NEWSLETTER dal 24 aprile al 1° maggio (il 25 tutti al Pratello…)

Eccoci di nuovo. Partiamo con alcune informazioni di servizio.
Lunedì 23 aprile Trame chiude alle 13,30.
Mercoledì 25 aprile, Festa della liberazione, la libreria sarà chiusa tutto il giorno. E così pure il martedì 1° maggio.

Gli altri giorni della settimana osserveremo i soliti orari e ospiteremo tre incontri interessanti.
Vi aspettiamo.

Trame

Martedì 24 aprile alle ore 18 in libreria
presentazione del libro “Poesie naturali” (Topipittori) con le due autrici Alessandra Berardi Arrigoni (poesie) e Marina Marcolin (illustrazioni).
Presentano Adriana Barbolini e Alberto Bertoni.

La libreria chiuderà puntualissima alle 19,30
per seguire a partire dalle 20
presso La Casetta dell’Artista di via Cesare Battisti 9 a Bologna
l’inaugurazione della mostra di Marina Marcolin “Poesie naturali” con le tavole originali delle illustrazioni del libro.
Bookshop a cura di Trame.
www.lacasettadellartista.com

“Poesie naturali”, edito da Topipittori nel 2018, è un albo illustrato. Ognuno dei suoi testi in versi, corredato da illustrazioni potenti e suggestive, è dedicato a un protagonista della natura. C’è il mare col suo umore mutevole, la notte che tinge silenziosamente il mondo di nero, la luna che ispira idee e maree, il ginepro che si dirama storto seguendo un segreto intento… fino alle erbette del marciapiede, nate dal vento e cresciute sotto i nostri piedi.
Rivolto ai bambini, e agli adulti che amano la poesia per parole e immagini, “Poesie naturali” ricrea il senso di misteriosa unione che ci lega all’anima della natura, sin dalla nostra infanzia.

Alessandra Berardi Arrigoni poetessa, umorista, paroliera, è nata a Nuoro nel 1959 e vive a Bologna; nel 2018 ha completato il suo cognome con quello materno. Ha pubblicato libri di umorismo e per bambini. Ha scritto e recitato spettacoli comici e musicali, collaborando con la band Bufala Cosmica, con il compositore Battista Giordano, con il gruppo Riso Rosa. Per tredici anni è stata autrice di canzoni e storie per il programma televisivo L’albero azzurro.

Marina Marcolin, pittrice e illustratrice, è nata a Vicenza nel 1975, e vive ad Arcugnano, fra lago e boschi. La contraddistingue uno stile inconfondibile per il forte potere evocativo, la sensibilità tutta particolare per la natura, e la tecnica raffinatissima. I suoi lavori sono pubblicati in libri e riviste di molti Paesi, esposti in importanti gallerie d’arte, e le hanno valso molti prestigiosi riconoscimenti internazionali, fra cui quello della Society of Illustrators di New York.

Venerdì 27 aprile alle 18 in libreria
Presentazione del numero 3 della rivista letteraria The FLR “Sacro”.
Coordina Diego Bertelli. Partecipano Giada Fuccelli e Licia Giaquinto.

The FLR 3 Sacro
Rimane ancora qualcosa di SACRO?
Questa è una delle domande che gli scrittori italiani contemporanei pongono con le loro poesie e i loro racconti in questa terza edizione di TheFLR. The Florentine Literary Review.
Vi troverete, leggendo il numero, a percorrere, un bosco sacro di significati e legami tra la vita e la morte, che poco hanno a che fare con il religioso in senso stretto – gli uomini e le donne di fede, in questo numero, fanno una brutta fine! – e molto con l’attaccamento e l’adesione.
È un numero così arredato di coacervi, di vegetazioni spesso notturne, di “quinte inquinate”, ma anche brillante di stelle e costellazioni in esplosione.
Incontrerete sorelle e fratelli in un violento incubo materno, Intelligenze Artificiali che si deprogrammano in una fanta-teologia inaspettata, un Dio giardiniere e innamorato, una guida turistica con un’impertinente sciura alle costole, un reverendo del Sud che si aggira in un panorama orrorifico, o ancora due colleghi che, a pranzo, parlano di neolingue, dopo che la terra ha tremato…

INDICE:
MEACCI Free Will for Free
PARIANI The Night of the Old One / La sera dei Grandi Antichi
ZARDI The New Language/ La nuova lingua
PONSO Iconostasis / Iconostasi
LAMARQUE Lovers’name / I nomi degli amanti
DI MONOPOLI In the Beginning was the Beast / In principio era la bestia
GIAQUINTO The party’s over / La festa è fijnita
D’ISA Ecstasys 2.0 / Estasi 2.0

Sabato 28 aprile alle 18 in libreria
Matteo Grimaldi presenta “La famiglia X” (Camelozampa).
A moderare l’evento sarà la scrittrice Marta Casarini, e parteciperà alla discussione Michele Giarratano, papà di Luca e Alice insieme a suo marito Sergio, avvocato e attivista per i diritti Lgbt e autore del blog “Luca ha due papà”.

