NEWSLETTER dal 16 al 22 giugno (con Letti di Notte 2018 la sera del solstizio, il 21 giugno)

La prossima settimana entriamo nell’estate e la festeggiamo con una notte speciale, la settima edizione di un progetto che coinvolge lettori, librerie e biblioteche in tutta Italia.
La scelta di incontri offerta è varia: si parlerà di rock e adolescenti, di Sud, di medicina al femminile, della grande Tove Jansson, di oncologia.
Vi ricordiamo anche l’incontro di sabato 16 alle 12 con il collettivo Emidio di Treviri sul sisma marchigiano.

Siateci.

Trame.

Sabato 16 giugno alle 12 in libreria
incontro con il collettivo Emidio di Treviri per l’uscita di “Sul fronte del Sisma. Un’inchiesta militante sul post-terremoto dell’Appennino centrale” (DeriveApprodi).

“Il terremoto è come la guerra, c’è chi mangia e si arricchisce e chi muore di fame. I ricchi prendono il loro e pure quello degli altri, ai poveri restano gli scarti e le macerie.” Pietro, 48 anni, allevatore. Norcia, giugno 2017.

La serie di eventi sismici che dal 24 agosto 2016 ha colpito l’Appennino centrale, investendo quattro regioni, distruggendo migliaia di frazioni e lasciando decine di migliaia di persone senza casa, è uno dei disastri socio-naturali più significativi della storia recente d’Italia. Alla grave sequenza di scosse è succeduto il caos di un’emergenza che, tra risposte istituzionali equivoche e macerie immobili, ha lasciato segni indelebili sui territori colpiti. Le traiettorie degli sfollati si sono declinate a seconda delle rispettive capacità di accesso ai capitali relazionali, economici e culturali, mentre le aree colpite si sono trasformate in un campo di battaglia. Una battaglia combattuta a mezzo di ordinanze, installazioni temporanee, affitti e container. Una lotta per la sopravvivenza delle aree interne contro speculazione, abbandono e strategie di rilancio economico eterodirette.

Emidio di Treviri è un progetto di ricerca nato nel dicembre 2016 da una Call for Research lanciata con le Brigate di Solidarietà Attiva. Accademici, professionisti, videomaker e attivisti si sono coordinati per costruire un’inchiesta sociale sul post-sisma dell’Appennino centrale. Un collettivo di ricerca pubblica e militante, nato dal basso con l’obiettivo di affiancare le popolazioni delle aree interne nel tentativo di resistere a un destino già dispiegatosi altrove.

Martedì 19 giugno alle 18 in libreria
Andrea Montesano presenta “La psicologia del rock” (Alpes edizioni).
Ne parlerà con il giornalista rock Pierfrancesco Pacoda.

Cosa c’entra la Psicologia con il Rock? Quali motivazioni psicologiche ci spingevano all’ascolto di un genere musicale a 15 anni? E cosa accade quando il mondo della Musica incontra quello dell’Adolescenza? A queste e altre domande cerca di dare risposta questo volume, accompagnando il lettore lungo un percorso che conduce in territori inesplorati, attraverso una nuova prospettiva.
La musica è per l’adolescente un linguaggio per conoscere e conoscersi. Come attivatore e contemporaneamente recipiente di sentimenti ed emozioni, è una delle espressioni attraverso cui l’adolescente cerca risposte al bisogno di affermazione e costruzione della propria identità.
Nel passaggio da ascoltatore passivo ad attivo (heavy music user) emerge la funzione e l’importanza che la musica ha nella crescita e nello sviluppo psico-sociale dell’adolescente: non una realtà lontana e distante, ma uno spazio personale di riflessione rispetto ai tanti quesiti che affiorano in questa fase evolutiva.
Così in un gioco d’onda Rock, il mondo dell’Adolescenza e quello della Musica si compenetrano evolvendo in una tensione armonica.

Andrea Montesano ha 24 anni, una laurea specialistica in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione e tiene il volume sempre alto. Chitarrista con esperienze di band e di live, scrive di psicologia e di musica e crede nella funzione della musica Rock come strumento per conoscere e conoscersi.

Mercoledì 20 giugno alle 18 in libreria
Claudio Metallo presenta “Vangelo di malavita” (CasaSirio 2017).
Ne parlerà con Annalisa Marchianò.

