NEWSLETTER fiammeggiante dall’11 al 20 ottobre

Una ricca proposta di incontri fino al 20 ottobre.
Presentazioni, bookshop, festival cinematografici e letterari.
Scegliete e partecipate.
Con Trame.

Sabato 13 ottobre alle 12 in libreria
Giuseppina Torregrossa presenta “Il Basilico di palazzo Galletti” (Mondadori) e ne parla con Grazia Negrini.

Una storia guizzante e sensuale, punteggiata di humour, e capace di circoscrivere in modo conturbante i desideri inespressi e le impasse di una donna che si trova nel passaggio cruciale dalla giovinezza alla maturità.

“Giulia infilò le mani tre le foglie fitte del basilico, si levò immediata una fragranza fresca e golosa e per tutto il corpo le corse un brivido di attesa. Adorava quella pianta semplice, fin dai tempi del liceo. Un giorno, durante un compito di latino, era incappata in alcuni versi di Plinio: “induce torpore e conduce alla pazzia, bisogna averne paura.”

Giuseppina Torregrossa, madre di tre figli, vive tra la Sicilia e Roma, dove ha lavorato per più di vent’anni come ginecologa, occupandosi attivamente, tra le altre cose, della prevenzione e cura dei tumori al seno.
Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo, “L’assaggiatrice” e con il monologo teatrale Adele ha vinto nel 2008 il premio opera prima “Donne e teatro” di Roma. Tra gli altri suoi romanzi ricordiamo Il conto delle minne (Mondadori 2009), tradotto in dieci lingue, Manna e miele, Ferro e fuoco (Mondadori 2011), Panza e prisenza (Mondadori 2013), La miscela segreta di casa Olivares (Mondadori 2014), ll figlio maschio (Rizzoli 2015), Cortile nostalgia (Rizzoli 2017) e Il basilico di Palazzo Galletti (Mondadori 2018). Nel 2015 è stata insignita del Premio Baccante.

Maria Grazia Negrini nasce a Bologna nel 1944 e a partire dal 1967 frequenta riunioni semiclandestine dalle quali nasce la rivista “Che fare?”.
Nel 1968 è nel primo nucleo de «il manifesto» e vive in una comune.
Dopo il 1977 fonda con altre il Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne, che coordina fino al 2002. Fa esperienza negli organismi regionali e nazionali di Parità e collabora all’apertura di una casa per donne e bambini vittime di violenza. Si occupa poi di formazione e fonda la Tavola delle donne sulla violenza e sulla sicurezza nella città (www.tavoladelledonne.com), della quale è presidente.
Dal 2009 pubblica racconti in varie antologie.

Sempre sabato 13 ottobre alle 14,30 in libreria
il gruppo “Letture sul sofà” parlerà di “Chesil beach” di Ian McEwan edito da Einaudi.
Come sempre il gruppo è aperto a chiunque voglia partecipare.

Domenica 14 ottobre alle 17
a Le serre dei Giardini Margherita all’interno dello stabile “La Gabbia Del Leone” con entrata da via Castiglione 136 e via Polischi 9 a Bologna
presentazione di “Vegan. Un manifesto filosofico” (Einaudi).
Con l’autore Leonardo Caffo ci sarà Davide Turrini giornalista de Il Fatto quotidiano.
L’ingresso è gratuito ed è previsto un rinfresco alla fine della presentazione.
Bookshop a cura di Trame.

Essere vegan non significa seguire una moda o una dieta, significa abbracciare una filosofia che considera gli animali non più come “qualcosa” ma “qualcuno”, da difendere e tutelare.
Questo non solo per porre fine alla mattanza di individui, ma anche per salvaguardare l’ambiente e la struttura sociale mondiale che sono ormai in grave pericolo.
Per poter apportare un cambiamento nel mondo è necessario che le persone diano la giusta considerazione filosofica al movimento, evitando gli estremismi e rendendo il movimento più inclusivo.
Le nuove tesi dello scrittore e filosofo Leonardo Caffo sono interessanti in un momento storico in cui il movimento vegan prende sempre più spazio nel pensiero comune.