Il libro è la storia di Michael, tredici anni e amante della matematica, e della sua seconda vita, che comincia dopo l’arresto dei suoi genitori e il successivo affido a Davide ed Enea, due uomini. Una svolta che non manca di suscitare accese proteste a Girone, il piccolo borgo dove la vicenda è collocata.
Mentre arranca per salvare il suo traballante anno scolastico e si schiera accanto all’amica Zoe nella battaglia ambientale per proteggere il lago del paese da un maxi progetto di edificazione, Michael non smette di porsi interrogativi e cercare, con l’approccio matematico che lo contraddistingue, di trovare la “soluzione” che spieghi che cos’è veramente una famiglia.
“La famiglia X” è un romanzo sui tesori nascosti intorno a noi, nelle persone che ci vivono accanto e nemmeno conosciamo, nelle persone che ad un certo momento incontriamo per caso e che diventeranno la nostra vita.

NEWSLETTER variegata dal 17 al 21 aprile

Una galoppata.
Vi aspettiamo.
A Trame e dintorni.

Martedì 17 aprile alle 18 in libreria
presentazione del progetto Camilla e anteprima della nuova graphic novel di Antonella Selva.

Camilla nasce per invertire la rotta e virare verso un nuovo modello socio-economico, partendo da ciò che possiamo decidere direttamente e dalla nostra capacità di fare e di creare alleanze tra diversi soggetti.
Camilla è il nuovo progetto di consumo critico e solidale, una vera Cooperativa con un emporio per distribuire prodotti di qualità ed in cui ogni socio partecipa attivamente impiegando una piccola parte del proprio tempo. Uno spazio aperto, un luogo di scambio tra persone e di attività volte a coinvolgere il vicinato e le sue comunità, anche con la scelta di ingredienti appartenenti a cucine dei diversi Paesi da inserire nel paniere.
Oggi Camilla conta oltre 400 aderenti, sta per costituirsi in Cooperativa e in Autunno aprirà uno spazio a Bologna.

Per l’occasione ci sarà la presentazione in anteprima della nuova graphic novel di Antonella Selva “Cronache dalle Periferie dell’Impero”, in uscita per Il Girovago Nuova S1.

Anche quando tutto sembra perduto, c’è sempre qualcuno che continua a crederci.
Tre storie di periferia si snodano tra Scozia, Marocco e Calabria, tre storie vere, geograficamente lontane, ma umanamente vicine.
«Ci vorranno anni e la sconfitta è sempre l’opzione più probabile. Ma non possiamo fare altro che provarci».
(Dalla postfazione di Mimmo Perrotta, Ricercatore di Sociologia presso l’Università di Bergamo e attivista di Fuori Mercato).

Mercoledì 18 aprile alle 18 in libreria
Gino Scatasta presenta il saggio “Fitzrovia, o la Boheme a Londra” (Il Mulino, 2018).
Ne parlerà con Silvia Albertazzi.

Una zona nel centro di Londra che prende nome non da una piazza o da una strada, ma da un pub: è Fitzrovia. Centro della vita di artisti e scrittori per oltre un secolo, non ha un’identità precisa, è una sorta di «distretto della mente» più che una realtà urbana. Eppure esiste e le sue strade, i suoi ristoranti, i suoi locali sono stati teatro di esistenze scandalose e marginali, di drammi e di epiche bevute, così come di tentativi, a volte ingenui, di opporsi alle norme sociali e artistiche vigenti. Il volume racconta la storia della Bohème londinese, a partire dalla sua apparizione in terra inglese a metà dell’Ottocento, e ne ricostruisce la geografia in costante confronto con l’analoga esperienza parigina, soffermandosi su alcuni personaggi esemplari che animarono Fitzrovia: Walter Sickert, Augustus John, Nina Hamnett, Betty May, Julian Maclaren Ross, Nancy Cunard.

Gino Scatasta insegna Letteratura Inglese e Culture Mediali Anglofone presso l’Università di Bologna. Oltre al volume su Fitzrovia, ha scritto sul teatro di W.B. Yeats, sulla letteratura irlandese, su Dickens, Oscar Wilde e la letteratura tardo-vittoriana. Ha tradotto romanzi, saggi e fumetti e da qualche anno si occupa delle rappresentazioni di Londra in letteratura, di Jack lo Squartatore, della scena letteraria e artistica inglese fra le due guerre mondiali e delle culture pop contemporanee.

