NEWSLETTER dal 21 al 28 ottobre (con trasferte varie, anche musicali)

Orari per la settimana che arriva: lunedì e giovedì dalle 9,30 alle 16,30.
Venerdì ci siamo dalle 9,30 alle 14,30 (trasferta milanese della libraia per concertone alla Scala, abbiate pazienza)
Gli altri giorni, martedì, mercoledì e sabato, Trame sarà aperta dalle 9,30 alle 19,30.

La settimana in cui parte Gender Bender 2019, e molti dei libri presentati propongono riflessioni sull’identità di genere da punti di vista assai differenti.

Ci si vede, a Trame o al Gallery 16, a Casa di Khaoula o alla sala del Risorgimento.

Lunedì 21 ottobre alle 21
al Gallery 16 in via Nazario Sauro a Bologna
doppio concerto: Jordaan Mason, con special guest Jake Bellissimo, per il 10° anniversario dell’album di Mason “Divorce Lawyers”!
In collaborazione con Trame.

Jordaan Mason è un cantautore queer DIY di base a Toronto.
Dal 2004 ha pubblicato otto album, il più conosciuto dei quali, “Divorce Lawyers I Shaved My Head (2009), insieme agli Horse Museum, è di recente uscito per la prima volta in vinile a grande richiesta per il suo decimo anniversario. Le canzoni di Jordaan oscillano tra turbolenza e tenerezza, esplorando argomenti come la disforia / euforia di genere, sesso e malattia, vivere con il disturbo bipolare, e trovare una casa e una comunità per una persona queer.

L’ultima uscita da solo di Jake Bellissimo senza il soprannome Gay Angel, “The Good We’ve Sewn”, esplora la differenza tra felicità e soddisfazione, utilizzando i momenti di apprendimento come trampolino di lancio per creare mondi sonori tanto intimi quanto dinamici e tanto realistici quanto ottimisti.
L’album è uscito per l’etichetta con base in Italia We Were Never Being Boring (wwnbb.net) il 20 ottobre 2017.

Martedì 22 ottobre alle 18 in libreria
Fabiana Gabellini presenta “Pubblicità: moda e guerra” (Linea Edizioni) e ne parla con il giornalista di “Rimini Today” Tommaso Torri. Con la partecipazione speciale di Michele Spanò.

“Se si potesse dire che la guerra c’è sempre stata, allora si potrebbe dire che anche la pubblicità (intesa come miscela di comunicazione e promozione, per convincere e attrarre), c’è sempre stata, dalle piramidi al Partenone. Le più colorite informazioni commerciali hanno una lunga storia: le troviamo in evidenza perfino nei postriboli di Pompei.
Più recente è l’idea che la pubblicità sia una forma di guerra, rivolta a conquistare la mente del consumatore. Il marketing prende in prestito la terminologia bellica, dal target alla mission, con in primo piano ovviamente le campagne pubblicitarie, intese come veri e propri piani di assalto e di assoggettamento.
Apparentemente, invece, moda e guerra rinviano a due linguaggi contrapposti. Pur avendo in comune la rilevanza della propaganda, l’una vende la vita, l’altra la morte.
Siamo il campo di battaglia di molteplici guerre culturali, capitanate dai marchi, dalle multinazionali, dai mercati. Prima che i nostri soldi, spesso una pubblicità senza scrupoli vuole la nostra anima, i nostri desideri e la nostra visione del mondo. Vista la sproporzione delle forze in gioco, non sarà una battaglia perduta in partenza, se ci sarà una maggiore consapevolezza della posta in gioco – con l’aiuto di questo agile, preciso, coinvolgente volume.” Francesco Sidoti


Fabiana Gabellini, giovane fashion designer di Cattolica, sin dalla fondazione del suo omonimo brand, nel 2012, ha condiviso la frase del famoso drammaturgo Oscar Wilde “O si è un’opera d’arte o la si indossa”.
Ha conseguito la Laurea in “Progettismo di Moda” a Urbino e, nel 1999, ha iniziato prestigiose collaborazioni con famose griffe del panorama fashion: Alberta Ferretti, Jean Paul Gaultier, Moschino, Ozbek. Ha inoltre realizzato i costumi di scena per la stagione lirica del Teatro Rossini di Pesaro, e presentato le sue collezioni alla Milano Fashion Week, a Cinecittà, ad Altaroma e, presso il Museo Gam di Milano, ha collaborato con l’Associazione Ada Danze Antiche per un omaggio a Isadora Duncan. 
Nel 2017 crea ‘Arte da Indossare’, un progetto che vede protagoniste le opere pittoriche di artisti contemporanei stampate su seta e utilizzate per la realizzazione delle sue creazioni Haute Couture in limited edition.