Martedì 16 ottobre alle 18 in libreria
presentazione dell’inedito di Luigi Bernardi “L’intruso” (DeA Planeta).
L’incontro è curato dall’Associazione Luigi Bernardi.
Con Marco Bernardi interverranno Patrick Fogli, Stefano Izzo e Alberto Sebastiani.
Otto Gabos è autore della copertina e sarà presente alla serata.

Non è mai troppo tardi per scoprire un grande autore. Luigi Bernardi è stato un formidabile editor, scrittore e guastafeste. Ma non è necessario saperlo per godere dello splendore di questo libro, scritto mentre lottava contro il male che lo avrebbe portato via nell’ottobre del 2013. Non è necessario per due motivi. Uno, perché Bernardi non ha mai voluto essere una cosa sola, ha anzi cercato di occupare sempre una posizione critica, persino nei confronti dei successi ottenuti, per trovare piuttosto nuove strade, anticipare il futuro, non lasciarsi afferrare dalle mode. Due, perché nel momento in cui la malattia è entrata nella sua vita, portando una sentenza senza appello, Bernardi ha deciso di consegnarci un autoritratto privo di qualunque indulgenza o retorica, mostrandosi nudo di fronte allo specchio: semplicemente un uomo, con le sue grandezze e le sue miserie. L’intruso è il diario, lungo un anno, di qualcuno che ha molto amato le parole – «nel raccontare, non tutte le parole sono uguali» – e non ha rinunciato a cercarle, a spremerne tutta la bellezza, persino quando la fine era vicina. È una lucida presa di coscienza che nella vita non si è pronti quasi a niente – «l’angolo delle sorprese è sempre pronto a riempirsi» – e la scrittura può diventare la più profonda, eterna forma di condivisione.

Sempre martedì 16 ottobre alle 18,30
al Cinema Teatro Gamaliele in via Mascarella 46 a Bologna
Parole di donne: empowerment e cura. Dialogo tra Tiziana Ferrario e Chiara Scanagatta.
Modera Alessandro Russello, direttore Corriere del Veneto e di Bologna.

Quando le donne prendono la parola, mettendo in discussione un mondo di violenze, ingiustizie ed esclusioni è per aprire strade di empowerment, promozione di sé e crescita delle comunità di appartenenza.

Tiziana Ferrario, giornalista, inviata, conduttrice RAI, negli ultimi anni ha vissuto come corrispondente a New York; di recente ha pubblicato “Orgoglio e Pregiudizi, Il risveglio delle donne ai tempi di Trump” (Chiarelettere), che affronta il tema indicato anche dalle Nazioni Unite tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2030: la parità di genere, sfida incompiuta di questo secolo.

Chiara Scanagatta partita per la prima volta con Medici con l’Africa Cuamm nel 2008, destinazione Angola, in seguito responsabile progetti in Sud Sudan per oltre oltre 4 anni dove ha coordinato la presenza del Cuamm; attualmente supporta i progetti del Cuamm in Sud Sudan dalla sede centrale a Padova.

Martedì 16 ottobre dalle 21 alle 22,30 in libreria
esce il nuovo romanzo di Murakami Haruki e si festeggia con un tè e una lettura
A chi acquista una copia, in omaggio un tè giapponese con la sponsorizzazione di Filicori Zecchini.

Un pittore che sa intuire i segreti dietro i volti delle persone che ritrae.
Un quadro inquietante di un grande maestro ritrovato dopo decenni in un sottotetto.
Una casa nel bosco circondata da strani vicini.
E una campanella che inizia a suonare tra gli alberi nel cuore della notte…
“L’assassinio del Commendatore” è il grandioso ritorno di Murakami Haruki alle atmosfere fantastiche e sospese di “1Q84”: un’indagine sulla forza riparatrice dell’arte e quella distruttrice della violenza; su come sopravvivere ai traumi individuali (ad esempio la fine di un amore) e a quelli collettivi (una guerra, un disastro); sul fare tesoro della propria fragilità e diventare ciò che si è.

