NEWSLETTER ESAGERATA da domenica 20 a venerdì 25 maggio con un triplo salto mortale

Ancora in corso per tre settimane la mostra delle illustrazioni originali dal libro “Dans le jardin” di Irene Penazzi.
Passate a rivedere le tavole e a prenotare le stampe, che sono su carta Shirieco 250 gr, dimensioni 46 x 32 cm con un bordino bianco di 1 cm per lato.
Costano 25 euro.

A partire da domenica 20 maggio incontri a Trame o sparsi per la città.
Vi aspettiamo.
Trame.

Domenica 20 Maggio a partire dalle 16
in Via Don Fiammelli n°1 angolo via di Corticella
OPEN SUNDAY per l’inaugurazione del “nuovo” CRASH!

A poco più di un mese dall’occupazione dello stabile di via Don Fiammelli, il Laboratorio Crash invita tutti e tutte all’inaugurazione dello spazio!
Dopo intensi sforzi di autogestione, la struttura fino a poco tempo fa lasciata all’incuria e alla polvere è finalmente pronta per ospitare i progetti e le attività, all’aperto e al chiuso, che avevamo in cantiere sin dal primo giorno di “custodia sociale”.
Nelle scorse settimane numerosi residenti, associazioni e semplici curiosi ci hanno incontrato per discutere le questioni che riguardano il quartiere e la zona Corticella.
Per questa inaugurazione l’invito è a raggiungerci per passare insieme un bel momento collettivo di socialità.
Vogliamo dimostrare come la passione per la rigenerazione urbana dal basso possa cambiare in tempo rapido i luoghi abbandonati dalla speculazione immobiliare, e per questo abbiamo pensato ad un bel programma di iniziative per questo primo Open Sunday!

Dalle 16
Mercatino biologico di Campi Aperti
Mercatino autogestito di libri, vinili, abbigliamento, arte in collaborazione con Modo infoshop, Trame, Bébert edizioni, Agenzia X Edizioni, Red Star Press, Hellnation Libri e altri. Banchetti vinili con Sonic Belligeranza e distribuzione delle t-shirt disegnate da Zero Calcare per la campagna Si Amo Afrin
Dalle 18 Letture in Crash! con: Gianluca Morozzi, Massimo Vitali, Vincenzo Bagnoli, Alberto Masala, Sergio Rotino, Zoopalco Contingent e altri autori…

Dalle 21 Concerto jazz con Homage to MalcomX!
Sabir Mateen (Sax, Poetry), Afnorock (reading, guembri, effetti), Salvatore Lauriola (contrabbasso), Danilo Mineo (percussioni)

Lunedì 21 maggio (apertura speciale) alle 18 in libreria
Gianluca Morozzi presenta “L’ape regina” (Fernandel).

Imbarazzanti supereroi che combattono battaglie improbabili nei cieli di casa nostra: il nuovo romanzo di un autore dalla fantasia senza confini… 😉

Lucas Bentivoglio ha sedici anni e poche totalizzanti passioni: l’attrice Gal Gadot, Daisy, la commessa del centro commerciale, e i supereroi bolognesi degli anni Quaranta: il Partigiano, il Fulmine Felsineo, il Sergente Due Torri, persino l’improponibile, imbarazzante Uomo Fuco. Da anni non ha rapporti con il nonno, che vive in una tetra villa con la sua amante bambina.
Lamia Lerici ha vent’anni, e tutti pensano che sia pazza. Non è pazza: convive dalla nascita con Tarantula, un ragnetto psichico che vive nel suo cervello e che sa creare illusioni realistiche.
Lamia è bellissima, desiderata da tutti, ma calibra le sue storie potenziali sugli alti standard di una serie televisiva intitolata Doctor Who.
Quando Lucas scopre di essere il nipote di uno di quei quattro supereroi bolognesi, erede dei suoi poteri e del suo costume, e di essere destinato a scontrarsi con l’Ape Regina, a sua volta nipote di una supercriminale nazista, i loro destini si incroceranno.

Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. Per Fernandel ha pubblicato il romanzo d’esordio Despero (2001), le raccolte Luglio, agosto, settembre nero (2002) e Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte (2003), il libro springsteeniano Accecati dalla luce (2004) e, in collaborazione con il disegnatore Squaz, il suo primo fumetto, Pandemonio (2006). Nello stesso anno insieme a Paolo Alberti ha scritto il libro calcistico Le avventure di zio Savoldi, a cui sono seguiti i romanzi L’abisso (2007) e Anche il fuoco ha paura di me (2015), la serie a fumetti FactorY (2008-2010), le raccolte Spargere il sale (2011), Niente fiori per gli scrittori (2013) e L’amore ai tempi del telefono fisso (2015). Il romanzo Confessioni di un povero imbecille, uscito nel 2016, riprende e approfondisce le vicende dei Despero. Il libro contiene il cd audio omonimo del gruppo Gli Avvoltoi. Poi Gli annientatori (Guanda 2018) e “L’ape regina” (Fernandel 2018).

Martedì 22 maggio alle 18 in libreria
Paolo Panzacchi presenta “Drammi quotidiani” (Pendragon).
Ne parlerà con Marilù Oliva.

Francesco Garelli, giovane pubblicitario, è sposato con Giulia e ha una figlia di tre anni di nome Elena. Conduce una vita frenetica, dividendosi tra gli impegni di lavoro e quelli del ménage familiare, il tutto condito da qualche rimpianto, rapporti di amicizia saltuari, suoceri invadenti, genitori stressanti e piccole invidie. Francesco è insoddisfatto del rapporto con la moglie, ma crede che ci siano margini per migliorare: per questo le proverà tutte, dallo champagne al pilates, sino a quando non sarà colpito da una strana influenza, durante la quale rifletterà sulla propria condizione. E maturerà una decisione irrevocabile: sparire per sempre. Naturalmente, però, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…

Paolo Panzacchi è nato a Sassuolo (Mo) nel 1984 e vive a Ferrara. Nel 2015 per Maglio Editore è uscito il suo romanzo d’esordio “L’ultima intervista” vincitore del Premio della Critica al Premio Internazionale Città di Cattolica. Sempre nel 2015 il racconto “Sette e sedici minuti” è stato selezionato da Gianluca Morozzi per la raccolta “Denti” pubblicata da Fernandel. Il romanzo inedito “Il pranzo della domenica” è stato tra i cinque finalisti del Premio NebbiaGialla 2016. Il racconto “Quattro minuti alla fine” ha vinto il Concorso AG NOIR 2016. Il racconto “Gli inafferrabili” è stato tra finalisti del Premio Giallo Garda 2016. Nel 2018 esce con Pendragon “Drammi quotidiani”.

Marilù Oliva vive a Bologna. Scrive romanzi e insegna lettere alle superiori.
Ha scritto la Trilogia della Guerrera: ¡Tú la pagarás! (Elliot, 2011), Fuego (Elliot, 2011) e Mala Suerte (Elliot, 2012).
E la Trilogia del Tempo: Le Sultane (Elliot, 2014) anch’esse in finale al Premio Scerbanenco, Lo Zoo (Elliot, 2015) e Questo libro non esiste (Elliot 2016)
Da sempre si occupa di questioni di genere e di attualità. Ha curato per Elliot due antologie patrocinate da Telefono Rosa: Nessuna più – 40 autori contro il femminicidio (2013) e Il mestiere più antico del mondo? (2016).
Da poco uscito, nel 2018, il thriller Le spose sepolte con Harper Collins.

Venerdì 25 maggio alle ore 15
presso la Scuola Superiore di Studi Giuridici di Bologna, Aula 2 in Via Beniamino Andreatta 4, già Via Belmeloro 12
Alessia Mosca presenta “Tutto un altro mondo” (Edizioni San Paolo).
L’autrice dialogherà con Lucia Serena Rossi.
Bookshop a cura di Trame.

Per quanto abbia portato grandi progressi e nonostante abbia plasmato una realtà che, dati alla mano, è generalmente migliore del passato anche recente, la globalizzazione è oggi pesantemente sotto attacco. Questo perché gli effetti della sua evoluzione rapidissima non sono stati tutti positivi e si sono create diseguaglianze.
È venuto, dunque, il momento di discutere di come l’apertura del commercio su scala mondiale influisca sulla vita di ciascuno, e di quali siano i pericoli concreti che può causare e quali, invece, le false accuse che le vengono mosse. Ma è anche venuto il momento di rendere conto di come la percezione che la riguarda, spesso negativa, nasconda in realtà molti dei vantaggi che ha introdotto. Alessia Mosca in questo volume prende il concetto di globalizzazione e lo spezzetta, gettando nuova luce sulle tante ombre che lo attorniano, con onestà e senza sconti, nell’intento positivo di mostrare, in modo semplice, tutte le sfaccettature che lo rendono un argomento tanto complesso e così sfidante per i sistemi tradizionali di rappresentanza democratica. Lo fa concentrandosi in particolar modo sulla prospettiva europea, che in questi ultimi anni, grazie al suo ruolo nella Commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, ha contribuito a delineare.