Michele Spanò è Ambasciatore di Bellezza ed Eleganza nel mondo della moda e della televisione, in veste di art director. Dopo esperienze a Londra, Parigi, Milano e Miami si stabilisce a Roma dove apre ben 5 saloni curando look ed immagine di personaggi dello spettacolo, della politica e della moda dal 1990 ad oggi. Ha affiancato stilisti di fama internazionale e oggi ha lanciato il progetto Arte&Musica.

Mercoledì 23 ottobre alle 17,30
alla Sala del Risorgimento in Via de’ Musei 8 a Bologna
Enrico Galiano, insegnante e scrittore, è presente all’incontro “Adolescenti dietro i banchi”.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Bookshop a cura di Trame.

Riprendono le attività, sostenute dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, nell’ambito del progetto “Adolescenti: dalla promozione del benessere allo sviluppo delle competenze”, e dedicate ai genitori di figli adolescenti, ai docenti, agli educatori e a tutti gli interessati ad approfondire alcune tematiche legate a questa fase della crescita, spesso guardata con apprensione dagli adulti.

Enrico Galiano è nato a Pordenone nel 1977. Insegnante in una scuola di periferia, ha creato la webserie Cose da prof, che ha superato i dieci milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it.
Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti».
Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per l’Europa con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore.

Mercoledì 23 ottobre alle 18 in libreria
per Paesaggi di Poesia 11a edizione
Matteo Marchesini, curatore di “Poesie italiane 2018” (Elliot-Lit edizioni), parla del volume antologico con Sergio Rotino.

È finito il tempo delle antologie che, attraverso l’opera di sistemazione dei loro curatori, davano la possibilità di proiettarsi nel futuro prossimo della letteratura, soprattutto in campo poetico.
Oggi le antologie ragionano sempre più su quello che il passato prossimo ci ha offerto e che, in qualità di lettori, abbiamo frequentemente lasciato da parte per fretta e distrazione.
Restano però il luogo in cui critici di sicuro valore possono fare il punto sulle condizioni del Grande Paziente (la poesia), attraverso quelle che sono le loro ragionate opinioni.
In queste direzioni si muove Matteo Marchesini, proponendo per il progetto “Poesie italiane” della casa editrice Elliot-Lit edizioni uno sguardo, partigiano ma estremamente coeso, su quanto la poesia italiana ha offerto di buono e di cattivo e di pessimo nell’anno 2018.

Venerdì 25 ottobre alle 18,30
alla biblioteca Casa di Khaoula in Via di Corticella 104 a Bologna
lettura-racconto di “Più di così si muore”, di Sabina Macchiavelli (Giraldi Editore).
L’autrice dialogherà con Sandro Toni. Letture di Barbara Baldini.
Bookshop a cura di Trame.

Ambientato sull’Appennino emiliano, il romanzo raccoglie un intreccio di storie legate dal filo di una scomparsa. Le storie sono quelle dei componenti di una famiglia di origine bolognese, i Pascali, sullo sfondo di un bellissimo casale ristrutturato che nelle sue pietre e nei suoi prati conserva ancora il mistero delle anime che ci sono passate.

Sabina Macchiavelli è nata a Bologna nel 1964 e abita sull’Appenino modenese. Si è occupata di organizzazione di eventi, ed è insegnante di scrittura creativa e di lingue straniere. È autrice di audiodocumentari e ha ottenuto un dottorato presso la University of South Wales di Cardiff incentrato sulla docufiction radiofonica. Suoi racconti e saggi sono apparsi in riviste e antologie. Nel 2013 è uscita per Einaudi la raccolta “E a chi resta, arrivederci”, scritta con il padre Loriano, e nel 2019 ha pubblicato per Giraldi Editore il suo primo romanzo “Più di così si muore”. “La bambina del lago”, il suo secondo romanzo, esce nel 2019 da Mondadori.

Sabato 26 ottobre due editori indipendenti che amiamo
alle 13 in libreria
Zona 42 presenta “La città dell’orca” di Sam J. Miller.
Partecipa la traduttrice Chiara Reali che dialogherà con i lettori in compagnia di Giorgio Raffaelli.