«Murakami dipinge l’abisso interiore del suo protagonista con movimenti circolari, mettendo in scena un gioco, profondo non meno che arguto, di specchi e doppi, magia e realtà, mistero e indagine psicologica» – Rolling Stone

«Ne “L’assassinio del Commendatore” il genio di Murakami si muove magistrale tra realtà e allucinazione» – Der Spiegel

Murakami Haruki è nato a Kyoto ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote e Salinger. Con La fine del mondo e Il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki.
Fin dal suo primo romanzo, Ascolta la canzone del vento, del 1979, Murakami si è imposto sulla scena letteraria giapponese come uno scrittore di primo piano che non sembra appartenere alla tradizione nipponica.
Tra i numerosi premi ricordiamo il World Fantasy Award (2006), il Franz Kafka Prize (2006) e il Jerusalem Prize (2009).
Lo scrittore giapponese è indicato come uno dei favoriti all’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura.

Mercoledì 17 ottobre alle 18 in libreria
si racconta kira kira, un nuovo progetto editoriale.
Saranno presenti Elena Rambaldi ed Elena Baboni, e Alice Keller autrice dei testi della prima pubblicazione.

Nell’aprile 2016 nasce kira kira ehon, il blog italiano dedicato ai libri giapponesi per bambini.
Il progetto si propone di promuovere libri provenienti dal panorama editoriale giapponese attraverso una scelta di autori, illustratori e storie.
Il blog si rivolge ad appassionati di illustrazione, librai, insegnanti, genitori e a tutti i lettori con una spiccata curiosità verso i libri che arrivano da lontano e sugli scaffali non si possono trovare con facilità.
Con un percorso di recensioni, approfondimenti sugli illustratori e le tematiche, notizie dal mondo editoriale e reportage, il blog kira kira ehon, sempre caratterizzato dalle grandi fotografie che omaggiano la bellezza dei libri proposti, compie due anni nel 2018
Ed è pronto a spiccare il volo verso una nuova avventura: diventare una casa editrice.
kira kira edizioni è un progetto che si propone di portare sul mercato editoriale una selezione di albi illustrati di autori e illustratori giapponesi ancora poco conosciuti in Italia.
Nasce dalla passione per le storie che sono capaci di raccontare con sensibilità il mondo dell’infanzia, storie che parlano direttamente ai bambini e che sono capaci di creare momenti di condivisione fra genitori e figli.
Albi illustrati che hanno una particolare attenzione alla quotidianità fatta di piccoli gesti e di sentimenti forti, in un’età in cui tutto si vive per la prima volta.
I libri di kira kira edizioni si inseriscono nel crepuscolo magico dell’infanzia, a metà fra la realtà e la fantasia, in un’ideale scaffale nella camera dei bambini intesa come luogo magico di giochi e letture, luogo di meraviglia dove, nella gioia di ascoltare le parole e nell’innamorarsi della loro potenza affabulatrice, si formano le prime basi per diventare veri lettori.
Il progetto prevede sia la traduzione di opere di autori giapponesi già pubblicati in Giappone o in altri paesi, sia progetti originali di illustratori giapponesi a cui verranno accompagnate le voci di autori italiani.
Il primo titolo uscito il 25 settembre 2018 è un’opera originale dell’esordiente Maki Hasegawa, accompagnata dalle parole di Alice Keller, giovane e promettente autrice italiana già nota nel panorama editoriale per ragazzi.

“A casa dell’ape” racconta di un viaggio immaginario, un gioco per guardare da vicino quello che è lontano, inseguendo le api e il loro magico lavoro.

L’albo è patrocinato da Greenpeace che sostiene il progetto “Salviamo le api” e lo racconta a bambini e genitori nell’ultima pagina del libro.

Venerdì 19 ottobre Trame chiude alle 17.
Alle 18
alla Biblioteca Casa di Khaoula in via di Corticella 104 a Bologna
“VINYL Storie di dischi che cambiano la vita” (Morellini Editore).
Proveranno a parlare del libro i curatori Luca Martini e Gianluca Morozzi, che verranno sistematicamente disturbati dalle domande e dalle riflessioni di Michele Righini e dal Ted Nylon Fonovaligia Party Djset.
Al termine un buffet nell’ambito delle iniziative per i 10 anni anni a Casa di Khaoula 2008-2018.
Bookshop a cura di Trame.

