NEWSLETTER dal 16 al 24 novembre Trame diventa Elettrica e si allarga ancora

Sabato 16 e domenica 17 novembre
al Sympò in via Lame 83, un’antica chiesa del 1500 nel centro di Bologna,
parte la prima edizione di Giallo Festival, un evento dedicato al giallo e a tutte le sue sfumature. 
Fra gli ospiti Carlo Lucarelli, Marco Malvaldi, D’Alatri, Gabriella Genisi, Viet Heinichen.
Bookshop a cura di Trame.

Dal 18 al 24 novembre
Trame anche a Casalecchio di Reno in varie location per Politicamente Scorretto XV edizione nella rassegna ideata con Carlo Lucarelli: “Memoria, impegno civile e legalità”

Ci piace tornare a collaborare con politicamente Scorretto; fummo presenti nel 2005, ancora prima che la nostra libreria aprisse al pubblico.

Nel 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino, percepiamo sempre più chiaramente che tanti sono ancora i muri che caratterizzano la nostra società, e che la cultura è l’arma più potente che abbiamo per gettare al di là di questi muri il nostro sguardo. Per questo la XV edizione di Politicamente Scorretto, il progetto culturale ideato nel 2005 dall’Istituzione (oggi Servizio) Casalecchio delle Culture con Carlo Lucarelli, torna a Casalecchio di Reno nella settimana dal 18 al 24 novembre 2019 con la domanda “Oltre il muro?”, cui numerosi appuntamenti nel segno di memoria, impegno civile e legalità daranno le loro risposte in diversi ambiti.
Ai linguaggi della letteratura e del teatro che da sempre caratterizzano la sfida culturale di Politicamente Scorretto si affiancano nel 2019 il cinema, grazie alla collaborazione con il Premio Mutti AMM che dal 2008 consente a registi di origine straniera di realizzare il proprio progetto filmico, la graphic novel e una mostra di manifesti pacifisti in collaborazione con il CDMPI, che proprio a Casalecchio conserva la più grande raccolta al mondo di questo tipo di documenti, per un totale di 26 appuntamenti con 34 ospiti complessivi.

Lunedì 18 novembre dalle 13,30 alle 15 in libreria
per Bologna Elettrica ospitiamo le letture di Alessandra Cussini di La Casina delle Storie, e i viandanti potranno leggere un brano di loro scelta.

BOLOGNA ELETTRICA
Librerie presidi per la cultura e il territorio.

La notte fra il 5 e il 6 novembre scorso a Roma un incendio ha distrutto la libreria indipendente La Pecora Elettrica che doveva inaugurare oggi, 7 novembre, dopo esser stata distrutta da un altro incendio il 25 aprile scorso. Incendi dolosi operati da sconosciuti. Da sconosciuti ignoranti e arroganti, spaventati dai libri come tutti gli ignoranti.
Mettiamoci tutti e tutte insieme senza smettere mai di credere che la cultura sia una soluzione, che le librerie sono e devono essere presidio di questa battaglia. Che le piazze, le città, i paesi, le vie abitate dalle librerie sono luoghi dove nessuno è mai solo, e dove tutti sono accolti.
Contro i nuovi fascisti, i vecchi razzisti, i perenni criminali vogliamo promuovere una giornata di solidarietà agli amici e lavoratori della libreria La Pecora Elettrica, e a quanti – con fatica, sorrisi e denti stretti – lavorano in mezzo ai libri credendoci sempre.
Il 18 novembre Bologna diventa Elettrica, promuovendo incontri, dibattiti, letture, nelle librerie di città e paesi del nostro territorio.
Promotrici: Libreria Biblio Granarolo, Libreria Cartabianca Bazzano, Libreria Irnerio Ubik Bologna, Libreria Trame Bologna

La Casina delle Storie, un progetto di Alessandra Cussini, è una piccola dimora privata visitabile su appuntamento ubicata in un piccolo borgo rurale dell’Appennino Tosco Emiliano che, oltre ad essere Casa è Museo, Libreria, Luogo di Ascolto, Scrittura.