“Questo volume ha il pregio di fare chiarezza: di raccontare con linguaggio piano e ragioni robuste a cosa ci riferiamo quando parliamo di multilateralismo economico”. dalla prefazione di Enrico Letta

Alessia Mosca è deputata al Parlamento Europeo dal 2014, dove è guida il suo gruppo parlamentare nella Commissione Commercio internazionale e vice presidente della Delegazione per le relazioni con la Penisola arabica. La sua attività si concentra sulle tematiche della globalizzazione e degli accordi commerciali, tra cui le relazioni con la Cina e l’accordo commerciale con il Vietnam. Prima di arrivare a Bruxelles, è stata deputata al Parlamento italiano, dal 2008 al 2013, dapprima membro della commissione Lavoro poi capogruppo nella commissione Politiche Europee. Come deputato, ha dedicato molto del suo impegno alle tematiche di genere – portando ad approvazione la legge n.120/2011, conosciuta come legge Golfo-Mosca, che introduce quote di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate e partecipate – e sui temi del lavoro e delle opportunità per i giovani. È stata tra i principali promotori della legge “Controesodo” (legge n. 238/2010), volta a facilitare la circolazione dei talenti da e verso l’Italia.

Venerdì 25 maggio alle 18 in libreria
in occasione del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale
presentazione del libro di Raffaele Riccio “Armando Diaz il generale e l’uomo” (edizioni dell’Ippogrifo)
L’autore ne parlerà con Antonella Cosentino.

Nel suo documentato e rigoroso saggio, Riccio contrappone Armando Diaz, che fu comandante dell’esercito italiano dal 1917 alla vittoria nel 1918, a chi lo aveva preceduto: il piemontese Luigi Cadorna.
Due tipi diversi. Cadorna trattò i soldati solo come carne da macello, con cinico rigore e pienezza di sé. Diaz introdusse nella gestione militare umanità, dialogo, comprensione, rispetto. E vinse. I due incarnarono le fazioni contrapposte degli ufficiali italiani di quel periodo, dove ancora dominavano i piemontesi, come Cadorna o Pietro Badoglio, sugli altri. Sui “napoletani” ebbe da ridire Raffaele Cadorna, il padre di Luigi (l’ufficiale della breccia di Porta Pia a Roma nel 1870), quando fu messo in pensione. Attribuì la sua rimozione per motivi di età alle gelosie della prevalente fazione “napoletana”.
Bugie, così come pesò sulla poca celebrità e lo scarso ricordo di Diaz le denigrazioni successive nei suoi confronti dei generali che gli erano stati al fianco, come Badoglio, o il ligure Enrico Caviglia.
Pesò anche la sua iniziale adesione al primo governo presieduto da Benito Mussolini, dove fu ministro della Guerra.
Eppure, era stato un militare ferito nella guerra italo-libica del 1912, ferito nella Prima guerra mondiale, osannato nella tradizionale parata di New York il primo novembre del 1921, quando incontrò anche un capo pellerossa.
Dopo l’esperienza ministeriale, si ritirò nella sua Napoli. La città gli regalò una villa al Vomero: villa Presenzano, circondata da tantissimo verde al confine con la Floridiana.
“Non mi faccio illusioni su me stesso, ma ho avuto modo di equilibrare la forza e gli ingegni altrui, di far regnare la calma tra i miei generali e la fiducia tra le mie truppe” fu la frase che sintetizzava il carattere di un uomo.

Raffaele Riccio, professore di storia di origini cilentane, insegna a Bologna.

Antonella Cosentino è insegnante di materie letterarie presso il Liceo scientifico Giordano di Budrio. Da anni è attiva presso la comunità budriese, occupandosi in prima persona del rapporto tra Teatro e Scuola e di svariate attività culturali, promosse in sinergia dal Comune di Budrio e dal Liceo G. Bruno. Scrive testi teatrali che sono stati rappresentati presso il Teatro Consorziale di Budrio e presso vari Teatri delle terre di pianura. Ha pubblicato inoltre presso Vertigo, il romanzo Dalla mia finestra si vedeva il mare, Milano 2015 e presso Bononia University Press, un secondo romanzo Come un ramo sull’acqua, Bologna 2016, che ha vinto il premio Todaro – Faranda.