Sono nati nello stesso posto. Sono coetanei. Tutti e due strizzano l’occhio alla malavita. Uno è figlio dell’avvocato più noto del paese, l’altro della marmaglia che gravita attorno al capobastone. Ignazio esegue gli ordini. Certe volte spara, altre taglieggia, ogni tanto gli capita pure di salire al Nord e lasciare qualche morto per terra. L’errore però è dietro l’angolo. E il carcere non è certo il posto migliore per un picciotto che ha sbagliato. Angelo ha tutto. Un padre potente, una carriera politica avviata, un sacco di soldi e un paio di morti alle spalle. Angelo però vuole di più, vuole Roma. E sa come arrivarci.

Claudio Metallo è di Campora S.G. (CS). Nel 2014 pubblica il suo primo romanzo “Come una foglia al vento-cocaina bugs” con CasaSirio Editore. Autore dei documentari “Fratelli di Tav” (2008), “Paisà storie di migranti in Campania” (2009), “ ‘Un pagamu la tassa sulla paura” (2011), “L’avvelenata cronaca di una deriva” (2012), “Joggi Avant Folk:15 anni suonati” (2013), “Musica contro le mafie” (2014), “Aspettando il silenzio” (2015), “I due viaggi di Francesco” (2016).
Nel 2013 gli viene assegnato il premio Gianluca Congiusta con questa motivazione: per l’impegno mostrato nel raccontare la Calabria positiva, la Calabria che resiste.
Nel 2017 pubblica sempre con CasaSirio “Vangelo di malavita”.

Annalisa Marchianò nella vita fa l’editor; ha all’attivo numerose traduzioni ed è autrice della guida 101 cose da fare in Calabria almeno una volta nella vita (Newton Compton, 2011); di origini calabresi, vive a Bologna da oltre vent’anni.

Giovedì 21 giugno dalle 21,30 a mezzanotte tutti in libreria per Letti di Notte 2018
Edvige Ciranna legge “Il libro dell’estate” di Tove Jansson (in collaborazione con Iperborea).

Una notte unica che celebra la forza della libreria come luogo di incontro, scoperta, aggregazione, divertimento.
Si torna alla data simbolica delle prime edizioni: 21 giugno, solstizio d’estate.
Siateci a sostenere la vostra amichevole libreria di quartiere.

LIBRAI, EDITORI, LETTORI SCATENATI con Letti di Notte 2018 VII EDIZIONE
LA GRANDE NOTTE BIANCA DEL LIBRO E DELLA LETTURA VEDI ALLA VOCE È IL TEMA DELL’EDIZIONE 2018
Spegni la luce, accendi la notte. In libreria, in biblioteca, nei circoli culturali…
Da sette anni un appuntamento fisso per chi ama leggere e vuole festeggiare insieme l’inizio dell’estate.
In tutta Italia letture spettacolari, mostre fotografiche, tornei letterari, laboratori, sindaci librai, piazzette del libro, gruppi musicali e bambini che cantano la costituzione o riciclano i giocattoli, traduttori che leggono i “loro” autori.
Anche quest’anno ci sarà gente che in libreria o in biblioteca perfino ci dorme. Anche quest’anno aderiscono tantissime librerie, biblioteche, circoli di lettura.
Con più di cento eventi! Al centro, piacere, condivisione, creatività.

http://www.lettidinotte.com/

Edvige Ciranna è la nostra voce. La voce di Trame per una notte.
Attrice, ha letto per Amélie Nothomb, Paola Barbato, Massimo Carlotto, Simone Togneri, Alessandro Bongiorni, Alberto Garlini, Marilù Oliva, Eliselle, Antonio Fusco, Roberto Perrone, Flavio Santi, Piergiorgio Pulixi, Luca Poldelmengo, Enrico Pandiani, Alessandro Berselli, Claudio Coletta, Roberta Gallego, Piernicola Silvis, Filippo Iannarone, Flavio Villini, Roberto Riccardi, Pietro Caliceti, Romano de Marco, Barbara Baraldi.
A Festivaletteratura ha letto per Suad Amiry, Giulio Busi e Antjie Krog.

