NEWSLETTER dal 10 al 15 dicembre, tanto di tutto!

Gli orari della settimana: lunedì e giovedì 9,30 16,30 ; martedì mercoledì venerdì e sabato dalle 9,30 alle 19,30 e domenica dalle 11 alle 19.

Se desiderate un libro particolare scriveteci a info@libreriatrame.com che forse siamo ancora in tempo!

Ci si vede.

Martedì 10 dicembre alle 17,30 in libreria
in occasione del Festival La violenza illustrata
presentazione del libro “Greta e le altre. Un pianeta da salvare” di Fulvia Degl’Innocenti, con le illustrazioni di Francesca Rizzato (Settenove 2019).

Dialogano con l’autrice: Simona Larghetti, Fondatrice di Dynamo Velostazione e Presidente Salvaciclisti Bologna, Sveva Pollastri, studentessa e Masha Romagnoli della Casa delle donne.

«Astrid ha spiato la ragazza da lontano per un po’. Se ne sta immobile, davanti al Parlamento svedese, infagottata in un impermeabile giallo, le lunghe trecce che le penzolano ai lati di un viso rotondo, con un’espressione seria. Con le mani regge un cartello su cui è tracciata a grossi caratteri scritti a mano
la frase: “sciopero scolastico per il clima”». Inizia così l’amicizia tra Astrid, aspirante giornalista, e Greta Thunberg, l’attivista ambientalista che in pochi mesi è riuscita ad entrare nell’immaginario di tutti come la paladina dell’ambiente. Astrid intervista Greta per il blog della scuola. Vuole saperne di più, su di lei e sulla sua storia.

Mercoledì 11 dicembre alle 18 in libreria

Valerio Aiolli presenta “Nero ananas” (Voland) e ne parla con Francesca Rimondi
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A cinquant’anni da Piazza Fontana ricordiamo attraverso un romanzo.

 Tutto comincia un secondo dopo il botto. Il botto del 12 dicembre 1969, quello di Piazza Fontana. Il botto che ha cambiato l’Italia, che ha liquidato l’età dell’innocenza e aperto la strategia della tensione. Ci sono gli estremisti di destra, invisibili, che si incontrano, commentano, ricordano, tramano; c’è un anarchico che si trascina di città in città, di nazione in nazione, in attesa del riscatto; c’è un politico così devoto da essere soprannominato il Pio. E poi c’è un ragazzino che quel giorno ha visto sparire sua sorella e farà di tutto per ritrovarla. Quattro anni di destini intrecciati, di fughe e ritorni, di amore e di odio. I quattro anni più incandescenti della storia d’Italia raccontati con precisione e sorprendente capacità evocativa.



Valerio Aiolli è nato a Firenze nel 1961. Tra i suoi libri ricordiamo “Io e mio fratello” (Edizioni E/O, 1999), “Fuori Tempo” (Rizzoli, 2004), “Il carteggio Bellosguardo” (Italo Svevo Edizioni, 2017). Per Voland nel 2016 ha pubblicato il romanzo “Lo stesso vento”. “Nero ananas” è stato fra le proposte del Premio Strega 2019.

Francesca Rimondi è nata nel 1974 a Bologna. Ha pubblicato alcuni racconti in rete (Abbiamo le prove”, “poetarumsilva”) e su riviste (“Versodove”). Nel 2018 è uscito il suo romanzo “Non dire cazzo” per Frassinelli. Vive nella sua città e di lavoro fa la redattrice di libri di scuola.

Giovedì 12 dicembre a partire dalle 14,30
alla Sala Consiglio Quartiere Navile in Via Saliceto 3/20 a Bologna
convegno “Gianni Rodari 1920-2020 è scoppiata una torta in cielo: la pace in filastrocca”.
Iscrizioni alle 14,30. Inizio lavori alle 15. Modera Simona Sagone, presidente Associazione Culturale Youkali APS.
Bookshop in collaborazione con Trame. Ingresso gratuito.

