NEWSLETTER del Carnevale (e ben due venerdì pieni di Virtual Trame)

Trame è aperta coi soliti orari.

Ci trovate lunedì e giovedì dalle 9,30 alle 16,30. E gli altri giorni, tranne i festivi, dalle 9,30 alle 19,30.

Due proposte per Virtual Trame sulla nostra pagina facebook.

E fruibili dopo la data della pubblicazione anche per chi non facesse uso dei social.

Vi si aspetta in quel di via Goito 3/C.

Venerdì 5 febbraio alle 18 per Virtual Trame
presentazione musicale del libro “Cool, Calm, Collected Essays. Saggi di documentate passioni” scritto da Franco Minganti e uscito per Bacchilega.

Il testo raccoglie materiali per lo più inediti sviluppati nell’arco di una quarantina d’anni. Conferenze, interventi presentati a convegni e seminari, tracce di collaborazioni con musicisti, fotografi, attori, graphic artists, conduttori radiofonici e critici culturali, a cui si affiancano lavori già usciti su rivista, in volume o direttamente sul web.

Alcuni di questi testi cercano di restituire la loro dimensione performativa originale, ancorandosi almeno un po’ ai suoni e alle immagini di riferimento, e restando fedeli alla lingua originale, vuoi l’italiano vuoi l’inglese. In buona sostanza è un progetto di archeologia culturale che mette in bacheca manufatti fedeli agli originali, ben identificati nelle loro coordinate spaziotemporali: i frammenti qui raccolti si offrono come lacerti etnografici di un’americanistica che forse è stata o forse no, o che sarebbe potuta essere e non è stata. In ogni caso, sperabilmente, food for thought.

Franco Minganti è Alma Mater Professor dell’Università di Bologna, dove ha insegnato letteratura americana fino al 2018. Co-autore di una fortunata Storia della letteratura americana (1991), ha dedicato la propria ricerca interdisciplinare alle questioni dello storytelling americano alle prese con i diversi media dell’entertainment. Ha scritto di letteratura, jazz, fumetto, radio, cinema, televisione, electronic fiction. E’ l’autore di X-Roads. Letteratura, jazz, immaginario (1994), Modulazioni di frequenza. L’immaginario radiofonico tra letteratura e cinema (1997), Altre X-Roads. Modi dell’espressività afroamericana. Jazz, cinema, letteratura, storytelling, performance (2009) e ha curato 1930s. La frontiera urbana nell’America del New Deal (1985), Beat Generation (1994), The Beat Goes On. Cinquant’anni di controcultura (1996), Jazztoldtales. Jazz e fiction, letteratura e jazz (1997), il Meridiano Hammett. Romanzi e racconti (2004), Amiri Baraka. Ritratto dell’artista in nero (2007, con G. Rimondi), Finkfest. Letteratura, cinema e altri mondi: Guido Fink nei luoghi del sapere (2016, con M. Ascari, A. Calanchi, R. Coronato).

Venerdì 19 febbraio alle 18 per Virtual Trame
in dialogo con William Piana di Radio Città Fujiko il collettivo redazionale presenta il n°5 della rivista Zona letteraria “Contagio dopo il contagio”

Zona Letteraria è una rivista di “studi e prove di letteratura sociale” che ogni sei mesi (maggio/novembre) individua un argomento di carattere socio-politico e lo affronta in prospettiva culturale (letteratura, arti visive, cinema, musica).

L’ultimo numero parte dall’idea-chiave della teoria postcoloniale secondo cui “contagio” è un termine positivo, implicando, tra l’altro, il passaggio delle storie di bocca in bocca, per proporre una serie di articoli che esprimono, come il titolo stesso esplicita, un ottimismo della volontà: da un contagio reale potrebbe nascere un contagio metaforico di pratiche virtuose e efficaci, una volontà di cambiamento che rivela radici profonde nella nostra storia, nel suo immaginario, nelle sue narrazioni. Accanto agli articoli e agli editoriali è un ampio apparato fotografico costituito dagli scatti della grande fotografa statunitense Dorothea Lange che, tra il 1935 e il 1939, documentò la condizione di immigrati, braccianti e operai colpiti dalla crisi del 1929 e dalla siccità che colpì la zona tra il Texas e il South Dakota tra il 1932 e il 1936.

Il collettivo redazionale della rivista è composto da scrittori, studiosi e artisti che, per comunanza di intenti e di metodo, si pongono nel solco tracciato da Stefano Tassinari (1955-2012), fondatore della rivista Letteraria (2008).

NEWSLETTER di fine gennaio (con poeta)

Eccoci di nuovo.

Uno dei nostri incontri virtuali andrà in onda nel fine settimana.

Per il resto la prossima settimana faremo strani orari tipo:
lunedì 25 dalle 9,30 alle 16,30
giovedì 28 dalle 9,30 alle 13 e il pomeriggio restiamo chiusi
Martedì mercoledì venerdì e sabato ci saremo come sempre dalle 9,30 alle 19,30.

Vi aspettiamo e per ordini e richieste questa mail è sempre buona!

Venerdì 29 gennaio alle 18
per Virtual Trame
Guido Mattia Gallerani presenta “I popoli scomparsi” (PeQuod) in dialogo con Lorenzo Mari.

“I popoli scomparsi” di Guido Mattia Gallerani inaugura la nuova collana di poesia «Quai des Boompjes», pubblicata da peQuod e diretta da Valentino Ronchi, che così introduce il libro nella quarta di copertina: “Raramente si trova così tanto in un libro di poesia. Un lungo lampo, incalzante, partecipe e ironico, a tratti dissacrante, sulle vicende umane, sulla storia dell’umanità. Storia dell’umanità che è, lo si voglia o no, la storia del singolo. La spudorata, rimossa, scandalosa e dolcemente miserrima storia di ognuno di noi.”
Una serie di popoli scomparsi, o sul punto di svanire, che compone, di poesia in poesia, un album archeologico, un repertorio d’umanità diverse. La “resistenza etica” al dissolvimento, il loro destino “tragico” – scrive Mimmo Cangiano nella postfazione – ci restituiscono le nostre stesse ambiguità, quei comportamenti impacciati di fronte all’avanzare della Storia, al mito del “progresso”. Di tutti loro, vinti e sconfitti, restano tracce e rovine a nutrire il nostro immaginario, che Gallerani fa riaffiorare tra le righe delle sue poesie. E la loro immancabile fine andrà riletta come un’altra Storia, alternativa a quella narrata dai vincitori, capace di mutarsi in un racconto poetico di nostalgia, dignità e speranza.

Guido Mattia Gallerani insegna all’Università di Bologna. Collabora con il Poesia Festival della provincia di Modena, città in cui è nato. Ha co-diretto il trimestrale «Atelier: rivista di poesia, critica, letteratura». Nel 2014 ha pubblicato “Falsa partenza” (Ladolfi editore, finalista Mauro Maconi Giovani e Ceppo Under 35), nel 2015 un’edizione commentata assieme ad Alberto Bertoni del “Quaderno di quattro anni” di Eugenio Montale (Mondadori).

Lorenzo Mari vive e lavora a Bologna. Nel 2020, ha pubblicato il saggio “Il taccuino dell’intellettuale. Disegno e narrazione nell’opera di John Berger” (ed. Mimesis), la traduzione di “#Misantropocene. 24 tesi” di Joshua Clover e Juliana Spahr (ed. Modo Infoshop) e, insieme a Matteo Camporesi, di “Memorial Device” di David Keenan (ed. Double Nickels). Ha inoltre partecipato al progetto collettivo “TINA. Storie della grande estinzione” (ed. Aguaplano).