L’estate, l’ultima isola abitata prima del mare aperto nell’arcipelago finlandese, un paesaggio selvaggio e incontaminato, la casa lontana dalla civiltà, una nonna e una nipotina e, silenzioso nume tutelare, il padre. Una vita quotidiana che segue i ritmi svagati delle vacanze e quelli capricciosi del tempo: qualche visita occasionale, tempeste, avventure, divieti trasgrediti, furtive spedizioni a isole altrui, navigazioni notturne. Su uno sfondo che dell’idillio non ha il sentimentalismo, ma ne ha certamente il fascino, un libro dall’apparenza semplice che riesce a parlare senza enfasi, ma anche senza ingenuità, senza eufemismi ma con tocco ironico e leggero, della complessità del vivere, delle luci e delle ombre dell’animo umano, della crudele imparzialità della natura. «Senza un’infanzia felice non avrei mai incominciato a scrivere», dice Tove Jansson. Quella felicità che emana dai suoi scritti: l’espressione di quel raro equilibrio fra sicurezza e rischio, sfida e ritorno, ribellione e rifugio, paura del nuovo e desiderio di provare, timore e sete di conoscere, bisogno di solitudine e necessità di affetti. La felicità di camminare su un filo teso, sapendo che vi è comunque una rete di protezione, del sentire con intensità, del prendere la vita sul serio, ma accettandola così com’è. Da qui l’affinità e l’intesa fra Sofia, la bambina che inizia ad affrontare la vita, e la nonna, che l’ha vissuta a fondo, l’ha amata con la saggezza di non pretendere di capirla e sa che fra poco dovrà lasciarla. Il loro dialogo, che spazia su ogni cosa che sta fra il crescere e il morire, è come una musica che resta a lungo nell’orecchio, come una sonatina.

Tove Jansson, nata a Helsinki nel 1914 da padre scultore e madre illustratrice, appartiene alla minoranza di lingua svedese ed è considerata “monumento nazionale” in Finlandia, dove nel 1994 le celebrazioni per il suo ottantesimo compleanno sono durate un intero anno. È nota in tutto il mondo per i suoi libri per l’infanzia, la serie dei Mumin, che le valse tra gli altri il Premio Andersen e una fama senza tempo. È a partire dagli anni Settanta che ha iniziato a rivolgersi con lo stesso spirito, ironico e sottile, umano e poetico, anche agli adulti con una decina di libri, di cui cinque pubblicati in Italia, pur continuando a coltivare il filone dei libri per l’infanzia. È scomparsa nel giugno 2001.

Sempre giovedì 21 giugno dalle 21 alle 22 (ma dopo ci raggiungono per Letti di Notte 😉 )
a Generativa – Laboratorio per esperienze evolutive in via Alessandrini 11 a Bologna
Erika Maderna presenta il suo terzo libro dedicato alla storia della medicina al femminile dal titolo “Per virtù d’erbe e d’incanti- La medicina delle Streghe” (Aboca).
Ne parlerà con Cettina Stornante.
Bookshop in collaborazione con Trame.

Erika Maderna, laureata in Etruscologia e Archeologia Italica presso l’Università degli Studi di Pavia, scrive articoli, traduzioni e saggi di cultura e archeologia classica.
Ha approfondito in precedenti pubblicazioni il tema della cosmesi nelle civiltà mediterranee antiche.

Cettina Stornante, psichiatra e psicoterapeuta, organizza nello studio Generativa incontri tesi a valorizzare il Femminile che si prende cura del mondo e ne favorisce il cambiamento.

Venerdì 22 giugno alle 18 in libreria
Francesca Masi presenta “Tu sei oncologica, vero?” (Bulgarini edizioni).
L’autrice ne parlerà con Stefano Bolognini. Conduce l’incontro Gianluca Laudicina.

Un libro sul tema del cancro, brillante e autoironico, profondo e estremamente delicato, che vi farà pensare, ridere e commuovere.
L’autrice, una psicologa che vive in prima persona l’esperienza di questa malattia, racconta lo sconvolgimento emotivo, i piccoli drammi quotidiani, gli inciampi e i successi del percorso di cura.
Francesca Masi, una donna empatica, una professionista e una madre, generosamente spalanca le finestre del proprio animo e racconta con uno sguardo lucido e appassionato quello che sta vivendo. Racconta non solo il proprio vissuto personale, ma anche gli incontri con medici, pazienti, familiari, amici, altri esseri umani che, a causa della sua malattia, vengono messi a confronto con l’angoscia di morte.
Le loro reazioni sono narrate con sagacia mettendo a nudo l’ipocrisia di alcuni e l’estrema sensibilità e capacità di solidarietà umana di altri.
“Tu sei oncologica, vero?” offre a tutti la possibilità di fare un viaggio dentro l’animo di una persona che ha addosso una malattia che fa paura, e di coinvolgersi senza stare male. Il coraggio e passione per la vita, sono contagiosi e stravincono sempre sulla tristezza e sulla disperazione.
Il cancro colpisce in Italia mille persone ogni giorno, ed è un male sempre più curabile: circa 6 su 10 ce la fanno. L’argomento è trattato con estrema autenticità, con l’obiettivo di far luce sugli aspetti emotivi profondi che si trova ad affrontare un malato oncologico. L’amore per la vita della protagonista, di cui il cancro è parte integrante, fa da sfondo ad ogni vicenda, rendendo la narrazione coinvolgente.