La città dell’orca, romanzo rivelazione di Sam J. Miller, è risultato finalista ai Premi Nebula e Locus, ed è stato inserito nelle liste dei migliori libri dell’anno dal Washington Post, da Publisher’s Weekly e da Vulture/New York Magazine. 

Qaanaaq ospita quasi un milione di persone sul suo reticolo oceanico, i più ricchi l’hanno costruita per scampare alle guerre climatiche, i più poveri vi sono arrivati profughi dalle loro terre sommerse. L’equilibrio è pronto a spezzarsi quando un strana visitatrice arriva in città accompagnata da un’orca e da un orso polare in catene. La sua presenza travolge la vita di quattro personaggi che affronteranno il loro misterioso passato per offrire alla città una speranza di salvezza.
In un mondo che vive le tragiche conseguenze del cambiamento climatico, che si interroga su identità di genere, corruzione politica e tecnologia fuori controllo, il romanzo di Sam J. Miller cerca una tenue speranza nel potere unificante della connessione umana.

Sam J. Miller, nato a Hudson nel 1979, figlio di un macellaio, ha abbandonato tutto per dedicarsi alla letteratura quando il negozio di suo padre è stato inghiottito da un Wal-Mart. 
Per Sam J. Miller, la vita è magia, la società è orrore e il mondo è fantascienza. Crede nel potere sovversivo delle storie, e nel potere delle comunità di cambiare le cose.
Con i suoi racconti e romanzi ha vinto ed è risultato finalista ai più prestigiosi premi dedicati alla letteratura di genere. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue.
“La città dell’orca” è il suo primo romanzo pubblicato in Italia. Vive a New York con il marito.

Chiara Reali vive a Milano. Scrive in rete dal 2005 e ha pubblicato racconti su Linus, ‘tina, e nelle antologie Tu sei Lei. Otto scrittrici italiane (Minimum Fax) e Propulsioni d’improbabilità (Zona 42). Per Nero ha collaborato alla traduzione de Le Visionarie. Per Zona 42 ha tradotto i romanzi di Ian McDonald, Jon Courtenay Grimwood, Tricia Sullivan e Nnedi Okorafor.

Sempre sabato 26 ottobre alle 18 in libreria
D Editore vi invita alla presentazione dei “Racconti Ritrovati” di Emanuel Carnevali.
Con noi Emidio Clementi (autore e cantante dei Massimo Volume), Francesco Pattacini (autore per L’Indiependente), Emmanuele Jonathan Pilia (curatore del volume), Luca Martini (autore), Martina Marzadori (illustratrice), Valerio Valentini (direttore della collana ed autore).

Tra le più antiche strade di New York, negli angoli delle vecchie case non ancora demolite, alcune parole, sepolte sotto la polvere, continuano a vivere.
Sono le parole di Emanuel Carnevali, uno dei più grandi geni letterari del ‘900, capace di influenzare in modo indelebile la letteratura newyorkese della prima metà del secolo scorso.
“Racconti Ritrovati” non è un semplice libro, ma uno scavo archeologico che tenta l’ambizioso progetto di far riemergere i resti del poeta nero, come venne soprannominato da William Carlos Williams, troppo a lungo rimasti sepolti sotto un cumulo di indifferenza.
Sono frammenti che raccontano la vita, le aspirazioni, ma soprattutto la malattia e il silenzio, dell’ultimo grande autore maledetto italiano.

Emanuel Carnevali, nato a Firenze verso la fine del secolo, è considerato uno dei più importanti scrittori statunitensi della prima metà del ‘900. Dopo un’infanzia difficile, passata tra cupi collegi e genitori malati, fu costretto a emigrare da suo padre, che scoprì la sua bisessualità – negli Stati Uniti, all’età di soli sedici anni. Pur vivendo quasi in miseria, passando da un lavoro all’altro, frequentando prostitute e malviventi, partecipò, da straniero, al rinnovamento dell’avanguardia letteraria americana dell’epoca, stringendo amicizia con diversi poeti e scrittori statunitensi, tra cui William Carlos Williams e Sherwood Anderson.

Lunedì 28 ottobre alle 18 in libreria
nell’ambito del Gender Bender Festival
incontro con Wytske Versteeg e presentazione di “Boy” (Scritturapura).
L’autrice dialoga con Samanta Picciaiola. Interpretariato a cura di Massimiliano Bonatto.