Ci sono dischi capaci di cambiare la vita, il corso delle cose, il concatenarsi di eventi.
Sono dischi speciali, quelli di cui si parla in questa raccolta che raccoglie 22 storie, narrazioni in cui il disco è protagonista o buon comprimario.
Perché la musica è un linguaggio primigenio, capace di far parlare chiunque il medesimo idioma.
I racconti sono di: Alberto Andreoli Barbi, Antonio Bendini, Alessandro Berselli, Daniela Bortolotti, Massimo Cotto, Patrick Fogli, Alen Grana, Massimo Laganà e Vito Ribaudo, Luca Martini, Claudio Morandini, Gianluca Morozzi, Massimo Padua, Francesco Palmisano, Monica Pareschi, Alberto Petrelli, Francesca Presti, Alessio Romano, Alessandra Sarchi Alessio Schreiner, Francesca Scotti, Roberto Sturm, Heman Zed.

Dal 4 al 31 ottobre è ripartita la Colletta del Libro.
Per la sesta volta in accordo con la Federazione Librai e Cartolibrerie ASCOM Confcommercio
si raccolgono libri nuovi in brossura (No usato, No rilegati, per richiesta loro)
per la scuola del carcere di Bologna e per gli studenti del Centro di Istruzione Adulti del CPIA metropolitano.
Venite a scegliere un libro da regalare1

Inoltre dall’11 al 14 ottobre
Terra di Tutti Film Festival.
http://www.terradituttifilmfestival.org/it/chi-siamo
Il TdTFF nasce dall’esigenza di dare la parola ai tanti documentaristi che usano il video come forma di espressione critica, per informare e denunciare all’opinione pubblica i problemi che colpiscono i paesi del sud del mondo.
Bookshop in collaborazione con Trame.

E per finire venerdì 19 e sabato 20 ottobre
BOLOGNA ON THE ROAD “LE STRADE DEL NOIR”
Rassegna itinerante letteraria di genere giallo/noir che coinvolge autori e autrici Bolognesi o che a Bologna hanno ambientato i loro racconti, a cui si aggiunge il concorso fotografico fotografa la tua ” Bologna Noir”.
L’evento è organizzato dall’Associazione BellaVista in partnership con Damster Edizioni e Edizioni del Loggione.
Con il contributo di Coop Alleanza 3.0 e Paoletti Foto Ottica.
In collaborazione con Qui Bologna Tv, Tra le Righe, Associazione Libri e Dintorni.
Bookshop in collaborazione con Trame.

NEWSLETTER DAL 1° AL 9 OTTOBRE (e tanto di bello!)

Davvero c’è da scegliere a questo giro: Alessandro Portelli parla di Harlan County, Beatrice Seligardi di narrazioni accademiche, Claudia de Lillo di crisi sentimentali ed economiche con Lia Celi, Fabrizio Lombardo di poesia con Sergio Rotino, Zadie Smith arriva a Bologna per un’anteprima di Gender Bender, e Serena Venditto inventa un gatto detective e ne parla con Gianluca Morozzi.
Leggete per bene!
Vi aspettiamo a Trame o altrove.

PS Giovedì 4 ottobre è la festa di San Petronio, si deciderà all’ultimo, e la libreria potrebbe restare chiusa…

Lunedì 1 ottobre alle 18,30
al “Salone Di Vittorio” 3° piano presso la Camera del Lavoro di Bologna, in Via Marconi 67/2
proiezione gratuita del documentario “Harlan County, USA”
Organizzato dalla FIOM CGIL Bologna in collaborazione con la Cineteca di Bologna.
Bookshop a cura di Trame.
Saranno presenti Anne Lewis (film maker e aiuto regista del documentario) e Alessandro Portelli (storico, autore del libro “America Profonda”).