Alessandra Cussini è una sostanza lievitante, con molti capelli e domande in testa, fatica a darsi una definizione non mutevole. Operatrice culturale, ha ideato e gestito per circa dieci anni un centro di produzione artistica, ora si occupa di persone, progetti, ascolto, parola, linguaggio, storie, narrazioni.
La Casina delle Storie è la sua casa, ma ama viaggiare per raggiungere altre dimore, incontrare persone, nutrirsi, tornare tra le montagne e ospitare bellezza.

Martedì 19 novembre ore 18 in libreria
per Paesaggi di Poesia 2019 XI edizione
Jacopo Ramonda presenta “Omonimia” (Interlinea)
Luciano Mazziotta dialoga con l’autore

Da circa un secolo si è fatto sempre più labile il confine fra poesia e prosa. Eppure non esiste alcun dubbio nel definire l’ultima opera di Jacopo Ramonda un libro di poesia anzi, un vero poema in prosa.
La prosa poetica del giovane autore piemontese è lineare, tanto da non lasciare spazio alla retorica né a immagini surrealiste. È talmente prosa da essere fortemente realistica e ancorata alla storia, allo stesso tempi è così poetica da tessere il suo percorso attorno a un ritmo freddo, di ascendenza post-avanguardista.
Nella prima parte del poema, i personaggi che si susseguono, sono chiamati per nome, mentre nella seconda parte sono “omonominati”. In questo modo Ramonda si spinge cioè all’estremo dell’anonimato. Qui, nella loro diversità, i protagonisti si chiamano tutti Andrea, nome maschile e femminile al contempo, che diventa anche plurale, come si trattasse di un appellativo neutro.
Così facendo l’autore mette in scena lungo tutto Omonimia una autobiografia collettiva della medietà, nonché un processo verso la dissoluzione: dal nome al non-nome, dalla pretesa di identità alla consapevolezza della sparizione.
Accade quando gli attori in scena sono colti sul punto di sfidare qualcuno o se stessi. Ed è già una vittoria se, anziché arrivare a un traguardo ipotetico, si resta nel mezzo. Nel medio, «in una cronaca piatta e continuativa della nostra vita quotidiana».

Mercoledì 20 novembre alle 18 in libreria

Flavia Todisco presenta “Trittico contemporaneo” (Epika) e ne parla con il film maker Maurizio Barilli.

Trittico Contemporaneo è un affresco tripartito della società odierna, nel quale tre soggetti, Lui, un marito pluriomicida, Lei, una moglie trucidata insieme ai figli, Noi, la gente, un coro di persone comuni, commentano un terribile dramma famigliare: un uomo ha barbaramente ucciso la moglie e i tre figli, poi è andato a giocare a bowling con gli amici.
Lui e Lei, marito e moglie un tempo, in uno spazio sospeso tra passato e presente, ricostruiscono, ciascuno dal proprio punto di vista, la loro storia d’amore e il suo tragico epilogo, mentre il coro dà voce al processo mediatico e popolare, in corso nell’opinione pubblica, sciorinando giudizi stereotipati e crudeli.
Il trittico dei personaggi dà così vita a una realtà molto cruda, un mondo degli adulti nel quale ognuno è chiuso in sé stesso, nella propria verità, non comunica né si confrontafattivamente con gli altri e i minori, i figli della coppia, si ritrovano a essere mere presenze, impotenti e silenziose.
La violenza sulle donne non sembra avere soluzione: è un dato di fatto, accade e non si può o non si sa evitare.
E forse, questa è la provocazione che il testo vuole lanciare, ne siamo tutti, almeno in parte, responsabili.

Flavia Todisco scrive perché la rende felice e non sa fare di meglio (questa, almeno, è la sua opinione).
Esordisce giovanissima con una silloge di versi (Schegge, Gabrieli editore, 1988), cui nel tempo seguono due raccolte di racconti (Senza scontrino non si esce, Robin, 2015; Come gli scontrini in autunno, BLA, 2016) e alcuni “scontrini” pubblicati in raccolte antologiche (Scrivendo racconto. Nord, Historica, 2014) o su riviste (Verde Rivista, 2016).
Trittico contemporaneo è il suo primo dramma.

Venerdì 22 novembre alle 18 in libreria
inaugurazione della mostra fotografica tratta dal libro di Mario Maffei e Daniele Costantini, curato da Lucia Baldini “La Grande Guerra” (In Alto edizioni).