L’autrice olandese Wytske Versteeg presenta al pubblico di Gender Bender il suo romanzo rivelazione Boy, storia di un quindicenne di colore dall’identità sessuale ancora incerta che si suicida perchè bullizzato dai compagni. La madre adottiva, psichiatra che non si rassegna all’idea di non essersi accorta di nulla, e la sua insegnante, ruotano attorno ai ricordi per ricostruire la storia del ragazzo cercando di comprendere il vissuto e le sofferenze alla ricerca di un colpevole. L’opera è scritta in prima persona, con gli occhi di una donna, di una madre che cerca di darsi pace, scegliendo alla fine di darsi una seconda occasione per vivere in modo più consapevole il suo domani. Un libro che tocca corde profonde parlando di bullismo, fragilità e ralazioni in modo intenso. Grazie a questo romanzo, Wytske Versteeg ha vinto il premio olandese BNG Bank Literatuurprij e il quotidiano olandese “NRC Handelsblad” l’ha definita, grazie a Boy, uno dei migliori autori della sua generazione per composizione, sottigliezza, espressività e stile. Il romanzo, pubblicato anche in Germania, Danimarca, Regno Unito e Turchia, è stato tradotto in diverse lingue.

NEWSLETTER dal 14 al 19 ottobre (Trame e dintorni)

Ecco gli incontri della prossima settimana, ben assortiti come sempre.

Orari i soliti: lunedì e giovedì dalle 9,30 alle 16,30 e gli altri giorni dalle 9,30 alle 19,30. Niente domeniche, per ora

Vi aspettiamo!

Lunedì 14 ottobre riapertura speciale dalle 20,30
e alle 21
 LA SERE VI LEGGE
 Chimamanda Adichie

Come ben sapete i posti a sedere sono una ventina, e la lettura durerà circa un’ora, la libreria riaprirà verso le 20,30, se volete star comodi siate puntuali, che alle 21 la Sere vi legge!!!
#LaSerevilegge approda alla Libreria Trame per una serata di racconti al femminile. Una lettura ad alta voce per conoscere le donne di Chimamanda Ngozi Adiche, in continuo divenire tra Nigeria e Stati Uniti. Donne che si mostrano senza veli, scoprendo timori, sogni e dolori che ne segnano le esistenze; donne sole, vittime di matrimoni combinati con mariti che non amano e dai quali non sono amate; donne tradite e infine donne che combattono per la propria indipendenza e identità.
Le letture sono tratte da “Quella cosa intorno al collo” di Chimamanda Ngozi Adiche (Einaudi).

Serena (alias la Sere) ha scoperto il suo amore per i libri ben prima di imparare a leggere, grazie a genitori anni ’70 che l’hanno svezzata a biscotti Plasmon e filastrocche di Gianni Rodari, favole di La Fontaine e storie di Mario Lodi. Con un libro sempre in borsa, ora è una lettrice molto selettiva che scrive di libri sul suo blog e ama leggere ad alta voce per amici e sconosciuti.

Martedì 15 ottobre alle 17,30
al Museo del Risorgimento in Piazza Carducci 5 a Bologna
David I. Kertzer presenta “Il papa che voleva essere re” (Garzanti) e ne parla con la storica Francesca Sofia.
Bookshop a cura di Trame.

Novembre 1848. Pochi giorni dopo l’assassinio del suo primo ministro avvenuto nel cuore di Roma, papa Pio IX si ritrova prigioniero nel suo stesso palazzo: l’onda rivoluzionaria che sta sconvolgendo l’Europa sembra poter mettere fine al potere temporale se non addirittura all’istituzione stessa del papato. Così, travestito da semplice parroco, il pontefice scappa da una porta secondaria e parte per l’esilio. Eppure, solamente due anni prima, la sua elezione aveva generato profondo ottimismo in tutta Italia: dopo il pontificato repressivo di Gregorio XVI il popolo guardava al nuovo, giovane e benevolo papa come all’uomo che avrebbe traghettato lo Stato Pontificio verso la modernità, forse persino favorendo la nascita di un’Italia unita.

David Kertzer possiede il raro talento di riportare in vita gli eccezionali protagonisti di queste vicende – Napoleone III, Garibaldi, Tocqueville, Metternich – e, unendo una narrazione avvincente e cinematografica all’accuratezza dell’analisi storica, getta nuova luce sul declino del potere religioso in Occidente e sulla nascita della moderna Europa.