Harlan County, USA, è un film documentario vincitore dell’Oscar nel 1976, che racconta la lotta di 180 minatori e delle loro famiglie contro le grandi aziende minerarie.
La regista, Barbara Kopple, e la sua troupe, hanno trascorso anni con le famiglie rappresentate nel film, documentando le enormi difficoltà che hanno affrontato mentre lottavano per condizioni di lavoro più sicure e salari dignitosi. Hanno seguito i minatori davanti alla borsa di New York, hanno filmato interviste con persone affette dalle malattie polmonari contratte sul lavoro e documentato le aggressioni che i minatori hanno ricevuto mentre scioperavano.

“America profonda” (Donzelli), è una controstoria degli Stati Uniti, dalla frontiera a oggi, attraverso un solo, simbolico luogo: Harlan County nel Kentucky, al centro della regione mineraria dei monti Appalachi.
Da Harlan la storia degli Stati Uniti è passata tutta quanta: i reduci della guerra d’indipendenza, i pionieri, la frontiera, la schiavitù, la guerra civile, le faide e il whisky clandestino, l’industrializzazione e la deindustrializzazione, la distruzione delle antiche foreste, il colonialismo interno di un capitalismo senza scrupoli, le più violente e memorabili lotte sindacali dal 1917 alla fine degli anni ottanta, l’immigrazione (anche italiana) e l’emigrazione, il movimento per i diritti civili, i disastri ambientali delle miniere a cielo aperto, l’epidemia della droga – tutto sulle spalle e sulla forza di resistenza della sua gente.

Mercoledì 3 ottobre alle 18 in libreria
Beatrice Seligardi presenta “Finzioni accademiche” (Franco Cesati Editore, 2018) Finzioni accademiche. Modi e forme del romanzo universitario (Franco Cesati Editore, 2018).
Ne parlerà con Giulio Iacoli e Gino Scatasta.

L’università non è solo un luogo di trasmissione del sapere: è anche lo scenario di percorsi di formazione, di rapporti di potere, di storie d’amore, di contrasti di genere, di riflessioni teoriche ora ironiche ora serissime. Si tratta dunque di un terreno molto fertile per l’immaginazione di scrittori e scrittrici: nel rappresentare questo microcosmo hanno dato adito a un vero e proprio genere (o sottogenere) letterario multiforme, che ha visto il proliferare di una serie di definizioni (campus novel, academic novel, Professorroman), e che ha avuto una storia e una diffusione principalmente angloamericana. Concentrandosi sul periodo che ne ha visto la nascita e l’evoluzione, dal XIX secolo ai giorni nostri, il volume traccia le coordinate del romanzo universitario e dei diversi processi (geo-sociologici, storici, gender, letterari, culturali) che lo hanno caratterizzato.

Beatrice Seligardi è Dottoressa di Ricerca in Letterature euroamericane e Dr. Phil. in Literary and Cultural Studies. Ha scritto articoli su A.S. Byatt, Alice Munro, Don DeLillo, Francesca Woodman, Carol Shields, sul rapporto letteratura-fumetto, ed è autrice di una monografia sulla rappresentazione dell’inespressività femminile tra letteratura, fotografia, pittura e cinema (“Ellissi dello sguardo. Pathosformeln dell’inespressività femminile dalla cultur a visuale alla letteratura”, Morellini, 2018). Fa parte della redazione di Between e Studi culturali. Attualmente è docente a contratto presso l’Università degli Studi di Parma per il Workshop di Letteratura Contemporanea e Spettacolo, e collabora con la Fondazione Cineteca di Bologna in qualità di tutor didattico.

Giulio Iacoli, comparatista di formazione, è professore associato di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Parma. Sin dai primi lavori ha privilegiato i versanti della geografia letteraria e delle narrazioni e arti novecentesche. Tra i suoi lavori più recenti, “La dignità di un mondo buffo. Intorno all’opera di Gianni Celati” (Quodlibet 2011), “A verdi lettere. Idee e stili del paesaggio letterario” (Cesati 2016) e “Luci sulla contea. D’Arzo alla prova della critica tematica (2017). È attualmente condirettore di «Studi culturali» (il Mulino); con Federico Bertoni dirige la collana “Sagittario. Discorsi di teoria e geografia letteraria” (Cesati).