Venerdì 25 maggio alle 18,30
presso Generativa in via Alessandrini 11 a Bologna
presentazione di “L’elogio del barista” di Caterina Ferraresi (Corbaccio 2017).
L’autrice ne parlerà con Cettina Stornante.
Bookshop a cura di Trame.

Il volumetto ha come sottotitolo “riflessioni semiserie di una psicoterapeuta sull’inutilità della psicoanalisi” e rivela così immediatamente il valore e la funzione terapeutica attribuita ad un vero barista: sollevare l’animo dei suoi avventori con considerazioni ovvie, banali e di buonsenso. Con stile scanzonato e leggera ironia, Caterina Ferraresi racconta le strategie più comuni utilizzate per mantenerci infelici e quindi anche come tentare di sabotare le stesse strategie.
Brevi frammenti di vita di persone che si rendono la vita complicata, esemplificando alcune strategie di infelicità perfettamente riuscita.
E’ proprio necessario rivolgersi ad uno specialista per sciogliere nodi esistenziali, se sono frutto di anni di sforzi per annodarli?
Perché impegnarsi nel conoscersi profondamente se non è questa la soluzione dei nostri problemi?
Si può decidere della nostra vita?
Questi ed altri quesiti vengono sollevati con grazia dall’autrice che li raccoglie con apparente spensieratezza e con pazienza restituisce ai suoi “pazienti”.

Caterina Ferraresi, psichiatra bolognese, ha pubblicato assieme a Marco Mazzoli la raccolta di racconti “Il lupo sotto il mantello” (Ed il Ponte Vecchio), vincitrice del premio Tobino, e con Danilo di Diodoro il libro per bambini “Lo gnomo della biblioteca” (Ed Moby Dick). Inoltre ha pubblicato “Domani è un altro giorno” (Ioscrittore) e “Naso di cane” (Einaudi Ragazzi).
È stata finalista al torneo letterario nazionale Ioscrittore di Mauri-Spagnol con il romanzo “Domani è un altro giorno” che si è aggiudicato il premio come Miglior incipit.
Collabora alla rivista letteraria on line I-libri.

Cettina Stornante, psichiatra e psicoterapeuta, organizza nello studio Generativa incontri tesi a valorizzare il Femminile che si prende cura del mondo e ne favorisce il cambiamento.

NEWSLETTER dal 14 al 19 maggio (e chiusura sabato 12 per Salone del Libro)

Trame chiude venerdì 11 maggio alle 16,30 e riapre lunedì 14 maggio alle 10.
La scusa è una fuga al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Al rientro parte una settimana ricchissima di incontri, e un lunedì pomeriggio con apertura speciale per Billy Ramsell, poeta irlandese.
Poi il memoir grafico di Sonia Maria Luce Possentini, la blogger statunitense Jesse Crispin, la presentazione della mostra “Nascita di una nazione”, il gruppo di lettura su Q, e Luigi Lollini con il suo attesissimo romanzo.

Vi aspettiamo…
Siateci!

Trame c’è.

Lunedì 14 maggio alle 18 in libreria
incontro con l’autore irlandese Billy Ramsell e “Il sogno d’inverno dell’architetto” recentemente pubblicato in italiano per le edizioni L’Arcolaio di Forlì.
L’autore dialoga con il suo traduttore, Lorenzo Mari, e con Alberto Masala.

Secondo libro dell’autore, nato a Cork nel 1977, Il sogno d’inverno dell’architetto è già risultato finalista al prestigioso premio nazionale “Irish Times / Poetry Now Award”, confermando l’alta qualità della poesia di Ramsell.
La sua scrittura, infatti, è caratterizzata da un dettato fortemente ritmico (sono frequenti le incursioni jazz, riprendendo un motivo fondamentale della poesia della Beat Generation) e da un vivace immaginario ultra-contemporaneo, dove “l’architetto” del titolo non è soltanto l’architetto del mondo, ma anche un software architect.
Poesia 2.0, dunque, per un autore che si inserisce pienamente nella grandiosa storia della poesia irlandese in lingua inglese degli ultimi decenni (che comprende nomi come Seamus Heaney e Eavan Boland), ma ha anche l’abilità di rinnovare a fondo questa tradizione.

Martedì 15 maggio alle 18 in libreria
Sonia Maria Luce Possentini presenta “La prima cosa fu l’odore del ferro” (Rrose Sélavy editore, 2018).
Ne parlerà con Janna Carioli.