Interventi: Rossella Caso, ricercatrice in Pedagogia Generale e Sociale presso l’Università di Foggia “Con gli occhi di Alice: bambini e bambine costruttori di apce nell’opera di Gianni Rodari”; Teresa Buongiorno, scrittrice, ideatrice del programma televisivo Il Paese di Gioca Giò con Gianni Rodari “Rodari e la sua televisione” in collegamento skype; Marco Dané, coconduttore del programma Gioca Giò; Mario Piatti, docente di Pedagogia musicale, e direttore della rivista on line Musicheria.net “Un uomo senza musica ha un senso in meno. Gianni Rodari e la Musica”; Alfredo Pasquali, responsabile comunicazione comitato Ricerche Associazioni Pionieri “Gianni Rodari negli anni del Pioniere” e Lucia Vergaglia, consigliere di amministrazione del Centro studi G. Rodari di Orvieto “La fantasia abbatte i muri”.
Chiusura lavori alle 18,30. A seguire sorpresa golosa per gli intervenuti. Per informazioni e iscrizioni: info@youkali.it

Venerdì 13 dicembre alle 18 in libreria

Giorgio Franceschelli presenta “Ultima spiaggia” (Edizioni La Gru) e ne parla con Maurizio Ascari e con Ilaria Micheletti.



Siamo nel 2050. I cambiamenti climatici cominciano a mietere le prime vittime anche nella nostra penisola: ogni giorno che passa, il mare si mangia un centimetro in più delle spiagge della Riviera. Ormai, Basso Marino, piccolo paese abituato a vivere di turismo, non si accende più.
Solo Edoardo, un vecchio pescatore, è rimasto. Nulla gli può fare cambiare idea: è lì da sempre, lui, da quando ancora la tecnologia non era altro che il frigorifero e la radio, da quando si giocava ancora a biglie sulla sabbia. Ed è rimasto a quegli anni; la sua casetta, in riva al mare, mostra un mondo che ormai non c’è più ma che lui si rifiuta di lasciare andare.
Negli ultimi mesi prima della catastrofe, tutte le persone a lui care provano a dissuaderlo: la figlia, scappata da lui e da quella casa, che si è fatta una vita altrove, e Matteo, il suo grande amico, che ne racconta le gesta passate e presenti. Tra i ricordi di infanzia, tra le ragazze e gli amici di un tempo, tra una madre che non c’è più e le avventure sulla sua barca, Edoardo va incontro al destino che si è scelto.
 
Una vicenda intensa ed emozionante come una ballata, che, ammiccando a Hemingway e De André, riformula la dicotomia tradizionale utopia/distopia in chiave intimista, rivelando al contempo una forte consapevolezza ambientale ed ecologica.
 


Giorgio Franceschelli nato a Bologna nel 1996 è ingegnere informatico junior iscritto alla laurea magistrale. Il suo interesse accademico si è diretto verso l’intelligenza artificiale, il diritto informatico e le correlazioni tra arte e computer. Nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa: ha partecipato a diversi concorsi di poesia e di narrativa, ottenendo due primi posti e altri piazzamenti d’onore. Ha pubblicato, nel 2018, una raccolta di racconti dal titolo “Dekameron” (Aras Edizioni). Nel 2019 ha pubblicato “I, Artist. Opere d’arte e intelligenza artificiale: il curioso caso del diritto d’autore” (Ventura Edizioni). 
Questo è il suo primo romanzo.



Maurizio Ascari è docente di Letteratura inglese presso l’Università di Bologna. Le sue pubblicazioni recenti comprendono libri e saggi sulla letteratura criminale (A Counter-History of Crime Fiction, 2007, ha ottenuto una nomination per gli Edgar Awards), la letteratura transculturale (Literature of the Global Age, 2011) e l’evoluzione dei generi letterari attraverso l’ibridazione con diversi media (Cinema and the Imagination in Katherine Mansfield’s Writing, 2014). 
Ha tradotto e curato testi di Henry James, Katherine Mansfield, William Faulkner, Jack London e William Wilkie Collins.


