra.”

Le guerre sembrano finite, ma è solo un’illusione. Mirjana combatte ogni giorno la sua guerra con le memorie crudeli, la sindrome post traumatica, i progetti che non vuole abbandonare. Aspetta che Marko ritorni, o forse si illude. Marko, estremo e feroce come lei, arrabbiato, impegnato con gli ultimi degli ultimi, Marko che è andato via senza dirle dove, o perché.
E poi ci sono Annarosa e Diana. Sono diventate amiche da bambine, nei corridoi di un ospedale, travestite da principesse egizie, cercando di sopravvivere all’inaccettabile.
Che andare avanti, cavarsela in ogni caso, sia la questione fondamentale della vita, lo imparano presto.
Tre donne nel tempo di mezzo, con assedi da fronteggiare, piccole euforie, piaceri, speranze e brevi sollievi sono le protagoniste di un romanzo corale e coinvolgente, dedicato ai Balcani, agli esclusi, alla magnifica fragilità, a chi sopravvive e chi no.
Una storia coraggiosa, carnale, epica, da cui è impossibile non lasciarsi trasportare.

Francesca Mazzucato è laureata in lettere e specializzata in Biblioteconomia, è scrittrice, traduttrice, consulente editoriale. I suoi romanzi sono stati tradotti in Francia, Germania, Grecia e Spagna. I suoi racconti compaiono in prestigiose antologie uscite negli Stati Uniti come «Rome Noir», «Venice Noir» e «La Dolce Vita». I suoi ultimi libri sono Belgrado Blues. La città bianca fra mito e visioni (2017) e 24 ore (2017).

Sabato 18 novembre alle 12 in libreria
la casa editrice Zona 42 e Trame presentano con orgoglio la traduzione di “Laguna” di Nnedi Okorafor.
Ne parleranno con la traduttrice Chiara Reali, gli editori Giorgio Raffaelli e Marco Scarabelli.

“Gli faceva male la testa, e tutto il corpo pareva pesare una tonnellata. Al taglio ci avrebbe pensato dopo. A se stesso avrebbe pensato dopo. Tossì di nuovo sfilandosi la maglietta. La strizzò schizzando d’acqua gli stivali già zuppi e se la rimise addosso. Era vivo, ed era successo qualcosa di molto peggio.
Gli veniva da ridere. Dopotutto non era mica la prima volta che invadevano la Nigeria.”

Un boato nel cielo di Lagos. Qualcosa precipita nell’oceano al largo della costa della più popolosa e leggendaria città della Nigeria.
Il mare brulica di nuova vita, e dal mare una nuova entità emerge per sconvolgere la vita del paese africano.
Adaora, biologa marina alla ricerca di stabilità, Anthony, rapper capace di incantare le folle e Agu, un soldato dallo spiccato senso di giustizia, si incontreranno proprio lì, sul mare: insieme dovranno confrontarsi con i segreti delle proprie esistenze per tentare di salvare il paese che amano in una forsennata corsa contro il tempo.
Accompagnano Ayodele, la donna misteriosa arrivata da un luogo ignoto, giunta a Lagos per promettere un cambiamento epocale, mentre il caos si diffonde senza controllo tra la popolazione della città.

“Laguna” racconta la storia di un’umanità al crocevia tra tradizioni secolari, un presente incerto e un futuro denso di potenzialità.
Il romanzo combina in una miscela esplosiva il più classico tema fantascientifico, l’invasione aliena, al fermento di una città tentacolare.
Con una pluralità di voci narranti, “Laguna” unisce in uno straordinario abbraccio la tradizione magica africana alla riflessione sociale e politica della migliore fantascienza.
La scrittura di Nnedi Okorafor, avvincente, emozionante e spericolata, avvolge il lettore in una rete di suggestioni che ne rivelano tutta la ricchezza.
Benvenuti a Lagos, Nigeria.

Nata negli Stati Uniti da genitori nigeriani, Nnedimma Nkemdili Okorafor è una delle più talentuose autrici emerse negli ultimi anni sulla scena internazionale.
Nnedi Okorafor si è affermata grazie a una produzione narrativa capace di trascendere il genere per combinare in maniera mirabile fantascienza e tradizione africana, fantasy e realismo magico.
Vincitrice di molti tra i più prestigiosi premi letterari (Hugo, Nebula, World Fantasy Award tra gli altri) è professoressa di Scrittura creativa presso l’Università di Buffalo (NY).
Laguna è il suo primo romanzo di fantascienza a essere tradotto in italiano.

Chiara Reali, la traduttrice, vive a Milano.
Scrive in rete dal 2005 e ha pubblicato racconti su Linus, ‘tina, e nelle antologie “Tu sei Lei. Otto scrittrici italiane” (Minimum Fax) e “Propulsioni d’improbabilità” (Zona 42).
Per Zona 42 Chiara Reali ha tradotto i romanzi di Ian McDonald, Jon Courtenay Grimwood e Tricia Sullivan.

Sempre sabato 18 novembre ma alle 18 in libreria
incontro col progetto “Filosofia coi Bambini”
Saranno presenti Carlo M. Cirino, fondatore di FilosofiaCoiBambini e Sara Bracco, architetto, membro della direzione di FilosofiaCoiBambini.

Filosofiacoibambini è un Movimento Educativo nato in Italia nel 2008 dal lavoro sperimentale di ricerca di Carlo Maria Cirino (PhD in Filosofia della Scienza, scrittore) e Cecilia Giampaoli (Docente di Tecniche Grafiche e Stampa, artista, e scrittrice).

Il Metodo Educativo, che gli sperimentatori hanno elaborato nel corso di dieci anni passati a stretto contatto coi bambini, vede posta al centro della sua indagine e dei suoi interessi l’Immaginazione, quale facoltà mentale privilegiata dell’essere umano. Filosofiacoibambini ha messo a punto un metodo che permette di allenare e ampliare tale facoltà, contrastando così gli effetti di una società votata sempre più a ridurre e schiacciare ogni creatività e ogni possibilità individuale. La crisi del gioco simbolico, messa in luce efficacemente a partire da un’analisi del mondo che ci circonda, diventa il punto di partenza per una ricostruzione dell’educazione a tutto tondo.

Filosofiacoibambini è un Marchio Registrato.
Il Marchio è posto a garanzia dell’autenticità del Metodo Educativo e della preparazione di coloro che ne fanno parte in qualità di Membri e Collaboratori ed è presente in quasi tutte le regioni italiane, sono più di 40 i collaboratori interni al Team che lavorano sul territorio nazionale e oltre 1000 le insegnanti raggiunte e formate durante i numerosi incontri pubblici.

Dal sodalizio con l’editore Safarà di Pordenone nasce la collana Piccoli Saggi, nella quale sono pubblicati i laboratori originali (fino ad ora sette le uscite) e soprattutto il Manuale di Filosofia Coi Bambini, ultimo edito.

Tutto questo grazie a un codice etico e a uno stile pressoché inconfondibile.