L’autrice ha lavorato per qualche anno in una fonderia, un luogo in cui l’odore del ferro è mescolato talmente tanto con l’aria che subito diventa respiro. Sonia racconta in prima persona quella esperienza, e la nostra meraviglia è di scoprirla anche sensibile scrittrice.
In un posto dove il ferro ti rimane attaccato al corpo come un tatuaggio, lei cerca comunque la bellezza, «scintille di ferro come stelle dentro la polvere». Disegnare è un mezzo per scovarla, quella bellezza.
Sonia ci accompagna, con una scrittura poetica e con immagini tra pittura e graphic novel, attraverso il percorso delle sue giornate, e trasforma quei momenti in uno straordinario racconto, non più privato, ma condiviso.
Otto ore di lavoro, cinque giorni alla settimana, due ore di macchina andata e ritorno nei larghi orizzonti emiliani.
Un giorno arriva un cane. E accade qualcosa di magico.

Dall’introduzione di Maurizio Landini
“Una fonderia non è un luogo lieve o allegro: come dice Sonia Maria Luce Possentini “si nutre di ferro e di corpi di uomini”. Ma la fonderia di cui si parla in questo racconto non è nemmeno un luogo estremo o estraneo alla vita di tutti noi: è una fabbrica come tante altre, solo un po’ più aspra di altre.
La protagonista del libro in quella fabbrica ci entra “per fame e per voglia di capire”.
E in queste motivazioni c’è tutto: perché quasi mai andare a lavorare in fabbrica è una libera scelta, tantomeno si sceglie in quale fabbrica andare e che tipo di lavoro fare.”

Angelo Ferracuti, il manifesto
Molti libri in questi ultimi anni hanno raccontato il lavoro, spesso quello nuovo, quello precario, ma pochissimi la fabbrica, considerata ingiustamente un luogo del passato, una archeologia novecentesca. Ma a rinominare questo luogo, ancora così centrale nel mondo del lavoro contemporaneo, ci pensa un libro coraggioso scritto e disegnato con rigore formale e morale da Sonia Maria Luce Possentini. Un libro fatto di conflitti cromatici e tematici, che miracolosamente mette insieme politica e poesia, condizione di oppressione e liberazione, con un gesto di sovversione creativa capace solo agli artisti, quelli veri.

Walter Fochesato, Andersen
Il libro ci racconta dei tre anni che Possentini ha passato a lavorare in fonderia. In questa opera si realizza un difficile eppur imprescindibile equilibrio: quello fra una rappresentazione vera, quasi brutale e comunque senza fronzoli e una costante nota che non esito a definire lirica e di non comune sensibilità. Un mirabile equilibrio fra parole e illustrazioni, echeggiando i modi della graphic novel.

Sonia Maria Luce Possentini (Canossa (RE) 1965) è laureata in Storia dell’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, è pittrice e illustratrice.
È docente di Illustrazione presso la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia e presso l’Università degli Studi di Padova nel Master di letteratura.
Ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui il Silver Award al concorso Illustration Competition West 49.
Nel 2011 il suo libro Un bambino (Kite) è stato selezionato da IBBY Italia per la mostra di Bratislava.
Nel 2014 ha vinto il Primo Premio Pippi con l’alfabeto dei sentimenti (Fatatrac).
Nel 2014 vince il Premio Città di Bitritto con il libro Noi (Bacchilega), selezionato poi da Ibby per Outstanding Books for Young People with Disabilitie.
Nel 2014 e 2016 è presente nel prestigioso catalogo White Ravens (Germania) con l’Alfabeto dei sentimenti (Janna Cairoli- Fatarac) e il Pinguino senza frac ( Silvio D’Arzo-corsiero editore).
Nel 2015 vince il Premio Rodari, nel 2016 il premio d’illustrazione per la letteratura ragazzi di Cento (FE), nel 2017 il premio Andersen come miglior illustratore.
Il 4 giugno 2018 ritirerà il Premio MAM Maestri d’Arte e di Mestiere, il prestigioso riconoscimento ai mestieri d’Arte conferito dalla Fondazione Cologni e ALMA presso la Triennale di Milano.

Janna Carioli vive felicemente fra Bologna, Roma e l’Isola d’Elba.
Giornalista, autrice di programmi televisivi, cartoni animati, scrive canzoni, testi teatrali e libri per ragazzi.
Insegna sceneggiatura a Bottega Finzioni di Carlo Lucarelli.