Gino Scatasta insegna Letteratura Inglese e Culture Mediali Anglofone presso l’Università di Bologna. Il suo volume più recente si intitola “Fitzrovia, o la Boheme a Londra” (Il Mulino, 2018). Ha scritto sul teatro di W.B. Yeats, sulla letteratura irlandese, su Dickens, Oscar Wilde e la letteratura tardo-vittoriana. Ha tradotto romanzi, saggi e fumetti e da qualche anno si occupa delle rappresentazioni di Londra in letteratura, di Jack lo Squartatore, della scena letteraria e artistica inglese fra le due guerre mondiali e delle culture pop contemporanee.

Venerdì 5 ottobre alle 18,30 in libreria
Claudia De Lillo presenta “Nina sente” (Mondadori) e ne parla con Lia Celi.

Nina Forte per lavoro guida un’automobile, ma non è una tassista: è un’autista NCC che ha ereditato la licenza dal padre. È una driver sui generis: colta, arrabbiata, madre di un adolescente inquieto ed ex moglie di un marito irresponsabile. Ha ottenuto un contratto di collaborazione con una banca sulla quale stanno mettendo le mani i cinesi lanciando un’offerta molto competitiva: e i clienti di Nina, quando salgono in macchina con lei, parlano, non temono di parlare, o forse non si preoccupano che lei ci sia, al volante e con le orecchie aperte. È ossessionata da un olfatto eccezionale, dalla dizione perfetta, dalla giustizia. Fra una rivelazione e uno scandalo, capisce che l’alta dirigenza della banca si sta difendendo dai cinesi con mosse oscure, destinate a lasciare intatti gli equilibri interni di potere. Nel labirinto degli eventi che segnano le torbide trattative dell’istituto bancario finisce l’indebitato Guido, amico storico di Nina, che viene trovato morto. Nina sente un odore che la perseguita e che fa da traccia, da indizio, da strada verso la soluzione del mistero. Nina Forte, intrepida driver, porta su di sé i segni del proprio tempo, delle proprie illusioni, delle proprie ossessioni. E si affaccia dalla pagina, complice come una sorella, come una ambasciatrice delle nostre inquietudini. Un giallo? Può darsi, ma anche una commedia. Una brillante commedia sociale in cui si staglia una piccola grande donna schierata contro la macchina del potere e del danaro.

Claudia De Lillo, nota con lo pseudonimo di Elasti, vive a Milano con il marito e i figli e lavora come giornalista finanziaria.
Nel settembre 2006 ha aperto il blog nonsolomamma.com.
Nel 2008 il suo primo libro, Nonsolomamma, ha riscosso un immediato successo e ha contribuito al dibattito dedicato ai problemi delle donne che vogliono conciliare maternità e lavoro. Dal febbraio 2010 tiene una rubrica su D di Repubblica, «Appunti & divagazioni di una (non solo) mamma». Conduce inoltre su Rai Radio 2 la trasmissione Caterpillar AM.
Nel 2010 TEA ha pubblicato il seguito di Nonsolomamma intitolato Nonsolodue.
Nel 2012 è stata nominata Ufficiale al Merito della Repubblica per aver inventato il personaggio di Elasti e per aver fatto della conciliazione tra lavoro e famiglia il suo chiodo fisso. Ha pubblicato poi con Feltrinelli Dire fare baciare e con Einaudi Alla pari, il suo primo romanzo.

Lia Celi ha tradito la laurea in Lettere classiche per il giornalismo satirico e la scrittura umoristica. Blogger e autrice per radio e tv (Pippo Chennedy Show e La Barcaccia), ha scritto per “Cuore”, “Smemoranda”, “Specchio” e collabora con “Il Fatto Quotidiano” e “Lettera43”. Oltre a essersi cimentata nella conduzione televisiva (Celi, mio marito!, Raitre) e radiofonica (Mai stati meglio, Radio2), è autrice teatrale con lo spettacolo “Ma che razza di Otello?”, interpretato da Marina Massironi.
Tra i suoi libri più recenti “Corso di sopravvivenza per consumisti in crisi” (Laterza, 2012) e, con Andrea Santangelo, “Mai stati meglio” (Utet 2014), “Caterina la Magnifica” (Utet 2015) e “Casanova per giovani italiani” (Utet 2016).