Francesca Masi (1975 Pontedera) laureata in Psicologia Clinica a Padova nel 2000 è convinta del valore centrale della formazione personale dello psicologo.
Dal 2002 lavora come psicologa, è consulente scolastica e conduce di corsi di teatro per bambini e adolescenti, collabora con l’esercito italiano come Ufficiale Riservista.
Nel 2012 fonda Handling onlus, una associazione no profit che fornisce servizi psicologici qualificati a persone e famiglie con svantaggio economico e sociale.
Nel 2016 scopre di essere ammalata di cancro. Finora ha pubblicato articoli su riviste specializzate nazionali e internazionali. Questo è il suo libro d’esordio.

Stefano Bolognini è medico psichiatra, psicoanalista, membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana SPI di cui è stato anche presidente, e fino al 2017 presidente della IPA International Psychoanalytical Association, ed autore di numerosi libri ed articoli.

Gianluca Laudicina è psicologo psicoterapeuta, laureato a Padova in Psicologia Clinica e di Comunità, specializzato in Psicoterapia Psicoanalitica a Firenze (A.F.P.P.), si occupa come psicologo di disabilità e disagio per alcune realtà cooperative ed associazioni del territorio di Bologna, e come psicoterapeuta opera privatamente sempre a Bologna.

NEWSLETTER DAL 12 AL 16 GIUGNO

Si corre verso l’estate con un’antologia di saggi, una mostra di illustrazioni, e il collettivo Emidio di Treviri sul terremoto delle Marche.
Vi aspettiamo.
Trame

Martedì 12 giugno alle 18 in libreria
Graziella Sidoli presenta “Saggiminimi” (FaraEditore) e ne parla con Vincenzo Bagnoli.

Come osserva Piero Sanavio riguardo alla scrittura di Graziella Sidoli: «È con freschezza che il suo sguardo si posa via via su avvenimenti di portata internazionale, casi spiccioli quotidiani, anche soggettive memorie di cos’era e com’era insegnare negli Stati Uniti, quando, nelle scuole, si accoppiavano efficienza, correttezza e competitività. Evocano, queste prose, una dimensione del ”vero” che sembra scomparsa dalla nostra più recente esperienza e non implicava nessun moralismo, ma piuttosto quella virtù borghese che è sempre stata la “decenza”. Il mondo oggidì va in pezzi, osserva Sidoli, la violenza esplode invincibile nelle strade da sotto la scorza dell’indifferenza, il terrorismo è inseparabile dal nostro quotidiano. Anche il testardo, tradizionale ottimismo americano conosce una crisi.»
I saggi raccolti in questo libro, qui ritoccati e rivisti, sono apparsi in opere collettanee edite da Fara e, perlopiù, nel Sussidiario.

Docente di lingue e letteratura, traduttrice, redattrice, saggista, Graziella Sidoli nasce in Italia, si trasferisce in Argentina e poi negli Stati Uniti. Risiede a Bologna, città che sceglie per il rimpatrio in Italia, dove collabora con LUNA Libera università delle Arti, come professoressa di inglese e consulente didattico. Le sue traduzioni di poeti italiani in inglese e spagnolo sono state pubblicate attraverso gli anni in varie riviste e antologie. Ha ideato e curato una selezione antologica di poesie di Paolo Valesio, Il servo rosso/The red servant.
Ha fondato e curato riviste scolastiche e artistiche negli Stati Uniti. Ha partecipato e partecipa attivamente alla vita letteraria e accademica degli Stati Uniti e, ora, soprattutto in Italia. Fa parte della redazione di Italian Poetry rewiew (Società Editrice Fiorentina) ed è membro del Comitato Scientifico del Centro studi Sara Valesio, di Genus Bononiae, a Bologna.
Le piace identificarsi con una realtà transnazionale, transculturale e translinguistica.
Scrive prosa e poesia in tre lingue.