Mercoledì 16 maggio la libreria chiude alle 17,30.
E alle 18
in Auditorium Enzo Biagi Biblioteca Salaborsa in piazza Nettuno a Bologna
incontro con Jessa Crispin, blogger e attivista statunitense, che parlerà del libro “Perché non essere femminista. Un manifesto femminista” con Giulia Sudano, associazione Orlando.
L’incontro è realizzato in collaborazione con l’editore SUR.
Bookshop in collaborazione con Trame.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

Chiedere a un sistema costruito con il preciso scopo di opprimere: «Ehm, per favore, smetteresti di opprimermi?» è assurdo. L’unica azione che ha senso intraprendere è smantellare completamente quel sistema e sostituirlo.
Un pamphlet agguerrito e provocatorio sul femminismo moderno che, recuperando le teorie del femminismo del Novecento, tenta di immaginare nuovi valori e nuove pratiche per costruire un progetto completamente diverso, insieme collettivo e radicale: «una rivoluzione totale in cui alle donne non sia semplicemente permesso di partecipare al mondo come già è, ma in cui siano parte attiva nel riformarlo».

Giovedì 17 maggio alle 17,30
alla Fondazione Federico Zeri in piazzetta Giorgio Morandi 2 a Bologna
Luca Massimo Barbero presenta la mostra “Nascita di una nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano” Firenze, Palazzo Strozzi | 16 marzo – 22 luglio 2018

Il catalogo, edito da Marsilio, sarà in vendita per l’occasione con uno sconto speciale.
Bookshop a cura di Trame.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Sabato 19 maggio alle 14,30 in libreria
il gruppo “Letture sul sofà” parla di Q di Luther Blissett edito da Einaudi.

Come sempre il gruppo è aperto, chi volesse partecipare sarà il benvenuto.

Sempre sabato 19 maggio, ma alle 18
Luigi Lollini presenta “La Controfigura” (Alegre).
Ne parlerà con Orsola Mattioli e Francesco Strazzari.

Nel 1988 l’Europa è alla vigilia di sconvolgimenti epocali, ma pochi guardano l’orizzonte e capiscono.
Eduardo forse è tra questi. Lo incontriamo a Bologna, dove rappresenta l’Ungheria a un meeting studentesco internazionale.
Padre magiaro e madre boliviana, Eduardo Rózsa Flores non è il tipico burocrate d’oltrecortina: spigliato poliglotta, anticonformista, scrive poesie e canta a piena voce, ammalia gli interlocutori, li trascina con sé nel fervore dei tempi che stanno per cambiare.
La caduta del Muro di Berlino è vicina. Che farà questo giovane comunista nell’epoca che viene?
Alberto, studente dell’Alma Mater e alter ego dell’autore, trascorre con Eduardo una serata fatidica, che ricorderà per tutta la vita.
Nell’estate del 1989, Alberto incontra di nuovo Eduardo, stavolta a Budapest, durante una vacanza con l’Interrail.
Poi gli anni e la distanza macinano i giorni… I due non si vedranno mai più.
Nel 2009 la notizia appresa per caso: Eduardo Rózsa Flores è stato ucciso a Santa Cruz, in Bolivia. Un cerchio che si chiude male: nato in Bolivia e morto in Bolivia, come l’amato Che Guevara, ma – così sembra – dall’altra parte della barricata: eliminato da forze speciali del governo socialista bolivariano. Era coinvolto, si dice, in un complotto per uccidere il presidente Evo Morales. È vero? Com’è stato possibile?
Cos’era diventato il brillante Eduardo nei vent’anni da Bologna a Santa Cruz?
La domanda si dilata e pulsa nella testa di Alberto, nel frattempo divenuto insegnante, marito, padre.

Luigi Lollini vive a Bologna, dove lavora come insegnante. Ha pubblicato racconti – firmati «Luisa Catanese» – su Carmilla on line, per Manifestolibri e Scuola sarda editrice. Collabora con il Cesp (Centro studi per la scuola pubblica) di Bologna.
Ha scritto sulla poesia e sulla figura intellettuale di Franco Fortini per Quodlibet e Manifestolibri, e per le riviste L’Ospite ingrato, Altreragioni, Lingua e stile, Trasparenze.

Orsola Mattioli è semiologa dell’arte, libraia, e redattrice di Oblomov.

Francesco Strazzari insegna relazioni internazionali presso la Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa.
Si occupa di conflitti contemporanei, nazionalismo, terrorismo, crimine organizzato.
È autore di diversi saggi fra cui “Notte balcanica. Guerra, crimine, stati falliti alle soglie d’Europa” (2008) e, con Marina Calculli “Terrore sovrano. Stato e jihad nell’era postliberale” (2017).