Silvia Albertazzi è nata a Bologna, dove vive e insegna Letteratura dei paesi di lingua inglese e Storia della cultura inglese all’Università. Tra i suoi volumi di saggistica si ricordano: In questo mondo, ovvero quando i luoghi raccontano le storie (Meltemi, 2006); Il nulla, quasi. Foto di famiglia e istantanee amatoriali nella letteratura contemporanea (Le Lettere, 2010); Belli e perdenti. Antieroi e post-eroi nella narrativa contemporanea di lingua inglese (Armando Editore, 2012); La letteratura postcoloniale. Dall’Impero alla World Literature (Carocci, 2013); Letteratura e fotografia (Carocci, 2017); Letteratura e fotografia (Carocci, 2017). E’ autrice di un romanzo, Scuola di scrittura (Marsilio, 1996) e tre volumi di poesia, La casa di via Azzurra (Kolibris, 2010), Magenta è il colore dei ricordi (La vita felice, 2014) e Finale di stagione (QuDu, 2018).

Giovedì 19 aprile alle 17.30
alla Fondazione Federico Zeri in piazzetta Giorgio Morandi 2 a Bologna
Anna Ottani Cavina presenta la mostra “John Ruskin. Le pietre di Venezia” Venezia, Palazzo Ducale | 10 marzo – 10 giugno 2018

Il catalogo, edito da Marsilio, sarà in vendita per l’occasione con uno sconto speciale.
Bookshop a cura di Trame.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Venerdì 20 aprile alle 18 in libreria
Black Coffee presenta “Ritorno al futuro: viaggio nel tempo con i racconti di Joy Williams e Freeman’s”. Con Marta Ciccolari Micaldi.

Cos’hanno in comune il film più popolare della terra e alcuni dei racconti più raffinati e sperimentali della letteratura internazionale contemporanea? Apparentemente nulla, se non fosse che per una sera il primo ci aiuterà a capire i secondi catapultandoci in un’avventura spazio-temporale tra letture, rimandi, eredità e flussi catalizzatori.
A condurre questa speciale DeLorean letteraria tra le pagine de “L’ospite d’onore” e di “Freeman’s. Scrittori dal futuro”, gli ultimi due libri pubblicati da Edizioni Black Coffee, ci sarà un’altrettanto speciale Marty McMusa.

“L’ospite d’onore” di Joy Williams
Poco nota in Italia, Joy Williams è universalmente riconosciuta come una delle maestre del racconto americano insieme a scrittori come Raymond Carver, John Cheever, Grace Paley e Ann Beattie. “L’ospite d’onore” riunisce gran parte dei racconti, alcuni apparsi in precedenti raccolte, altri inediti, composti dall’autrice nell’arco di quasi cinquant’anni. Le sue storie ruotano tutte intorno a un momento di trasformazione, che spesso ha luogo al di fuori della pagina scritta e di cui intravediamo solo un barlume: il mistero ribolle in superficie, per un istante, e poi torna a inabissarsi. Il mondo di Joy Williams è pervaso di un orrore esistenziale, che tuttavia trova redenzione in lampi di feroce umorismo. Che siano ambientate nei paesaggi riarsi del sud-ovest, in una piccola isola al largo delle coste del New England o del Massachusetts, o ancora, in un’auto malconcia che sfreccia su un’interstatale polverosa, le sue storie mettono a nudo l’inadeguatezza umana dinanzi al cambiamento e alla perdita.
Leggerle è come affacciarsi sull’orlo di un precipizio: spaventoso e al contempo illuminante.

Joy Williams è nata a Chelmsford, Massachusetts. È autrice di quattro romanzi (tra cui I vivi e i morti, edito da Nutrimenti e finalista al premio Pulitzer nel 2001), quattro raccolte di racconti, una raccolta di saggi e una guida turistica non convenzionale delle Florida Keys. I suoi racconti, per la prima volta riuniti in questa antologia, le sono valsi numerosi premi, tra cui lo Strauss Living Award e il Rea Award. Il suo primo romanzo, State of Grace, è stato nominato per il National Book Award e la raccolta di racconti Taking Care le ha portato gli onori della critica e il rispetto del pubblico. Joy Williams vive tra Tucson, Arizona, e Laramie, Wyoming.

Freeman’s. Scrittori dal futuro”– a cura di John Freeman
Scrittori dal futuro» è il primo numero dell’edizione italiana della rivista letteraria Freeman’s, e il quarto di quella americana. I primi tre numeri proponevano contenuti inediti di nuove voci e autori già noti (Haruki Murakami, Colum McCann, Aleksandar Hemon e molti altri) sotto forma di piccole antologie, ciascuna dedicata a un tema: arrivo, casa, famiglia. In questo numero speciale, Freeman abbandona momentaneamente la progressione per associazioni tematiche e, basandosi su consigli di editor, critici, traduttori e autori internazionali, propone una lista di ventinove fra poeti, saggisti, romanzieri e scrittori di racconti che nell’attuale clima di chiusura ed esclusione sono riusciti a guardare al di là delle barriere di identità nazionale, età o genere cui la loro opera verrebbe normalmente ascritta, per rivendicare il diritto a fare della scrittura uno strumento di comunicazione globale.

John Freeman, critico letterario ed ex direttore di Granta – rivista di culto che ha scoperto alcuni tra i più importanti scrittori anglo-americani dell’ultimo secolo – è autore di Come leggere uno scrittore, una raccolta di interviste ai più grandi nomi della letteratura, tra cui Paul Auster, Philip Roth, Don DeLillo, Ian McEwan, Joyce Carol Oates, Nadine Gordimer, Jonathan Safran Foer, Haruki Murakami, David Foster Wallace e Toni Morrison (Codice, 2017), e La tirannia dell’e-mail (Codice, 2010). Ha inoltre curato due antologie sull’ineguaglianza, una dedicata a New York e una agli Stati Uniti: Tales of Two Cities e Tales of Two Americas. Di recente ha esordito con la sua prima raccolta di poesie, Maps, di prossima pubblicazione per La nave di Teseo. Freeman ha pubblicato per il New Yorker, il New York Times, la Paris Review, e su quasi duecento giornali in tutto il mondo. È executive editor di Literary Hub. Insegna alla New School e alla New York University, e vive a New York.

Sabato 21 aprile alle 18 in libreria
LE DIMENSIONI DELL’ABITARE | La Chiave di Sophia #5 (Incipit editore)
Intervengono: Elena Casagrande direttore editoriale della rivista, Giorgia Favero caporedattore e autrice e Greta Esposito autrice.

“I luoghi dove l’uomo abita, dove trova il proprio posto, sono più numerosi delle abitazioni in senso stretto.”

Con questo nuovo numero La chiave di Sophia si propone di interrogarsi sul significato del termine e dell’azione dell’abitare, constatando come gli spazi all’interno dei quali si svolge la vita umana siano in realtà molteplici e vadano oltre l’idea (seppur complessa) di casa. Questo perché di fatto non si vive soltanto nella propria abitazione ma si abita un paesaggio, una nazione, un mondo, una relazione, una città, una comunità, una stanza, un contesto, la nostra propria persona. Una gamma dimensionale questa che, potenzialmente, non ha confini.

È infatti proprio sulle varie dimensioni possibili che si vuol porre l’accento, sin dal titolo scelto per il dossier: Le dimensioni dell’abitare. Non si tratta soltanto di “misurare” un luogo abitato (dalle mura della propria camera sino al confini sfumati del mondo) ma anche di comprendere come alla base dell’azione di abitare esista un rapporto di scambio e di reciproca contaminazione tra la dimensione fisica, materica, visiva e concreta che definisce il luogo e tutto ciò che di immateriale, intellettuale e culturale l’uomo vi riversa. Un luogo allora è anche una o più dimensioni, uno stato, un modo d’essere o di percepire un determinato ambiente, un vivere, un relazionarsi o condividere un certo contesto; un abitare che diventa lo specchio di un’individualità, di una comunità o di una realtà in generale.

Il presente conosce un’evoluzione e una complessità nei modi dell’abitare, lo scopo è anche quello di riflettere su queste eterogeneità, mettendo in luce quali caratteristiche e dinamiche siano presenti al giorno d’oggi, quali differenze con il passato, quali conseguenze comportano determinate scelte legate all’abitare. Tutto questo con la consapevolezza che fa da sfondo alla nostra ricerca, ovvero il fatto che non c’è l’uomo da una parte e lo spazio dall’altra: uomo e spazio si danno sempre assieme. Proprio dell’uomo è essere sempre presso le cose, anche quando dista da esse.

La rivista vede la collaborazione di numerosi partner: Arper, Abitami, Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco, Cù Design, l’architetto Mario Botta, il fotografo e docente del Politecnico di Milano Giovanni Hänninen, la professoressa Carla Danani dell’Università di Macerata, lo psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi, il professor Gianluca Ligi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Adriano Cancellieri del Master U-rise Iuav, il professor Antonio Silvio Calò.