Vincenzo Bagnoli (Bologna, 1967) è tra i fondatori di «Versodove». Ha pubblicato le raccolte 33 giri stereo LP (Gallo & Calzati, 2004), FM – Onde corte (Bohumil, 2007), Deep Sky (d’if, 2008) e, con foto di V. Reggi e prefazione di Antonio A. Clemente, Offscapes (Trafika Europe, 2016; Sala Editori, 2017).
Ha realizzato i testi dell’album Bologna ’67-77 della band Stratten (NML, 2012) e del graphic novel di Elena Guidolin, Outlandos (GIUDA edizioni, 2016).

Venerdì 15 giugno alle 18 in libreria
inaugurazione di “Run Wild”, mostra personale di Vincenzo Balzano.
La mostra proseguirà fino a settembre.

Vincenzo Balzano propone gli studi e i disegni originali della graphic novel “Run Wild” che uscirà a luglio.

“Soprattutto una storia di avventura che esamina i legami che ci legano come creature viventi che si muovono attraverso il mondo, e i sacrifici che facciamo affinché gli altri possano prosperare veramente” Sierra H.

“Quando ho visto per la prima volta l’anteprima di Run Wild, mi è sembrata la classica fiaba che amo. Ha il cuore di tutte le fiabe e le storie di un tempo e come le fiabe di un tempo può essere un po’ buia. Molte di loro includono bambini alla ricerca di qualcosa di familiare (come la loro casa) o un membro della famiglia (come un genitore). Non è raro imbattersi in bambini piccoli, fratelli o anche animali parlanti, tutto quello che troviamo in questa graphic novel disegnata da Vincenzo Balzano”, Carrie McClain

Vincenzo Balzano è nato a Torre del Greco nel 1985. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli specializzandosi in grafica editoriale. Le sue opere sono state selezionate per il National Arts Award 2010, nel 2013 la sua graphic novel “Immortal” ha vinto il concorso “ilmioesordio” ricevendo il premio per il miglior esordio. Nel 2014 ha realizzato l’arte per la graphic novel “Revenge the secret origin Emily Thorne” (Marvel) e nel 2016 insieme a KI Zachopoulos ha creato “The Cloud” (Boom!studios-Archaia) nominato al premio Dwayne McDuffie Award, nel 2016 ha pubblicato Noumeno 4 (shockdom).
La sua nuova graphic novel “Run Wild” (Boom!Studios Archaia) uscirà a luglio.

Sabato 16 giugno alle 12 in libreria
incontro con il collettivo Emidio di Treviri per l’uscita di “Sul fronte del Sisma. Un’inchiesta militante sul post-terremoto dell’Appennino centrale” (DeriveApprodi).

“Il terremoto è come la guerra, c’è chi mangia e si arricchisce e chi muore di fame. I ricchi prendono il loro e pure quello degli altri, ai poveri restano gli scarti e le macerie.” Pietro, 48 anni, allevatore. Norcia, giugno 2017.

La serie di eventi sismici che dal 24 agosto 2016 ha colpito l’Appennino centrale, investendo quattro regioni, distruggendo migliaia di frazioni e lasciando decine di migliaia di persone senza casa, è uno dei disastri socio-naturali più significativi della storia recente d’Italia. Alla grave sequenza di scosse è succeduto il caos di un’emergenza che, tra risposte istituzionali equivoche e macerie immobili, ha lasciato segni indelebili sui territori colpiti. Le traiettorie degli sfollati si sono declinate a seconda delle rispettive capacità di accesso ai capitali relazionali, economici e culturali, mentre le aree colpite si sono trasformate in un campo di battaglia. Una battaglia combattuta a mezzo di ordinanze, installazioni temporanee, affitti e container. Una lotta per la sopravvivenza delle aree interne contro speculazione, abbandono e strategie di rilancio economico eterodirette.

Emidio di Treviri è un progetto di ricerca nato nel dicembre 2016 da una Call for Research lanciata con le Brigate di Solidarietà Attiva. Accademici, professionisti, videomaker e attivisti si sono coordinati per costruire un’inchiesta sociale sul post-sisma dell’Appennino centrale. Un collettivo di ricerca pubblica e militante, nato dal basso con l’obiettivo di affiancare le popolazioni delle aree interne nel tentativo di resistere a un destino già dispiegatosi altrove.