In Alto edizioni nasce con la vocazione di dare voce a piccoli tesori dormienti nei cassetti.
“La Grande Guerra” diventa una mostra/documentario che ha avuto un ottimo riconoscimento.
Il libro si costruisce su due momenti e due sezioni.
La prima è fotografica e contiene una larga carrellata di immagini inedite realizzata da Mario Maffei durante le riprese del film “la Grande Guerra”, per il quale stava lavorando come aiuto regista di Mario Monicelli. Fotografie ai sali d’argento, un bel bianco e nero aggressivo che va a raccontare i protagonisti del film, alcune scene, con le ricostruzioni delle trincee e dei momenti di tregua delle battaglie e un affettuoso back stage.
Mario Maffei, viareggino di nascita, ma romano di esistenza, ha attraversato il mondo del cinema e del teatro negli anni che vanno a cavallo tra i ’40 e i ’80. Quarant’anni in cui ha lavorato come sceneggiatore, attore, regista, aiuto regista: con Monicelli ha collaborato in nove film, tra i quali due capolavori del cinema italiano, “I Soliti Ignoti” nel 1958, e “La Grande Guerra” nel 1960.
In una intervista concessa a “L’Unità” nel 1995 Monicelli, romano di nascita e viareggino di adozione, dopo aver rivisto in pubblico “La Grande Guerra”, alla domanda del giornalista “Cos’altro in particolare l’ha colpita rivedendolo?”, rispose: “Per esempio tutti i ‘fondi’, che poi curava Mario Maffei. Se uno ci fa caso, in ogni inquadratura della Grande Guerra c’è sempre qualcos’altro che accade ‘dietro’ la scena principale. Sono ‘fondi’ nei quali succede un’iradiddio, gente che cammina, soldati che sfilano, giovani che passano la visita… tutti manovrati da Maffei. Posso dire che c’era una vera e propria regia solo per i fondi”.

La seconda sezione del libro invece è un testo molto delicato e intenso di Daniele Costantini, sceneggiatore e regista di cinema e teatro. Oltre che essere un grande amico della famiglia Maffei ha anche collaborato con Mario Monicelli e per questi motivi riesce a costruire un racconto delicato, felice, intenso di quegli incontri che sapeva inventare Roma tra gli anni ’50 e ’70. I ragazzi che giocavano in via dei Giornalisti, le loro storie, le loro avventure.

Un libro che è un piccolo omaggio “al mondo del fare” cinema, teatro, cultura che tanto ha dato nei primi decenni del dopoguerra.


NEWSLETTER dal 12 al 17 novembre (che dal rock punk scivola nel noir!)

Una settimana ricca di incontri che si conclude con una nuova avventura, in trasferta, sabato e domenica.
Lunedì orario breve 9,30 16,30.
Dal martedì al sabato 9,30 19,30.

Ci si vede!

Martedì 12 novembre alle 18 in libreria
Daniele Benvenuti presenta “Growin’ Up – Bruce Springsteen in the Italian Land” (Arcana) e ne parla con il musicista John Strada e altri ospiti a sorpresa.

“Growin’ Up” è il commovente racconto del vincolo che lega Bruce Springsteen e l’Italia alla luce del suo legame di sangue con il nostro Paese (non solo attraverso la mamma Adele) e con i fan tricolori. 
L’analisi, statistica, aneddotica e artistica, contempla tutti i concerti e anche le apparizioni secondarie tenute da Bruce in Italia: dallo storico 21 giugno 1985 per finire con la data romana al Circo Massimo del 16 luglio 2016.
Scalette precisissime, cronache minuziose e foto esclusive sono la base di un lavoro complesso e articolato, adatto alla lettura degli appassionati più incalliti quanto dei neofiti. 
Il volume comprende le prefazioni illustri di Willie Nile, Elliott Murphy, Graziano Romani e Alessandro “Ale” Besentini, un’approfondita analisi sociologica legata alla teatralità e al pubblico del r’n’r show, tabelle riassuntive delle apparizioni italiane, le setlist di tutti i concerti e gli elenchi di tutti (ma proprio tutti) i musicisti che lo hanno affiancato sui palchi tricolori. Senza dimenticare la meticolosa valutazione degli show, gli aneddoti quasi sconosciuti e le curiosità mai emerse (ma senza mai sconfinare nel gossip). 
Inoltre, alcune prestigiose figure analizzano lo stile chitarristico, l’uso dell’armonica, le caratteristiche vocali, l’uso della voce, la poetica, la psicologia, la visione politica e persino le prestazioni atletiche dell’artista. Ampio spazio viene riservato anche alla ricostruzione delle sue origini italiane, alle esperienze dei connazionali che hanno diviso il palco con lui, degli organizzatori (su tutti, Claudio Trotta) e del singolare mondo del pit.