Ilaria Micheletti è pedagogista, storica e autrice del libro “Ero il numero 33292″ (Aras).

Sabato 14 dicembre alle 12 in libreria
presentazione del nuovissimo terzo numero della rivista Zona Letteraria. Studi e prove di letteratura sociale SATIRA E POTERE (Prospero).
Sarà presente parte della redazione.

La satira è una spina nel fianco, costante, fastidiosa, implacabile. La satira si scaglia, beffarda, contro l’alterigia dei potenti. La satira è risata (curioso anagramma) che seppellisce, è il bambino ingenuo e coraggioso, unico tra una folla ossequiante e prona, ad avere il coraggio di urlare che il re è nudo.
Articoli, rubriche, editoriali e un ampio apparato fotografico che ritrae autori satirici provenienti da varie parti del mondo. Letteratura, teatro, cinema, musica, fumetto. Da Aristofane a oggi.

Con i contributi di: Silvia Albertazzi, Francesco Benozzo, Riccardo Burgazzi, Pat Carra, Giuseppe Ciarallo, Lido Contemori, Luigi Franchi, Luca Gavagna, Rudi Ghedini, Margherita Giacobino, David Ginsborg, Agostino Giordano, Gabriella Imposti, Gianfranco Manfredi, Giovanni Marchetti, Carmine Mezzacappa, Cristina Muccioli, Moni Ovadia, Alberto Patrucco, Sergio Rotino, Alberto Sebastiani, Paolo Vachino.

Sabato 14 dicembre alle 15,30

presso il Centro sociale Montanari, via Saliceto 3/21 a Bologna

”LETTERATURA E FUMETTO ARABI FINESTRE SU MONDI INQUIETI”.


In occasione della giornata internazionale della lingua araba promossa dall’Unesco a cura dell’Associazione Sopra i ponti, dell’Associazione Le altre voci di Afkar e del Centro Sociale Montanari, con il patrocinio del Comune di Bologna – Quartiere Navile.


Banchetto con selezione di libri di autori arabi, classici e novità, in collaborazione con la libreria Trame.



Gli ospiti sono: Idriss Amid, Dottore di ricerca in Culture letterarie, filologiche e storiche, Università di Bologna; Faiza Ouzrare, arabista impegnata nella divulgazione della lingua e della letteratura araba; Luce Lacquaniti, traduttrice e interprete dall’arabo; Takoua Ben Mohamed, fumettista e giornalista.


Con letture poetiche di autrici arabe locali: Nezha Tammar, dalla raccolta poetica “Suonare le corde del desiderio”, Hajiba Redouane e Hind Ahmed autrici di un brano dell’antologia “Landai poesie brevi per la libertà delle donne” (Neos, 2019), e Hind Berrada, cultrice del Jazal, tradizione marocchina di poesia popolare dialettale di denuncia.
Al termine aperitivo marocchino con tè alla menta e dolci.


Domenica 15 dicembre alle 12 in libreria
Chiara Bertazzoni e gli autori della Carboneria Letteraria presentano “La scrittura uccide” (Homo Scrivens).

Di scrittura si può anche morire. Spesso diciamo che le parole possono offendere, fare male, ma chi può pensare che le parole possano uccidere per davvero? Parole scritte su un vaso antico, o nel Libro che ogni editore sogna di trovare, i segni di un tatuaggio, un messaggio in bottiglia, un’insegna al neon, i moduli della burocrazia… Qui scoprirete che perfino una lettera a Babbo Natale può non essere innocente come si crede. E niente sarà più come prima, per voi che amate le parole. Leggere per credere. Un’antologia a cura di Chiara Bertazzoni e Ramona Corrado.

Nata nel 2003 per iniziativa di Paolo Agaraff, la Carboneria Letteraria è un laboratorio creativo di autori che si collocano tra il mondo del gioco e quello letterario; alcuni carbonari sono più attivi sul primo fronte, altri decisamente schierati nell’altro, ma tutti risultano accomunati dallo spirito ludico con cui affrontano la splendida fatica dello scrivere.
Sia individualmente sia come collettivo sono già colpevoli di numerose pubblicazioni (troppe per elencarle tutte), che trovate sul sito www.carbonerialetteraria.com

In corso la mostra fotografica tratta dal libro di Mario Maffei e Daniele Costantini, curato da Lucia Baldini “La Grande Guerra” (In Alto edizioni).

“La Grande Guerra” diventa una mostra/documentario che ha avuto un ottimo riconoscimento.
Il libro si costruisce su due momenti e due sezioni.
La prima è fotografica e contiene una larga carrellata di immagini inedite realizzata da Mario Maffei durante le riprese del film “la Grande Guerra”.
La seconda sezione è un testo molto delicato e intenso di Daniele Costantini, sceneggiatore e regista di cinema e teatro.
Un omaggio “al mondo del fare” cinema, teatro, cultura che tanto ha dato nei primi decenni del dopoguerra.


NEWSLETTER Dal 1° all’8 dicembre (e son 14!)

Quando quattordici anni fa aprimmo la libreria nella zona bimbi c’erano due amiche a far da babysitter a tutti i nostri bimbetti e fanciulline e loro amichetti.
Ora Trame è in età da scuole superiori, il mondo editoriale è completamente cambiato, e gli scaffali sono sempre ricchi di proposte.
Come allora la porta è aperta, gli incontri spumeggianti e il Pignoletto è in fresco.
Siamo qui! E vi aspettiamo.

Domenica 1° dicembre alle 15,30 in libreria
in occasione del 14esimo compleanno di Trame
per BilBOlBul 2019
Silvia Vecchini e Sualzo presentano “21 giorni alla fine del mondo” (Il castoro).
Alle 17 un brindisi per il passaggio di Trame alle superiori con gli amici di BilBolbul!

Da una delle coppie più importanti e consolidate del fumetto italiano e internazionale per ragazzi,
un nuovo graphic novel che narra l’amicizia tra due ragazzi e il potere della verità, anche di fronte a verità dolorose.
Nel pieno dell’estate Lisa riceve una visita inaspettata. È Ale, l’amico inseparabile di quando era bambina. Sono passati quattro anni, ma basta poco per ritrovarsi uniti: il gioco interrotto allora, la costruzione di una zattera, è lì ad aspettarli. A poco a poco, però, Lisa si rende conto che per Ale non è più un gioco. Qualcosa è cambiato: c’è un grande segreto che mina la serenità del suo amico, qualcosa che riguarda la perdita improvvisa della mamma e la sua partenza burrascosa anni prima. Cos’è davvero successo quell’estate sul lago? Lisa ha 21 giorni per scoprirlo, 21 giorni prima che arrivi Ferragosto e Ale se ne vada via di nuovo, per sempre.
Fra lezioni di karate, incomprensioni, gesti inaspettati e ricordi sopiti, Lisa e Ale dovranno affrontare le loro paure più grandi per scoprire la verità e ritrovarsi cambiati, cresciuti e forse ancora più amici. Pronti a ripartire insieme.
Come scoprire che il pericolo più grande non sempre arriva dall’esterno, dal mondo, ma spesso è invisibile, dentro le mura di una casa, e può arrivare dalle persone che più dovrebbero proteggerti.
È possibile raccontare ai ragazzi le realtà più scomode e dolorose? Senza fare sconti, ma con grande sensibilità e accuratezza, Silvia Vecchini e Sualzo ci riescono in pieno.