Sabato 6 ottobre alle 18 in libreria
per la rassegna Paesaggi di poesia coordinata da Sergio Rotino
presentazione del libro di Fabrizio Lombardo “Coordinate per la crudeltà” (Kurumuny collana Rosada)

Continua Paesaggi di poesia 2018.
La rassegna, ideata da Sergio Rotino, e ospitata nella libreria indipendente Trame, prosegue nella nuova stagione e ripropone la sua formula, presentare una serie di autori senza vincoli di età o di scuole, provenienti per la stragrande maggioranza da fuori Bologna.
Il cartellone della nuova edizione di Paesaggi di poesia è sempre attento a quanto propone la scrittura poetica in Italia, anche nelle vesti della traduzione o dell’antologia.

Giunto alla terza raccolta, Fabrizio Lombardo assembla in “Coordinate per la crudeltà” una serie di quattro reportage, tanti quanti sono le sezioni in cui è diviso il libro, incentrati sulla realtà e sulla vita quotidiana dentro cui gli esseri umani agiscono. Via via che il testo procede, i componimenti appaiono farsi sempre più rarefatti quanto impietosi, passando dalla riflessione di un privato quotidiano alla constatazione dell’orrore insito nell’universo del lavoro, così come oggi ci si propone.
Mantenendo fede a uno stile dagli accenti rapsodicamente lirici, pur restando sempre strettamente collegato con una versificazione narrativo-riflessiva, oltre che profondamente autobiografica, Lombardo traccia le coordinate tutte contemporanee di un teatro della crudeltà tenuto in tensione sul filo di una glaciale constatazione degli eventi. Anche quando il personaggio cui l’autore si rivolge prende le sembianze concrete di uno degli affetti più intimi.
È proprio in questo sguardo, attento quanto parzialmente distaccato, che Lombardo indica la necessità di nuove coordinate capaci di tracciare una possibile rotta attraverso la quale permettersi di vedere finalmente, quindi di riconoscere, la crudeltà del nostro contemporaneo, meglio: la “dittatura del contemporaneo”.

Lunedì 8 ottobre alle 10,30
presso l’Aula Giorgio Prodi in piazza San Giovanni in Monte 2 a Bologna
Anteprima del Festival Gender Bender in collaborazione con Associazione Orlando
Zadie Smith presenta “Feel Free” (edizioni Sur) e ne parla con Rita Monticelli, dell’Università di Bologna.
Bookshop a cura di Trame.

Oltre a essere una delle narratrici britanniche di maggior successo della sua generazione, Zadie Smith è anche una brillante autrice di non-fiction.
Feel Free raccoglie ventisei articoli e saggi scritti fra il 2010 e il 2017, che spaziano fra l’analisi politica e la critica culturale, l’autobiografia e la riflessione.
In queste pagine l’occhio penetrante della scrittrice si concentra di volta in volta su popstar del calibro di Jay-Z e Justin Bieber, su artiste di culto come Billie Holiday e Joni Mitchell, su Mark Zuckerberg, sul referendum della Brexit, sui giardini di Roma o sui cartelloni pubblicitari di New York, o ancora su una foto di famiglia scattata trent’anni fa: ma supera sempre lo specifico oggetto della sua attenzione per abbracciare questioni più ampie o apparentemente lontane. Da un video di David Bowie si ricava un consiglio di scrittura, da un quadro del Settecento un ragionamento sull’identità femminile.
Seguire le ipotesi e le intuizioni di Zadie Smith, lasciarsi guidare dalla sua intelligenza curiosa e dalla sua miscela di autorevolezza e autoironia, dà al lettore il senso di una continua, gioiosa, libera esplorazione del mondo che lo circonda: un potente antidoto al ritratto appiattito e opprimente che di quello stesso mondo tendono a darci i media e i social network.