David I. Kertzer insegna Italian studies presso la Brown University. Con “Il patto col diavolo”, dedicato ai rapporti fra Pio XI e Mussolini, ha vinto il Premio Pulitzer nel 2015.

Martedì 15 ottobre alle 18 in libreria
Prisca Amoroso presenta “Pensiero terrestre e spazio di gioco. L’orizzonte ecologico dell’esperienza a partire da Merleau-Ponty” (Mimesis) e ne parla con Francesco Di Maio e con Paulo Fernando Lévano.

Il progetto di fondo di questo libro è la costruzione di un concetto di “soggetto” che renda conto del momento ecologico, inteso come orizzonte dal quale il soggetto emerge, con conseguenze epistemologiche ed etiche. Dalla rivoluzione scientifica ai viaggi spaziali, il nostro ancoraggio alla Terra – questo grande inaggirabile che, per Husserl prima, per Merleau-Ponty poi, si corrisponde con il corpo vivo – si è indebolito, facendosi più mediato. Che ne è, allora, del gioco che coinvolge il soggetto e il mondo? È possibile pensare la Terra come un oggetto? È necessario rinunciare a parlare di soggettività?

Proprio a partire dal gioco, percorreremo, con il supporto di una selezione di testi, alcuni importanti snodi del discorso contemporaneo sul rapporto soggetto-mondo.

Prisca Amoroso è dottoressa di ricerca in Philosophy, Science, Cognition, and Semiotics presso l’Università di Bologna. È membro del centro di ricerca Officine Filosofiche dello stesso ateneo. È autrice di numerosi saggi sui temi del gioco, della soggettività, dell’ecologia in riviste specializzate.

Francesco Di Maio é studente di Semiotica a Bologna. È membro di PreTesti, Prospettive Italiane e officinaMentis. Nel tempo libero, legge cose.

Paulo Fernando Lévano è filosofo e si interessa di linguaggio e storia della scienza. Dal 2016 è uno degli organizzatori del seminario di ecosofia di ubiminor presso il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Unibo.

Mercoledì 16 ottobre alle 18 in libreria
Massimo Allegrezza presenta “Mabundi, In viaggio con Bloom” (Prospero) e ne parla con Diletta Rusolo.

“Un ultraottantenne con la curiosità di un bambino, gli occhi fermi e provati di chi è uscito vivo da tre guerre, le urla festanti di gruppo di bambini sconosciuti sono la struttura nella quale trovano riparo anche un autista amante del reggae e delle escursioni in montagna, una vecchietta che vende erbe e tace, e un cammello. Come tutte queste figure (e parecchie altre) riescano a rimanere cucite insieme forse solo Bloom alla fine lo sa. E ne sono sicuro perché ero lì con lui.”

Angola, Danimarca, Ecuador, Iraq, Palestina, Saint Vincent e Grenadines, Sudan: Mabundi è un caleidoscopio di avventure, una collezione di persone incontrate lungo il cammino, una sequela di episodi vissuti, un lucido (be’, non proprio sempre!) sguardo sulla quotidianità.

Massimo Allegrezza, classe ‘79 e originario di Senigallia (AN), attualmente lavora come cooperante in Iraq. Oltre dieci anni come educatore gli hanno fatto maturare una certa inclinazione all’accoglienza e l’esperienza sul campo una spiccata capacità di adattamento. Mette nello zaino un po’ di entrambe ogni volta che riparte. Scrivere è il suo modo di rielaborare, digerire e condividere, mentre cerca di capire che piega far prendere alla sua vita. 

Diletta Rusolo, nata sotto le due torri nel 1980, da bambina dipinge e scrive poesie, da ragazza
sogna di fare l’attrice di teatro. Si laurea prima in Criminologia e poi in Neuroscienze. Attualmente impegnata nello studio dei linguaggi specifici dell’arte terapia come strumento di cura. Lavora come psicologa clinica per l’Ausl di Bologna, il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna e per Opengroup.




Giovedì 17 ottobre alle 21,30
al Gallery 16 in via Nazario Sauro a Bologna
Lucio Mazzi presenta il volume di Vito Vita “Musica Solida. Storia dell’industria del vinile in Italia” (Miraggi edizioni).
Partecipano Oderso Rubini (Harpo Bazaar, Italian Records) e altri ospiti a sorpresa.
Reperti in vinile su fonovaligia di Checco Ted Nylon Garbari.
Bookshop a cura di Trame.