Lunedì 2 dicembre alle 18
alla Biblioteca Salaborsa in piazza del Nettuno a Bologna
Anteprima di “Femminili singolari. Il femminismo è nelle parole” (effequ 2019) di Vera Gheno.
La giornalista Francesca Santoro a dialogo con l’autrice.
Bookshop a cura di Trame.

Sindaca, architetta, avvocata: c’è chi ritiene intollerabile una declinazione al femminile di alcune professioni. E dietro a queste reazioni c’è un mondo di parole, un mondo fatto di storia e di usi che riflette quel che pensiamo, come ci costruiamo.
Vera Gheno, sociolinguista e social media manager (per lungo tempo dell’Accademia della Crusca, ora di Zanichelli), attraverso le innumerevoli esperienze avute online rintraccia e confuta pezzo per pezzo le convinzioni linguistiche della comunità italiana, rintracciandone gli errori, gli stereotipi e l’inclinazione irrimediabilmente maschilista.
Il libro mostra in che modo una rideterminazione del femminile si possa pensare a partire dalle sue parole e da un uso consapevole di esse, vero primo passo per una pratica femminista.
Tutto con l’ironia che solo una social-linguista può avere.

Giovedì 5 dicembre alle 17,30 in libreria
nell’ambito del Festival della Violenza Illustrata 2019
presentazione del libro di Ester Rizzo “Le ricamatrici” (Navarra).
Prima iniziativa di FILI – Festival dell’Informazione Libera e dell’Impegno e sarà all’interno del Festival La violenza illustrata.
Alla presentazione sarà presente l’autrice del libro e, forse, una rappresentante di una delle cooperative di Libera.

Negli anni Settanta, a Santa Caterina Villarmosa (CL), un gruppo di ricamatrici, da sempre sfruttate da committenti ed intermediari, decide di mettere fine alle angherie subite e di iniziare a reclamare i propri diritti di donne e di lavoratrici. Nel 1973 nasce così la “Lega delle ricamatrici”, sostenuta da UDI, PCI e CGIL, grazie alla quale l’interesse sul racket degli intermediari cresce a dismisura e attira l’attenzione della stampa nazionale. I riflettori mediatici portano scompiglio nell’intera comunità, ma nonostante i disordini e le critiche Filippa e le sue ragazze dimostrano di avere ragione e riescono a far condannare i loro sfruttatori. Rincuorate dalla vittoria legale, le ricamatrici decidono di costituire una cooperativa, “La rosa rossa”, ma il loro lavoro viene ostacolato da tanti piccoli atti intimidatori: la mafia delle minacce e dell’isolamento si insinua nelle loro vite, lenta ma inesorabile. Ester Rizzo, recuperando la storia vera di Filippa Rotondo e delle sue compagne, ne ha costruito un romanzo in cui queste donne, tra un punto ombra ed un punto rodi, raccontano le gioie e gli affanni della vita, le lotte e le conquiste femminili.
Le ricamatrici si muovono tra vicoli e pietre antiche che le vogliono ancora docili ed ubbidienti, proprio per questo la loro ribellione non fu “indolore” ed ebbe conseguenze che segnarono il loro percorso personale e professionale.

FILI – Festival dell’Informazione Libera e dell’Impegno, è il festival organizzato da Libera Bologna e da Libera Informazione. La quarta edizione si svolge dal 5 al 7 dicembre 2019 a Bologna. Un festival fatto di narrazioni, incontri, presentazioni e spettacoli, per costruire insieme una comunità libera dalle mafie.
Temi centrali della quarta edizione saranno la corruzione, tema sviluppato anche nel dossier a cura di Libera Bologna e Libera Informazione che verrà presentato all’interno del Festival; la memoria, con un focus sul 2 agosto 1980; la narrazione delle mafie, con un approfondimento sulle diverse forme tramite cui questa può avvenire; il femminismo, come arma di rottura degli schemi sociali mafiosi. I temi verranno affrontati da diverse prospettive e con diverse modalità, con lo scopo di creare una discussione che, a livello cittadino, continui anche dopo il festival sotto forma di una coscienza più diffusa sul tema del radicamento mafioso a Bologna.

Sabato 7 dicembre alle 14,30 in libreria
Letture sul Sofà è incentrato su “Donne che parlano” di Miriam Toews edito da Marcos Y Marcos.

Come sempre il gruppo è aperto a tutti i viandanti che abbiano voglia di parlare di libri.

Domenica 8 dicembre alle 12 in libreria

aperitivo con Francesca Marzia Esposito che presenta “Corpi di ballo” (Mondadori).
In dialogo con l’autrice sarà presente la scrittrice Francesca Mazzuccato.



Anita e Miriam sono le due ballerine di punta di un’importante compagnia di danza classica. Hanno lo splendore e l’energia dei vent’anni, ma hanno qualcosa in più delle loro coetanee: la leggerezza, la capacità di spiccare il volo. E qualcosa in meno: la danza fagocita le loro vite e spazza via tutto il resto. Si allenano molte ore al giorno, e il tempo che rimane è dedicato alla cura del corpo e alla ricerca di nuovi modi per rendersi impermeabili al cibo. Le uniche incursioni del mondo esterno nel loro appartamento sono le visite notturne del ragazzo di Miriam e di un suo amico strambo con la fissa per la scrittura, oltre ai messaggi degli ammiratori che Miriam ha collezionato sui social network pubblicando le sue foto. Anita considera Miriam talentuosa e carismatica, è convinta che sia una ballerina migliore di lei, ne è sedotta e al tempo stesso non può fare a meno di invidiarla, di sentirsi sottilmente in competizione con lei. L’estate è appena cominciata, insieme alle prove per “ondine”, il nuovo balletto che la direttrice della compagnia – un’ex ballerina ossessionata dalla perfezione e dalla magrezza delle sue allieve – ha deciso di mettere in scena. Gli allenamenti sono massacranti, Anita è sempre più stanca, sotto pressione, gelosa della palese predilezione dell’insegnante per Miriam. 
Un giorno che sembra uguale agli altri, mentre le ragazze fanno la spesa dopo una lunga sessione di prove, Miriam si accascia al suolo e perde i sensi. Questo evento è destinato a cambiare per sempre la vita di Anita, mandando in frantumi tutte le sue certezze, a cominciare dal rapporto col proprio corpo. È l’inizio, per lei, di un cammino accidentato di ricostruzione della propria identità. 
Nel mondo della danza le leggi che valgono là fuori si annullano, la parola perfezione ha un significato diverso, che si avvicina molto al concetto di sparizione: “quando si balla si azzera la distanza tra la vita e la morte, ci si innalza al di sopra dell’ovvio e del normale, e per farlo occorre ridursi a meno corpo possibile”.

Francesca Marzia Esposito vive a Milano, insegna danza. Si è laureata al Dams di Bologna e ha conseguito un master in Scrittura per il Cinema all’Università Cattolica di Milano. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sulle riviste: “Granta”, “‘tina”, “Colla”, “GQ” e altre. Ha esordito con “La forma minima della felicità” (Baldini & Castoldi, 2015).

In corso la mostra fotografica tratta dal libro di Mario Maffei e Daniele Costantini, curato da Lucia Baldini “La Grande Guerra” (In Alto edizioni).

“La Grande Guerra” diventa una mostra/documentario che ha avuto un ottimo riconoscimento.
Il libro si costruisce su due momenti e due sezioni.
La prima è fotografica e contiene una larga carrellata di immagini inedite realizzata da Mario Maffei durante le riprese del film “la Grande Guerra”.
La seconda sezione è un testo molto delicato e intenso di Daniele Costantini, sceneggiatore e regista di cinema e teatro.
Un omaggio “al mondo del fare” cinema, teatro, cultura che tanto ha dato nei primi decenni del dopoguerra.