Martedì 9 ottobre alle 18 in libreria
Serena Venditto presenta “Aria di neve La prima indagine di Mycroft, il gatto detective” (Mondadori) e ne parla con Gianluca Morozzi.

“Se siete disposti a credere che un gatto possa aiutare una traduttrice a indagare su un delitto, questo libro fa decisamente per voi.
Se non siete disposti a credere a queste cose, scusate, ma che leggete a fare?” Marco Malvaldi

Ariel è una ragazza italo-americana che ha girato mezzo mondo e ora vive nell’adorata Napoli. Lavora come traduttrice di romanzi rosa dai titoli immancabilmente profumati di agrumi e, dopo quattro anni di fidanzamento e due di convivenza, è appena stata lasciata da Andrea, l’uomo perfetto, ispettore di polizia e compagno dolce e premuroso. In lei si aggrovigliano sconforto, delusione, rabbia, ma soprattutto la fastidiosa sensazione di vivere in una di quelle storie melense e scontate che le consentono di pagare l’affitto. È necessaria una svolta, qualcosa di tanto imprevisto quanto atteso. E così, facendosi coraggio Ariel si mette alla ricerca di un luogo dove ricominciare da zero, e presto si imbatte nel coloratissimo e disordinato appartamento di via Atri, dove vivono altri tre ragazzi: Malù, sagace archeologa con una passione per i romanzi gialli, Samuel, rappresentante di articoli per gelaterie di origini sardo-nigeriane, e Kobe, talentuoso quanto sgrammaticato pianista giapponese. Un terzetto strambo e caotico cui si aggiunge la presenza fissa di Mycroft, uno stupendo gatto nero dagli occhi verdi che, coi suoi eloquenti miagolii, non ha bisogno della parola per farsi capire alla perfezione. Ariel si sente subito a casa, e tra una chiacchiera in cucina, un concerto e una passeggiata in una Napoli infuocata di sole, le cose per lei riprendono a girare per il verso giusto, al punto che dimenticare Andrea sembra quasi possibile. Ma proprio allora un evento tragico che si consuma molto vicino ai coinquilini rimetterà tutto in gioco e sconvolgerà il microclima di via Atri. Un suicidio molto sospetto o un vero e proprio delitto della camera chiusa? Le “celluline grigie” di Malù non potranno che essere stuzzicate da questa sfida e l’archeologa-detective coinvolgerà tutto il gruppo nelle indagini, cui parteciperà anche Mycroft dando sfoggio di tutta la sua sottile, felina intelligenza.
Con penna lieve e ironica, Serena Venditto costruisce una commedia in giallo fitta di citazioni e richiami letterari e pop, abitata da personaggi irresistibili, tra i quali spicca il profilo sinuoso e sornione di un gatto destinato a entrare nella Hall of Fame dei suoi illuminati simili.

Serena Venditto è nata nel 1980 a Napoli, dove lavora al Museo Archeologico Nazionale. Ha esordito con la commedia Le intolleranze elementari (Homo Scrivens 2012).
Aria di neve è il primo volume della serie dedicata al gatto detective Mycroft e ai 4+1 di via Atri 36, e ha già ricevuto numerosi riconoscimenti e segnalazioni (Premio Nabokov, Premio della critica Costadamalfi, Garfagnana in Giallo, Festival Giallo Garda).

Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971.
Esordisce per Fernandel con Despero (2001), Luglio, agosto, settembre nero (2002) e Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto…(2003), Accecati dalla luce (2004), con il disegnatore Squaz, Pandemonio (2006), con Paolo Alberti Le avventure di zio Savoldi (2006), poi L’abisso (2007) e Anche il fuoco ha paura di me (2015), la serie a fumetti FactorY (2008-2010), e Confessioni di un povero imbecille, (2016), con il cd audio omonimo del gruppo Gli Avvoltoi.
Con Guanda e/o Tea dal 2004 Blackout, e fra gli altri L’era del porco, Colui che gli dei vogliono distruggere, Radio Morte, Lo specchio nero.
Nel 2018 Gli annientatori (Guanda) e “L’ape regina” (Fernandel).