“Musica Solida, cioè la musica incisa su supporto fisico, che sia ceralacca, vinile o cd, contrapposta a quella attuale, liquida o, come uno dei discografici intervistati nel volume la definisce efficacemente, gassosa.
La musica del passato, che spesso ha rivestito un ruolo rilevante socialmente e culturalmente, raccontata attraverso la storia di chi in Italia l’ha fabbricata, cioè le case discografiche, dalle origini in forme ancora artigianali fino agli sviluppi del secondo dopoguerra e del boom dei 45 giri, per arrivare ai decenni successivi e alle crisi dovute all’evoluzione tecnologica dei supporti, fino ad arrivare alla quasi totale eliminazione di essi e alla sostituzione dei solchi dei vinili con una serie di 1 e 0.
Un pretesto per riscoprire, attraverso la ricerca storica, le radici culturali di questo mondo musicale che è stata arte ma anche scienza al servizio dell’arte.”

Vito Vita (Torino 1964), cresciuto “a pane e canzonette condite con hit parade”, nella seconda metà degli anni Settanta ha lavorato a Radio Incontri, radio libera torinese. Negli anni Ottanta ha scritto recensioni e articoli di musica su «Gioventù Operaia». Nel 1987 ha cofondato la band rock demenziale Powerillusi. Ha scritto per varie riviste musicali, tra cui «Raropiù», «BEATi voi!», «Storie di giovani pop», «Nuovo ciao amici» e «Musica leggera». Ha collaborato al libro a cura di Walter Pistarini Fabrizio De André. Canzoni nascoste storie segrete (Giunti 2013), e ai volumi Le ragazze dei capelloni. Icone femminili beat e yé-yé 1963-1968 a cura di Franco Brizi (Coniglio 2010) e Da Mameli a Vasco. 150 canzoni che hanno unito gli italiani a cura di Maurizio Becker (Coniglio 2011). Attualmente scrive per «Vinile» e «Prog Italia».

Venerdì 18 ottobre alle 18 in libreria
Luca Bombardieri e Tommaso Pippucci presentano “Le fate amare” (Valigie Rosse) e ne parlano con Matteo Marchesini.
Si dice che qualcuno porterà un ukulele!

Quando la Bruna del Lago, principessa di Giovacchia, viene rapita dal malefico Insultàno per farne la propria sposa, soltanto un’impresa ardimentosa potrà riportare a re Belando l’incantevole figlia. Un’impresa degna di due paladini come Urlando e Fluendo, discendenti di una interminabile genia di cavalieri: Le fate amare sarà quindi il resoconto, picaresco ed esuberante, dell’avventura che questi due protagonisti, districandosi tra bisticci linguistici, fraintendimenti e slittamenti di significato, decideranno di intraprendere per ricondurre a casa la giovane perduta. Un cammino tortuoso fatto di bizzarre brigate, rivoluzioni, luoghi incantati, tradimenti e provvidenziali alleanze, e al termine del quale la perpetua lotta tra Bene e Male verrà giocata sulla capacità di riconoscere i propri puoi in mezzo a mandrie di buoi.
Romanzo cavalleresco a tratti paradossale, Le fate amare, come evidenzia Dente nella prefazione, è un libro che «vi disintegra la lingua» e in cui «le parole si scambiano i significati come fossero vestiti con cui vestirsi e svestirsi per gioco, per divertirsi».

Luca Bombardieri e Tommaso Pippucci pubblicano una prima raccolta di prose con il titolo Trompe l’oeil, trompe l’oreille (Zona Editore).
Da questo libro viene adattato una performance per il teatro rappresentata nei due anni successivi in vari teatri e festival in Italia e all’estero mentre sue riduzioni, in forma di sketch, sono apparse in televisione e trasmesse per radio (Radio 3 Suite, RadioRai; Maurizio Costanzo Show, Canale 5).
Nel 2013-2015 collaborano con Rai Radio 3, con il programma “La lingua batte”, a cura di Cristina Faloci e Giuseppe Antonelli, e prendono parte a varie manifestazioni (Giornata ProGrammatica, Radio Rai 3, Olimpiadi dell’Italiano, MIUR, Accademia della Crusca, Italian Writers, New York University).
“Le Fate Amare” (2019) edito da Valigie Rosse è il loro primo romanzo.