Daniele Benvenuti, triestino, classe 1968, laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista con ormai sei lustri di attività sulle spalle tra carta stampata, video, radio e palco. Studioso di popular music, tra le sue produzioni editoriali predilige biografie e monografie come quelle già dedicate ad artisti e ad atleti di prestigio internazionale, fra cui il volume “CantAttori” (Arcana). 



Mercoledì 13 novembre alle 18 in libreria
doppietta “Siamo nati da soli. Punk, rock e politica in Italia e in Gran Bretagna (1977-1984)” (Pacini editore) e “La filosofia dei Sex Pistols” (Mimesis).
Gli autori Alessia Masini e Giovanni Catellani dialogano con Oderso Rubini, storico produttore della scena rock bolognese e con Laura Carroli dei Raf Punk.

Negli anni Ottanta il punk era una forma d’arte, un simbolo globale di ribellione, una cultura musicale e giovanile: un fenomeno culturale complesso, che ha avuto importanti implicazioni politiche, tanto da diventare un nuovo circuito dell’attivismo giovanile e dell’impegno dopo il declino della “stagione dei movimenti”.
Fondato su un ampio ventaglio di fonti, il libro analizza origini e sviluppi del punk e lo colloca nelle sue reti transnazionali di produzione e mobilitazione: quell’esperienza diventa un osservatorio capace di restituire in modo originale le più ampie trasformazioni culturali e politiche del tempo, con particolare attenzione al caso dell’Italia e della Gran Bretagna.
Siamo nati da soli vuole in questo modo contribuire al rinnovamento delle cornici interpretative degli anni Ottanta, mettendo in discussione il senso comune sul decennio come “tempo del riflusso”, di “fine” della politica, di “trionfo” del privato e di “scomparsa” dei giovani.
 
Alessia Masini ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia, Politica e Istituzioni all’Università di Macerata. Studia la popular culture e il rapporto tra giovani e politica in età contemporanea, si occupa di editoria e public history, collabora con Rai Storia (Passato e Presente) ed è autrice del programma Vanloon (Radio Città Fujiko, Bologna). Sogna ancora di fondare una band.

Anyone can do it! Do it yourself! Chiunque può farlo! Fallo Tu stesso! Sono queste le due ingiunzioni che fanno del punk e dei Sex Pistols la più grande rivoluzione culturale del ’900. I Sex Pistols, urlando che non c’era più futuro, ne hanno inaugurato uno nuovo. La loro rivolta ha aperto a una miriade di nuove possibilità per la loro generazione, per quelle a venire, per tutti. A partire dal concerto alla Lesser Free Trade Hall di Manchester del 4 giugno 1976, nulla è stato più come prima. Con la loro sfrontatezza, senza volerlo, i Sex Pistols hanno riproposto le domande classiche della filosofia: Cosa posso? Cosa so? Cosa sono? Non erano dei filosofi, non volevano fare filosofia, ma ci hanno regalato suoni, parole e concetti di portata filosofica per rispondere in modo nuovo a vecchie domande. La speranza è che i percorsi, le linee di fuga, i concatenamenti, raccolti e accennati in questo volume, possano contribuire a testimoniare la forza dell’evento Sex Pistols.

Giovanni Catellani è diventato maggiorenne nel 1977. La musica è sempre stata la sua grande passione. La filosofia lo è diventata col tempo. Ha ascoltato God Save the Queen almeno mille volte. Non smetterà mai di incontrare le parole di Gilles Deleuze.


Giovedì 14 novembre alle 18 in libreria
Maria Paoloni presenta “Altra stagione”, appena uscito per Giraldi editore, e si confronterà con amiche che già sanno e con il pubblico che non sa ancora.
Verranno offerti assaggi di lettura per la voce di Patrizia Raggi, l’autrice, e altre, a sorpresa.

