NEWSLETTER un po’ lunghetta (e sabato 19 gennaio riposo!)

Sabato 19 gennaio Trame sarà in pausa e riaprirà lunedì 21.
Una pausa sospirata, portate pazienza.

Per il resto giorni pieni di incontri a Trame e in giro per la città.
Vi aspettiamo.

Martedì 15 gennaio alle 18,30 in libreria
Giovanni Nucci presenta “La differenziazione dell’umido” (Italosvevo, Gaffi editore).
Ne parla con Federica Iacobelli e Matteo Marchesini.

Nominato senatore a vita, un vecchio poeta decide di scrivere un discorso da pronunciare al senato attraverso cui ripercorrere il Giulio Cesare di Shakespeare come fosse un esempio distorto della nostra farsesca, se non addirittura tragica, attualità politica.
Un libro politico, se si consente alla poesia la possibilità di aggiungere un valore alla gestione del presente.
Un nuovo titolo della “Piccola Biblioteca di Letteratura inutile” che lo scrittore Giovanni Nucci ha ideato e cura da alcuni anni.

Giovanni Nucci è nato a Roma, dove vive e lavora. È autore di romanzi, raccolte di versi, racconti per ragazzi. Tra i suoi libri più noti “Ulisse. Il mare color del vino” (Edizioni E/O, 2004 – Salani, 2013), “E fonderai la più grande città del mondo” (Feltrinelli, 2007), “Francesco” (Rizzoli, 2013), “La storia di tutto” (Salani, 2017), “E due uova molto sode” (Italosvevo, 2018).

Matteo Marchesini è nato nel 1979 a Castelfranco Emilia e vive a Bologna. Ha pubblicato le satire di “Bologna in corsivo. Una città fatta a pezzi” (Pendragon 2010), il romanzo “Atti mancati” (Voland 2013, entrato nella dozzina dello Strega), la raccolta critica “Da Pascoli a Busi” (Quodlibet 2014), le poesie di “Cronaca senza storia” (Elliot 2016) e i racconti di “False coscienze. Tre parabole degli anni zero” (Bompiani 2017).
Collabora con Il Foglio, Il Sole 24 Ore, Radio Radicale e il blog Doppiozero.

Federica Iacobelli lavora come scrittrice, sceneggiatrice e drammaturga. Tra i suoi libri “Uno studio tutto per sé” (Motta Junior, 2007; Premio Pippi scrittrici per ragazzi 2008), i romanzi “La città è una nave” (Topipittori, 2011, collana Gli anni in tasca), “Storia di Carla” (Pendragon, 2015, collana I chiodi), il racconto illustrato “Nel paese di Mister Coltello” (Les Mots Libres edizioni, 2017). Insegna sceneggiatura all’ISIA Urbino e collabora con la Scuola normale superiore di Pisa.

Mercoledì 16 gennaio alle 18 in libreria
Gisella Modica presenta “Come voci in balìa del vento” (Iacobelli) e dialoga con Donatella Franchi e Loredana Magazzeni.

Fare storia a partire da sé: Gisella Modica torna dopo vent’anni nei luoghi che furono teatro dell’occupazione delle terre nella Sicilia degli anni Cinquanta per capire le motivazioni che la spinsero alla ricerca delle protagoniste di quelle lotte. Lungo il cammino, complici gli odori, i suoni, i colori dei luoghi attraversati individua in alcuni fallimenti e nodi irrisolti del suo vissuto, una possibile chiave di lettura per capire il fallimento di uno degli eventi più controversi della storia siciliana, conclusa con l’emigrazione. Un racconto in due tempi, anzi tre: il tempo dei fatti, quello del viaggio, e quello delle voci raccolte nel settantasette con un registratore e che, riascoltate vent’anni dopo, risuonano dapprima incomprensibili per diventare man mano una Storia restituita alle protagoniste. Figure indimenticabili per forza, intelligenza e creatività che avevano messo a rischio la loro stessa vita, ma giudicate dallo stesso partito “inaffidabili” in quanto “facevano sempre di testa loro”. Tra la nascita della figlia e la morte della madre le voci di quelle donne restano mute. E’ il diventare adulta, il rinascere madre a se stessa, nuova Persefone, che consentirà all’autrice di portare alla luce il filo che intreccia la sua con le altre storie lontane nel tempo ma che, ben prima del femminismo, mostrano quella differenza che la politica si ostina ancora a ignorare”.

Gisella Modica è socia della Società Italiana delle letterate (SIL) e della Biblioteca delle donne UDI Palermo, fondata nel 1948. E’ componente della redazione della rivista Mezzocielo trimestrale di donne autogestito diretto da Letizia Battaglia; della rivista online Letterate Magazine diretta da Silvia Neonato e di Leggendaria diretta da Anna Maria Crispino.
Per Stampa Alternativa ha pubblicato “Falce, Martello e cuore di gesù” (2000), e “Parole di Terra” (2004). Per Villaggio Maori “I racconti della Cattedrale, storia di occupazioni, rimozioni, immersioni” (2016).
Per Vita Activa edizioni ha curato il testo a più voci “Le personagge sono voci interiori” (2017).

Donatella Franchi crea installazioni e libri d’artista sul tema delle relazioni, che ama tessere e su cui riflette visivamente.
Ha esposto in varie rassegne di libri d’artista in Italia e all’estero, a Barcellona e al National Museum of Women in the Arts di Washington.
Parallelamente al lavoro visivo ricerca, scrive e organizza incontri sulle pratiche artistiche delle donne e sul loro contributo innovativo nel mondo della cultura e dell’arte.

Loredana Magazzeni, insegnante e scrittrice, si muove nel campo della critica letteraria militante, con particolare interesse per la scrittura delle donne in Italia e nel mondo anglofono. Ha prodotto poesie, antologie (l’ultima, “Matrilineare. Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta ad oggi”, “La Vita felice”, con Fiorenza Mormile, Anna Maria Robustelli, Brenda Porster) saggi e traduzioni, tra cui Audre Lorde, “D’amore e di lotta. Poesie scelte”, col collettivo WIT (Women in Translation).

Venerdì 18 gennaio alle 17,45
alla Sala del Risorgimento presso il Museo Civico Archeologico di Bologna in Via de’ Musei 8
A proposito di Leonard Cohen…
Chiacchierata con musica insieme a Silvia Albertazzi, Edoardo Balletta, Luigi Contadini, Elena Lamberti, Francesco Vitucci.
All’arpa, Francesco Benozzo. Modera, William Piana, Radio Città Fujiko 103.1.

In collaborazione con la rivista Zona Letteraria, Libreria Trame, Clopex – Centro di Studi sulle Letterature Omeoglotte dei Paesi Extraeuropei, Museo Civico Archeologico di Bologna, Associazione Culturale ARCHI, Associazione Italiana di Studi Canadesi, CanadaUsa.net, Progetto Performigrations: la gente è il territorio.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

L’occasione è la pubblicazione dei volumi di Silvia Albertazzi “Leonard Cohen. Manuale per vivere nella sconfitta” (Paginauno 2018) e di Elena Lamberti “Leonard Cohen. Come un uccellino su fili di parole” (Castel Negrino 2018).
«La parola si dissolve nella musica e la musica si dissolve nella parola e tu rimani con dell’aria pura, ti senti rinvigorito».
Così Cohen raccontava la sua ricerca ad un tempo letteraria e musicale confermando che nel suo immaginario non esisteva un confine tra canzone, poesia e romanzo, forme inscritte per lui in un unico percorso di ricerca che questo incontro vuole celebrare in modo conviviale. L’arpa di Francesco Benozzo, poeta e musicista più volte candidato al premio Nobel per la Letteratura, accompagnerà un gruppo di docenti dell’Università di Bologna guidati da William Piana (Radio Città Fujiko) in una conversazione sulla «rivoluzione tranquilla» dell’opera di Cohen per inaugurare, tra musica e parole, la nuova stagione del Centro di Studi sulle Letterature Omeoglotte dei Paesi Extraeuropei (attivo presso il LILEC – Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne) dedicata allo studio della letteratura del e nel mondo.

Mercoledì 23 gennaio alle 18 in libreria
Mattia Cuelli presenta “La cagna” (Clown Bianco, 2017) e ne parla con Paolo Panzacchi.

Andrea Negri è una donna nel fiore degli anni. La sua vita scorre tranquilla, divisa tra amicizie, vita mondana e lavoro. Andrea è appuntato nell’Arma dei Carabinieri. Durante un turno di pattuglia, sul finire di una notte di primavera, la sua vita viene sconvolta.
La donna cade preda di una banda di malavitosi, che uccide il suo collega e lascia lei in fin di vita, abbandonata a morire sul ciglio di una strada. Quando riemergerà dal coma, Andrea avrà un unico scopo: la vendetta. Mattia Cuelli tesse un vortice di eventi che si susseguono incalzanti fino allo scontro finale, che metterà Andrea faccia a faccia con il suo carnefice e con i lati più oscuri della sua personalità.
Ma in questa guerra, Andrea non sarà sola. A combattere insieme a lei ci saranno un carabiniere affamato di giustizia, un barista dal passato oscuro e una psicologa cieca.

Mattia Cuelli è nato a Leno (Brescia) nel 1976.
La passione per la lettura la scopre in giovane età, quando inizia a divorare i libri di Terry Brooks e Stephen King in particolare.
È amante del cinema, delle Harley-Davidson ed è un convinto animalista.
Vive con la famiglia a Montichiari, in provincia di Brescia.

Paolo Panzacchi è nato a Sassuolo (Mo) nel 1984 e vive a Ferrara. Nel 2015 per Maglio Editore è uscito il suo romanzo d’esordio “L’ultima intervista” vincitore del Premio della Critica al Premio Internazionale Città di Cattolica. Nel 2018 per Pendragon Collana gLam è stato pubblicato “Drammi quotidiani”. Sempre nel 2018 è uscito per Laurana Editore nella Collana Calibro 9 Giallo&Noir, diretta da Paolo Roversi, “Il pranzo della domenica”.
Vari suoi racconti sono presenti in antologie.

Venerdì 25 gennaio alle 18 in libreria
Camilla Endrici presenta “194 diciannove modi per dirlo” (Giraldi) e ne parla con Francesca Sanzo.

Cosa si nasconde dietro la scelta di non diventare madri?
Quali parole possono arricchire di sfumature e dare nuovi significati all’esperienza dell’aborto?
Nella consapevolezza che intorno a questo tema ci sia ancora un grosso tabù, alimentato anche da un sistema sanitario che spesso colpevolizza la scelta di autodeterminazione della donna, l’autrice ha deciso di andare a raccogliere le voci di chi decide di interrompere volontariamente una gravidanza.
Perché, come diceva Karen Blixen, “tutti i dolori sono sopportabili se li si fa entrare in una storia, o se si può raccontare una storia su di essi”.
Diciannove storie, diciannove testimonianze, per cercare di comprendere la complessità di una scelta che non è mai senza ambivalenza; per dare voce finalmente alle donne, astenendosi dal giudizio ma con il semplice obiettivo di lasciare che le loro parole si alzino dal silenzio.

Camilla Endrici è nata a Bologna nel 1982 e da qualche anno vive in Trentino. Una laurea in filosofia, un passato più lontano da giornalista radiofonica, uno più recente da copywriter. Il presente è un tornare verso la carta stampata: è in uscita per Odos editore Trento una guida, una guida turistica della città in cui vive.
Ascoltare per raccontare: è questo che vorrebbe fare da grande (anche se grande lo è già) e ha deciso di iniziare da qui, “194 diciannove modi per dirlo”, un omaggio al potere delle parole per dare senso alle cose.

Autrice, consulente e formatrice, Francesca Sanzo è nata nel 1973 e vive a Bologna. Aiuta le aziende e i professionisti a narrarsi online in maniera efficace e tiene corsi di scrittura autobiografica e comunicazione digitale. Blogger dal 2005, ha scritto: “Tu sei la tua storia. Scrivi un racconto, narrati online e comunica con la scrittura autobiografica” (Giraldi editore, 2018), “102 chili sull’anima” (Giraldi Editore, 2015), “A due passi dalla meta” (Giraldi Editore, 2016), e “Narrarsi online, come fare personal storytelling” (Area51, 2014).

Sabato 26 gennaio alle 18 in libreria
presentazione del libro di Matteo Marchesini “Casa di carte. La letteratura italiana dal boom ai social” (il Saggiatore 2019).
Dialoga con lui Massimo Marino.

Matteo Marchesini, prendendo in esame più di mezzo secolo di letteratura italiana e riflettendo sul valore e sul senso della creazione artistica, scrive un’ardita opera di critica letteraria che è stata al centro del dibattito editoriale nel 2018. Levi e Morante, Gadda e Pasolini, Calvino e Montale, Moresco, Baricco e Benni, con Lagioia, Scarpa e Siti, insieme a moltissimi altri: l’autore rimette in discussione l’intero canone letterario, attraverso un esercizio critico preciso e appassionato. Rivalutando i grandi classici e con loro molte opere considerate (erroneamente?) «minori», attraverso ritratti inediti e aneddoti straordinari, con tagliente ironia e sorprendente rigore filologico, Marchesini riscrive la storia della letteratura – anche alla luce delle nuove modalità di condivisione legate all’utilizzo dei social network –, scardinando le certezze di accademici e lettori.

“Tempo fa ho chiesto a un professore universitario perché nel programma del suo corso sulla letteratura italiana dal primo Novecento al Duemila avesse inserito alcuni brutti romanzi usciti negli ultimi anni. Dopo un momento d’imbarazzo, il professore ha ammesso che quei libri forse non sono granché; ma poi, a un tratto inalberandosi, ha concluso: «dovremo pur fare i conti con la storia!». La storia. Dopo neanche un lustro. Con passaggio immediato dei parallelepipedi cartacei dalla grande distribuzione alla cattedra. Ora, poniamo che durante una lezione di questo corso io entri in aula e afferri un orecchio al caro accademico; poniamo che glielo torca con molta energia, continuando a stringere, senza che lui riesca a liberarsi e senza che nessuno accorra in suo aiuto. Dopo quanti dolorosi minuti il mio gesto può considerarsi non un atto di brutalità ma una ineludibile necessità storica?”

Matteo Marchesini è nato nel 1979 a Castelfranco Emilia e vive a Bologna. Ha pubblicato le satire di “Bologna in corsivo. Una città fatta a pezzi” (Pendragon 2010), il romanzo “Atti mancati” (Voland 2013, entrato nella dozzina dello Strega), la raccolta critica “Da Pascoli a Busi” (Quodlibet 2014), le poesie di “Cronaca senza storia” (Elliot 2016) e i racconti di “False coscienze. Tre parabole degli anni zero” (Bompiani 2017).
Collabora con Il Foglio, Il Sole 24 Ore, Radio Radicale e il blog Doppiozero.

Massimo Marino è critico teatrale e saggista. Scrive per la pagina culturale del “Corriere della Sera” edizione di Bologna e per riviste e pubblicazioni specializzate, come Doppiozero.
Insegna drammaturgia musicale al Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna e ha insegnato al Dams di Bologna.
Tra le sue pubblicazioni: “Lo sguardo che racconta. Un laboratorio di critica teatrale” (Carocci, Roma 2004), “Teatro delle Ariette” (Titivillus, 2017).

Sabato 26 gennaio alle 18
presso Generativa Laboratorio per esperienze evolutive a Bologna in via Alessandrini 11
Camilla Ghedini, scrittrice e giornalista, conversa con la dottoressa Caterina Ferraresi su “Interruzioni” (Giraldi editore).
Introduce la dottoressa Concetta Stornante.
Bookshop a cura di Trame.

“Mi chiedono spesso come sintetizzerei la seconda edizione di “Interruzioni”, con introduzione di Mina Schett Welby, e in che senso affronta temi di attualità…
così metto la sinossi, suggerimento venuto dopo una precisa richiesta…
Genitorialità, famiglia, maternità. Sono i temi su cui negli ultimi anni si è aperto un infuocato dibattito tra Fertility Day, Family Day, Testamento biologico, richiesta di abolizione della legge sull’aborto.
Tutti anticipatamente trattati in questo piccolo libro, uscito in una prima edizione nel 2016, a tratti spietato e tuttavia rassicurante, perché contiene quegli inconfessabili pensieri che prima o poi passano nella testa di tutti.
Mio figlio, l’ho desiderato davvero? Come sarebbe la mia vita senza? Più bella o più brutta? Perché dando la vita si dà anche la morte? Perché non si può ammettere di non avere più voglia di stare qui, su questa terra?
Attorno a queste domande ruota “Interruzioni”, oggi di straordinaria attualità.
Quattro racconti costruiti con la formula del dialogo e del monologo. Il risultato è un flusso di coscienza che si manifesta sul labile confine tra desiderio e ossessione, aspettative e fissazioni, sbagli e accettazioni. In tutti c’è l’interruzione di qualcosa. In tutti ci sono coppia, intimità e società. In tutti c’è speranza.”
Camilla Ghedini

NEWSLETTER DEL BUON ANNO

Buon 2019!

Siamo qui.
Con il solito orario di apertura continuato:
lunedì e giovedì dalle 9,30 alle 16,30;
il martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9,30 alle 19,30.
Le domeniche staremo a casa a leggere. Forse.

Ricominciano gli incontri e le collaborazioni, l’anno scorso il bilancio è stato di 116 presentazioni a Trame e 82 eventi in trasferta.
Ci hanno permesso di incontrare autrici, autori e case editrici da tutta Italia, vi aspettiamo quindi per i prossimi appuntamenti.
Inoltre è ancora in corso la bellissima mostra delle opere tessili di Paola Boerci, se ancora non le avete viste fate un salto.

Mercoledì 9 gennaio alle 18,30 in libreria
Marco Martucci firma le copie di “Sulle tracce di Olga” (Il seme bianco 2018).

Iniziamo il 2019 ritrovando Marco per un firmacopie.
“Se avessi potuto sarei entrato nell’immagine sbarazzandomi pure io degli anni in più e
fermandomi insieme a lei in quel salto temporale, all’età in cui tutto è ancora possibile e il futuro è in costruzione.”
Nei giorni successivi alla scomparsa di Milena, Olga C, fotografa oscura, pubblica in rete
alcuni nudi in cui posa una modella a volto coperto. Questi avvenimenti si intromettono nella routine della più autorevole agenzia di comunicazione di Roma, in cui lavorano Giulio, compagno di Milena, la talentuosa Erica e Lorenzo che aggredisce il mistero con la sua inquieta curiosità.
Chiunque si avvicini potrebbe trattenere parti di un vissuto indispensabili a svelare, oltre al segreto di Olga C, quanto Milena ha lasciato irrisolto. Qual è lo scopo della donna che guarda dal mirino di una macchina fotografica?

Marco Martucci è nato nel 1976 a Napoli dove ha vissuto prima di trasferirsi a Bologna.
Ha scritto i romanzi “Pozzanghere”, “Nelle mani”, “Acqua logora” e “Prima di morire”.
Nel 2006 ha ricevuto il Premio speciale del Presidente della Giuria al concorso Culturexpress della fondazione Eni Enrico Mattei, col racconto “La linea di demarcazione”.
Il suo racconto “Odio” è inserito nella raccolta “Mai senza rete, 13 autori per la salute e la sicurezza sul lavoro”.

Giovedì 10 gennaio alle 20,30
al Cineclub Bellinzona in via Bellinzona 6 a Bologna
Livio Crescenzi presenta le sue traduzioni dickensiane edite da Mattioli 1885.
Bookshop a cura di Trame.
Segue, alle 21 circa, la proiezione di “Oliver!” di Carol Reed (6 Oscar nel 1968, compreso il miglior film), tratto da “Oliver Twist” di Charles Dickens.

Charles Dickens nacque a Portsmouth nel 1812, ma si trasferì ben presto a Londra dove visse fino alla sua morte, nel 1870. Autore di bestseller come Oliver Twist, David Copperfield o il Canto di Natale, fu anche filantropo, editore di due periodici, giornalista e opinion maker.
La sua prosa ci sorprende ancora oggi per la sua straordinaria modernità, e per la capacità di evocare scene e personaggi come pochi altri contemporanei.

Livio Crescenzi (Roma 1948), dopo aver svolto per decenni la professione di archeologo in Medio Oriente, Africa Orientale e Centro America, da tempo collabora continuativamente con Mattioli 1885 traducendo letteratura inglese e americana, fra cui Dickens e Mark Twain.
Da sempre attento lettore della letteratura memorialistica e storiografica relativa alla Shoah, in questi ultimi anni si è dedicato alla traduzione integrale dei verbali del processo Eichmann, mai tradotti prima in italiano.

Sabato 12 gennaio alle 14,30 in libreria
il gruppo “Letture sul sofà” riapre con il suo ciclo di incontri mensili.
Si parla di “Tre piani” di Eshkol Nevo (Neri Pozza).

Il gruppo è come sempre aperto a tutte e tutti.

Sempre sabato 12 gennaio alle 18 in libreria
per Paesaggi di poesia 2019. La nuova stagione
Italo Testa in reading da “L’indifferenza naturale” (Marcos Y Marcos).
Introduce Luciano Mazziotta

Per la rassegna ideata da Sergio Rotino che ci accompagna da anni nel mondo della poesia italiana e non solo, il 2019 si apre con il reading di Italo Testa dal suo “L’indifferenza naturale” edito da Marcos Y Marcos.
Non una vera e propria presentazione, quindi, ma la possibilità data a chi interverrà di sentire la viva voce di uno fra i migliori autori della scena contemporanea italiana, così da apprezzarne ritmi e motivazioni.
Così Paesaggi di poesia, pur mantenendosi fedele alla formula di presentare alcuni fra gli autori più interessanti attivi in Italia, senza vincoli di età o di scuole, e provenienti per la stragrande maggioranza da fuori Bologna, sperimenta altre strade per tenere in contatto pubblico e scrittura poetica. Il cartellone della rassegna resta comunque sempre attento a quanto propone la scrittura poetica in Italia, anche nelle vesti della traduzione o dell’antologia.

Nell’incontro reading per il suo “L’indifferenza naturale”, Italo Testa ci propone un paesaggio aperto, luminosamente prossimo e distante, dove la vita, pur presente, è “ignota” anche se “fermenta dai fossi”. È una visione della vita vista come sul filo del rasoio, fra costruzione di una evoluzione e desolato abbandono nel paesaggio. Se questo è il filo rosso della raccolta, chiara risulta l’assenza di idillio nelle composizioni, che però parlano di luce, irradiano luce sia essa riflesso dell’acqua o della neve, sia che si riferisca all’albero del paradiso, l’ailanto, o alle terre di barena, tipiche dei delta fluviali.
Ecco dove la natura vive indifferente al turbamento che coglie l’uomo, alle sue tragedie come alle sue gioie.
Lo sguardo umano, dice Testa, si muove a tentoni nel paesaggio naturale perché non gli si prestano appigli, lo ammira e ne resta annichilito trovandosi non più centro dell’azione. Eppure l’uomo instancabilmente vi guarda dentro, cerca di comprendere o, più che comprendere, emulare per essere vicino “A questo splendore muto/che m’allontana/a questo terrore/che mi richiama” come scrive a un certo punto Italo Testa.
Il grande fondale naturale diventa quindi il simbolico punto mediano fra il desiderio di felicità che tutti inseguiamo e la sua imprendibilità leopardiana, un continuo gioco di avvicinamento e lontananze abissali che attraversa le nostre esistenze dalle prime luci dell’alba al buio denso della notte.

Italo Testa è poeta, saggista e traduttore. Ha pubblicato la silloge “Luce d’ailanto” (Decimo quaderno di poesia italiana, Marcos y Marcos, 2010), l’e-book “Non ero io” (gammm.org, 2010), il concept “Canti ostili” (Lietocolle, 2007), la raccolta “Biometrie” (Manni, 2005) e il poemetto “Gli aspri inganni” (Lietocolle, 2004).
Sue poesie sono state tradotte in inglese, spagnolo e tedesco.
Autore di saggi sul pensiero contemporaneo, è co-direttore della rivista di poesia, arti e scritture «L’Ulisse».