Sabato 19 ottobre ore 18 in libreria
in occasione di Paesaggi di Poesia 11a edizione
presentazione del libro di Luigi Di Ruscio “Poesie scelte 1953-2010” (Marcos Y Marcos).
Massimo Gezzi, curatore dell’antologia dedicata al poeta marchigiano, ne parla con Luciano Mazziotta e Sergio Rotino.

Di Ruscio, nato a Fermo nel 1930 e morto a Oslo nel 2011, è uno di quegli autori che in vita hanno scontato una marginalità editoriale capace di offuscarne il valore delle opere. E a poco gli è valsa la stima e l’attenzione di poeti quali Fortini, Quasimodo, Majorino o Porta.
La semiclandestinità editoriale è legata solo in parte al fatto che Di Ruscio sia stato un operaio emigrato in Norvegia per lavorare. Di fatto, il valore dei suoi versi carichi di una capacità propulsiva senza eguali ha iniziato a essere apprezzato soprattutto da un pubblico giovane, solo dopo la sua morte.
Conferma di questo apprezzamento è proprio Poesie scelte, autoantologia con innesti attentamente studiati da parte di Massimo Gezzi, che nel gire di breve tempo ha visto esaurirsi le prime due edizioni.
Non un grido flebile di aiuto, ma la sacra coscienza, anche rabbiosa, sempre centrata, di chi lo conosce e lo vive in esperienza diretta, urticante, pelle contro pelle.

Luigi Di Ruscio (Fermo, 27 gennaio 1930 – Oslo, 23 febbraio 2011) è stato un poeta, scrittore e saggista italiano. Da citare fra le sue pubblicazioni Non possiamo abituarci a morire (1953) Istruzioni per l’uso della repressione (1980), L’iddio ridente (2008).

Massimo Gezzi è nato nelle Marche nel 1976. Poeta (Il mare a destra, 2004; L’attimo dopo, 2009; In altre forme/En d’autres formes/In andere Formen, 2011), critico letterario, traduttore, è insegnante di italiano presso un liceo di Lugano, dove risiede. Dal 2014 fa parte del comitato di lettura dei Quaderni italiani di poesia contemporanea Marcos y Marcos.

Infine dal 16 al 18 Ottobre in Zona Universitaria
Trame collabora con il bookshop di Alma Riot

“WELCOME TO ALMA RIOT è il nostro benvenuto agli studenti e alle studentesse che arrivano quest’anno a Bologna; è il bentornato a chi se ne è allontanato anche solo per l’estate; è un’anticipazione di ciò che ci aspettiamo dall’Università: con questa tre giorni di iniziative noi desideriamo, fin da subito, portare il nostro sguardo sulla zona universitaria, il punto di vista di studenti e studentesse soffocati da un’immagine sempre più cupa e meno attraversabile di questi spazi, interamente voluta e costruita da chi pretende di amministrare questa porzione di città, Comune e governance universitaria.
Per noi questa zona non deve e non può essere uno spazio di mero passaggio nel quale venire riempiti di contenuti che non ci riguardano, per provare a scalare le gerarchie di una qualche azienda; per noi questa zona deve invece essere un luogo in cui mettersi in gioco in prima persona, da attraversare attivamente, una fucina di idee e uno spazio di confronto costante, di socialità e di cultura costruita dal basso.
Pensiamo che sia fondamentale costruire un modo nostro di vivere la zona universitaria, che parta da noi e che sia antifascista, antirazzista e antisessista.
Durante le giornate di “Alma Riot” anche quest’anno ci riapproprieremo dei nostri tempi e dei nostri spazi all’interno e all’esterno dell’Università, ma soprattutto ci riapproprieremo di quei discorsi che troppo spesso il capitale distorce e piega al proprio desiderio di profitto.

MERCOLEDì 16/10 @ Via Zamboni 32 alle 17 presentazione del libro “Idee di una comunista sessualmente emancipata” di Aleksandra Kollontaj, con Margherita Grazioli.
E presentazione del laboratorio sul genere: CYBILLA. A seguire aperitivo

GIOVEDì 17/10 @ Piazza Verdi alle 20 “Poesiabbestia” POETRYSLAM con Messìa e Mezzopalco
A seguire dj set

VENERDì 18/10 @ Via Zamboni 38 alle 19 ECOLOGIA POLITICA dibattito con Salvo Torre e Alice dal Gobbo.
Poi presentazione del laboratorio di ecologia politica: UNTIL THE REVOLUTION
A seguire RECLAIM THE STREET in via Zamboni con TimeShift Bologna