Cecilia, 70 anni compiuti, e Giordano, un senzatetto forse di poco più giovane, vivono l’inverno nell’attesa di ritrovarsi in primavera sul sagrato dove lui stazionava e dove Cecilia era arrivata nove mesi prima, sotto la spinta della fiducia assoluta nel potere salvifico della parola. Non si erano mai visti prima, eppure lei lo aveva istintivamente scelto perché l’aiutasse, ascoltando la sua narrazione e dialogando con lei, a sconfiggere un pensiero improvviso e nefasto che le stava provocando continui attacchi di panico.
Giordano era passato dal silenzio scandalizzato e offeso all’ascolto attento e coinvolto di una vita per lui assolutamente stravagante ed esagerata. Gli era poi arrivato il bisogno, in autunno, di cominciare a parlare ed erano venuti a galla ricordi, tanti e dolorosi, della sua vita, che credeva di aver accantonato per sempre. Era così successo che l’intimità delle confidenze e la spontaneità dei silenzi e la vicinanza dei loro corpi diventassero desiderio, e la sua emozionata manifestazione fosse il loro saluto prima che Giordano lasciasse il sagrato alla ricerca di un posto adatto al grande freddo.
L’intimità dell’ultima sera domina le emozioni e i pensieri dei due protagonisti che intanto vivono l’inverno separatamente, senza sapere nulla l’una dell’altro. Mentre i giorni scorrono per entrambi troppo lentamente, l’attesa impaziente e desiderante scivola nella consapevolezza di come le loro scelte di vita possano rendere difficile incontrarsi come quell’ultima sera.
Si può tornare a prima di allora? A primavera la risposta.

Maria Paoloni (1944), abruzzese di nascita, abita a Bologna da oltre 50 anni. Professoressa di psicologia alle superiori, in pensione. Ha partecipato a laboratori, scrivendo e pubblicando racconti e alcuni testi per una guida sentimentale di Bologna, venuta alla luce nella stanze di Trame. Il suo primo romanzo, “In quel che resta del tempo” (Giraldi) è del 2016. “Altra stagione” è il secondo.

Sabato 16 e domenica 17 novembre
al Sympò in via Lame 83, un’antica chiesa del 1500 nel centro di Bologna,
parte la prima edizione di Giallo Festival, un evento dedicato al giallo e a tutte le sue sfumature. 
Fra gli ospiti Carlo Lucarelli, Marco Malvaldi, D’Alatri, Gabriella Genisi, Viet Heinichen.
Bookshop a cura di Trame.



Dalla fiction alla verità: ci sarà spazio anche per la cronaca con l’incontro sulla Uno Bianca. A parlarne saranno due ex poliziotti ai tempi in servizio a Bologna e oggi scrittori: Carmelo Pecora e Maurizio Matrone. Con loro Rosanna Zecchi, dell’associazione parenti e vittime della Uno Bianca. Marco Malvaldi presenterà il suo ultimo libro ‘Vento in scatola’ scritto insieme a Glay Ghammouri, un ex militare tunisino, carriera stroncata in patria per motivi politici e oggi detenuto in Italia a causa di un grave delitto. Un libro nato dall’incontro durante un corso di scrittura tenuto nel carcere di Pisa.
Insieme a Malvaldi e Lucarelli festeggeremo i 90 anni del Giallo Mondadori, con la presenza di Franco Forte, direttore della collana. Il formato quasi quadrato e lo strillo ‘un libro che non vi lascerà dormire’ su sfondo giallo ne decretarono il successo immediato. 
La prima edizione del Giallo Festival si chiude con la premiazione del concorso letterario: ‘Un racconto per il cinno’. L’attore comico Vito è stato trasformato nel protagonista di un romanzo giallo (thriller) dal collettivo bolognese REMS diventando un vero e proprio detective: il caso migliore è stato scelto e pubblicato dalla casa editrice Damster-Edizioni del Loggione in appendice al romanzo.
Fra gli ospiti bolognesi anche Gianluca Morozzi e Andrea Mingardi.



Con il contributo Bper, Patrocinio Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna.