NEWSLETTER dal 14 al 18 novembre (dal noir italiano ai Balcani, con lagune nigeriane e Filosofiacoibambini®)

Una nuova settimana inizia e abbiamo cinque incontri da proporvi.

Vi aspettiamo.
A Trame.

Martedì 14 novembre alle 18 in libreria
presentazione del libro di Massimo Bernardi “Mandala” (Sensoinverso).
Conduce l’incontro Gianluca Morozzi.
Con la partecipazione dei musicisti Francesca Bar e Fabrizio Luglio.

“Tu sei nato molti secoli prima della tua nascita”: è la frase misteriosa che compare a Dario sullo schermo di un videogioco al posto del “game over”. Da quella sera la sua vita si trasforma in un’avventura visionaria dentro e fuori di sé tra ricordi, sogni e allucinazioni. Mandala è un romanzo leggero e ironico con un sottofondo di spiritualità, che vi condurrà in un viaggio onirico senza confini.

Massimo Bernardi è nato a Modena, dove tuttora vive, nel 1970. È laureato in biologia ma le sue passioni sono sempre state la scrittura e la fotografia.
Ha pubblicato quattro libri di narrativa: Mandala (2016), Appuntamento alla fortezza (2013), Letturista per caso (2012) e Onjrica (2001). Alcuni racconti sono usciti su riviste e antologie. Ha collaborato per alcuni anni con il circolo culturale Laboratorio di Poesia e con la rivista di poesia Steve. È autore di alcune sceneggiature per corti e lungometraggi (tra cui Il regalo più bello, menzione speciale al Busto Arsizio Film Festival 2004).
Utilizza tecniche miste per elaborare immagini fotografiche. Ha esposto le sue foto in diverse mostre personali e collettive. Tra queste il Museo a Cielo Aperto (Camo, 2013), la rassegna Phot’out (Torino, 2014) e tre edizioni di Fotografia Europea (Reggio Emilia 2011, 2013 e 2015). Si interessa anche di arte, paesaggio e archeologia industriale.

Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. Ha esordito nel 2001 con il romanzo “Despero”, edito da Fernandel, e ha raggiunto il successo con “Blackout” (Guanda 2004), dal quale è stato tratto un film per la regia di Rigoberto Castaneda. Tra i suoi numerosi titoli ricordiamo “L’era del porco” (Guanda 2005), “Colui che gli dei vogliono distruggere” (Guanda 2009), “Cicatrici” (Guanda 2010, finalista al premio Scerbanenco), “Chi non muore” (Guanda 2011), “Marlene in the sky” (Gallucci 2013), “Radiomorte” (Guanda 2014), “Lo specchio nero” (Guanda 2015), “Anche il fuoco ha paura di me” (Fernandel 2015).
Ultimo romanzo “Confessioni di un povero imbecille” (Fernandel 2016) con il cd degli Avvoltoi e la musica dei Despero.

Fabrizio Luglio cantautore e chitarrista originario di Torino ma di adozione bolognese. Ha numerose collaborazioni sul territorio emiliano ed ha recentemente pubblicato un album solista dal titolo “Senza disturbare”. Da diversi anni collabora con Francesca Ber in live acustici e ha realizzato insieme a lei un videoclip cover di un brano di Elisa “Eppure Sentire”,
Francesca Ber è la voce del duo acustico Boa Sorte (bossanova e dintorni) e collabora con Fabrizio in diversi contesti artistici tra cui appunto la presentazione di Mandala.

Mercoledì 15 novembre alle 18 in libreria
incontro con Stefano Bonazzi in occasione dell’uscita di “L’abbandonatrice” per Fernandel.
Ne parlerà con la scrittrice Maria Silvia Avanzato.

Durante l’inaugurazione della sua prima mostra fotografica, Davide riceve una chiamata: Sofia, l’amica di cui aveva perso le tracce anni prima, si è tolta la vita.
Al funerale, Davide conoscerà Diamante, figlio di Sofia. Un sedicenne scontroso e instabile che insieme al dolore si porta appresso un fardello di domande: che relazione c’era tra Davide e Sofia? Perché sua madre è scappata dall’Italia troncando ogni rapporto con amici e famigliari? Perché il suicidio?
Tornato a Bologna insieme a Diamante, Davide si ritroverà a vivere una complicata convivenza a tre che coinvolge anche Oscar, il suo compagno, e grazie alla quale riemergerà la storia di Sofia, colei che lascia per paura di essere lasciata: una storia di abbandoni e di fughe, di silenzi e di madri dai comportamenti irrazionali e inspiegabili.

“L’abbandonatrice” è un romanzo che racconta gli attacchi di panico e la droga, l’adolescenza e il disagio. Un romanzo sulle responsabilità che ogni scelta comporta e sulla difficoltà ad accettarne le conseguenze, a qualunque età, qualunque ruolo la vita ci abbia riservato.

Stefano Bonazzi è nato a Ferrara nel 1983. Di professione webmaster e grafico pubblicitario, realizza composizioni e fotografie ispirate al mondo dell’arte surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Miami, Seul, Monaco. Nel 2014 ha pubblicato per l’editore Newton Compton il suo primo romanzo, “A bocca chiusa”.

Venerdì 17 novembre alle 18 in libreria
Francesca Mazzucato presenta “STRANI I PERCORSI CHE SCEGLIE IL DESIDERIO” Collana Narrativa (Barra Obliqua) (Castelvecchi).
Ne parlerà con Grazia Negrini, femminista e scrittrice.

“L’inconfessabile mi ha stretto i fianchi e morso il collo, ha respirato e sbavato sul mio seno di ventidue anni e sul mio ventre smagrito da guerre e terrori. L’inconfessabile ha avuto molte facce e molte pistole appoggiate su una sedia vicino al letto o sul sedile di un’utilitaria quando bastava un vicolo più buio e una macchina parcheggiata in quelle notti di petrolio e fragori che coprivano i gemiti finti e i mugolii veri. I nomi erano un lusso, lo sono sempre. Non hanno mai dato un nome alla nostra guerra.”

Le guerre sembrano finite, ma è solo un’illusione. Mirjana combatte ogni giorno la sua guerra con le memorie crudeli, la sindrome post traumatica, i progetti che non vuole abbandonare. Aspetta che Marko ritorni, o forse si illude. Marko, estremo e feroce come lei, arrabbiato, impegnato con gli ultimi degli ultimi, Marko che è andato via senza dirle dove, o perché.
E poi ci sono Annarosa e Diana. Sono diventate amiche da bambine, nei corridoi di un ospedale, travestite da principesse egizie, cercando di sopravvivere all’inaccettabile.
Che andare avanti, cavarsela in ogni caso, sia la questione fondamentale della vita, lo imparano presto.
Tre donne nel tempo di mezzo, con assedi da fronteggiare, piccole euforie, piaceri, speranze e brevi sollievi sono le protagoniste di un romanzo corale e coinvolgente, dedicato ai Balcani, agli esclusi, alla magnifica fragilità, a chi sopravvive e chi no.
Una storia coraggiosa, carnale, epica, da cui è impossibile non lasciarsi trasportare.

Francesca Mazzucato è laureata in lettere e specializzata in Biblioteconomia, è scrittrice, traduttrice, consulente editoriale. I suoi romanzi sono stati tradotti in Francia, Germania, Grecia e Spagna. I suoi racconti compaiono in prestigiose antologie uscite negli Stati Uniti come «Rome Noir», «Venice Noir» e «La Dolce Vita». I suoi ultimi libri sono Belgrado Blues. La città bianca fra mito e visioni (2017) e 24 ore (2017).

Sabato 18 novembre alle 12 in libreria
la casa editrice Zona 42 e Trame presentano con orgoglio la traduzione di “Laguna” di Nnedi Okorafor.
Ne parleranno con la traduttrice Chiara Reali, gli editori Giorgio Raffaelli e Marco Scarabelli.

“Gli faceva male la testa, e tutto il corpo pareva pesare una tonnellata. Al taglio ci avrebbe pensato dopo. A se stesso avrebbe pensato dopo. Tossì di nuovo sfilandosi la maglietta. La strizzò schizzando d’acqua gli stivali già zuppi e se la rimise addosso. Era vivo, ed era successo qualcosa di molto peggio.
Gli veniva da ridere. Dopotutto non era mica la prima volta che invadevano la Nigeria.”

Un boato nel cielo di Lagos. Qualcosa precipita nell’oceano al largo della costa della più popolosa e leggendaria città della Nigeria.
Il mare brulica di nuova vita, e dal mare una nuova entità emerge per sconvolgere la vita del paese africano.
Adaora, biologa marina alla ricerca di stabilità, Anthony, rapper capace di incantare le folle e Agu, un soldato dallo spiccato senso di giustizia, si incontreranno proprio lì, sul mare: insieme dovranno confrontarsi con i segreti delle proprie esistenze per tentare di salvare il paese che amano in una forsennata corsa contro il tempo.
Accompagnano Ayodele, la donna misteriosa arrivata da un luogo ignoto, giunta a Lagos per promettere un cambiamento epocale, mentre il caos si diffonde senza controllo tra la popolazione della città.

“Laguna” racconta la storia di un’umanità al crocevia tra tradizioni secolari, un presente incerto e un futuro denso di potenzialità.
Il romanzo combina in una miscela esplosiva il più classico tema fantascientifico, l’invasione aliena, al fermento di una città tentacolare.
Con una pluralità di voci narranti, “Laguna” unisce in uno straordinario abbraccio la tradizione magica africana alla riflessione sociale e politica della migliore fantascienza.
La scrittura di Nnedi Okorafor, avvincente, emozionante e spericolata, avvolge il lettore in una rete di suggestioni che ne rivelano tutta la ricchezza.
Benvenuti a Lagos, Nigeria.

Nata negli Stati Uniti da genitori nigeriani, Nnedimma Nkemdili Okorafor è una delle più talentuose autrici emerse negli ultimi anni sulla scena internazionale.
Nnedi Okorafor si è affermata grazie a una produzione narrativa capace di trascendere il genere per combinare in maniera mirabile fantascienza e tradizione africana, fantasy e realismo magico.
Vincitrice di molti tra i più prestigiosi premi letterari (Hugo, Nebula, World Fantasy Award tra gli altri) è professoressa di Scrittura creativa presso l’Università di Buffalo (NY).
Laguna è il suo primo romanzo di fantascienza a essere tradotto in italiano.

Chiara Reali, la traduttrice, vive a Milano.
Scrive in rete dal 2005 e ha pubblicato racconti su Linus, ‘tina, e nelle antologie “Tu sei Lei. Otto scrittrici italiane” (Minimum Fax) e “Propulsioni d’improbabilità” (Zona 42).
Per Zona 42 Chiara Reali ha tradotto i romanzi di Ian McDonald, Jon Courtenay Grimwood e Tricia Sullivan.

Sempre sabato 18 novembre ma alle 18 in libreria
incontro col progetto “Filosofia coi Bambini”
Saranno presenti Carlo M. Cirino, fondatore di FilosofiaCoiBambini e Sara Bracco, architetto, membro della direzione di FilosofiaCoiBambini.

Filosofiacoibambini è un Movimento Educativo nato in Italia nel 2008 dal lavoro sperimentale di ricerca di Carlo Maria Cirino (PhD in Filosofia della Scienza, scrittore) e Cecilia Giampaoli (Docente di Tecniche Grafiche e Stampa, artista, e scrittrice).

Il Metodo Educativo, che gli sperimentatori hanno elaborato nel corso di dieci anni passati a stretto contatto coi bambini, vede posta al centro della sua indagine e dei suoi interessi l’Immaginazione, quale facoltà mentale privilegiata dell’essere umano. Filosofiacoibambini ha messo a punto un metodo che permette di allenare e ampliare tale facoltà, contrastando così gli effetti di una società votata sempre più a ridurre e schiacciare ogni creatività e ogni possibilità individuale. La crisi del gioco simbolico, messa in luce efficacemente a partire da un’analisi del mondo che ci circonda, diventa il punto di partenza per una ricostruzione dell’educazione a tutto tondo.

Filosofiacoibambini è un Marchio Registrato.
Il Marchio è posto a garanzia dell’autenticità del Metodo Educativo e della preparazione di coloro che ne fanno parte in qualità di Membri e Collaboratori ed è presente in quasi tutte le regioni italiane, sono più di 40 i collaboratori interni al Team che lavorano sul territorio nazionale e oltre 1000 le insegnanti raggiunte e formate durante i numerosi incontri pubblici.

Dal sodalizio con l’editore Safarà di Pordenone nasce la collana Piccoli Saggi, nella quale sono pubblicati i laboratori originali (fino ad ora sette le uscite) e soprattutto il Manuale di Filosofia Coi Bambini, ultimo edito.

Tutto questo grazie a un codice etico e a uno stile pressoché inconfondibile.

NEWSLETTER dal 6 all’11 novembre (dal noir a Lutero, da Verlaine al Guatemala, dai Sigur Ros alla poesia incendiaria…)

Aperte ogni giorno.
Incontri a rotta di collo in orari anche insoliti.
Vi aspettiamo.
In libreria o in giro.
Quelle di Trame

Lunedì 6 novembre alle 18 apertura straordinaria della libreria
Antonio Fusco presenta “Le vite parallele” (Giunti).
E ne parlerà con Marilù Oliva.

Un letto vuoto. Una bambina scomparsa nella notte. Un commissario con un pensiero fisso: riportarla a casa

Mentre sulla cittadina toscana di Valdenza si addensa una coltre di nubi cariche di neve, il commissario Casabona, di passaggio in questura per sistemare le ultime cose, ha un unico pensiero: tornare quanto prima in ospedale a fianco della moglie Francesca, le cui condizioni di salute lo hanno spinto a chiedere un incarico meno impegnativo. Ma la sua determinazione sta per essere spazzata via da un caso che ha sconvolto i suoi uomini e l’intera provincia: una bambina di tre anni letteralmente svanita nel nulla; una madre in lacrime che, entrando nella cameretta dove l’ha lasciata la sera prima, trova il letto vuoto. Quando l’ispettore Proietti gli mostra la foto di Martina, con il suo caschetto biondo e lo sguardo limpido e fiducioso, Casabona riesce a stento a conservare la sua fermezza. Può davvero sottrarsi al grido di aiuto di quegli occhi e lasciare la sua squadra senza una guida? Ben presto i sospetti si concentrano su un balordo cocainomane da cui la madre ha ricevuto esplicite minacce, e con il quale intratteneva rapporti piuttosto torbidi. Una soluzione servita su un piatto d’argento, eppure qualcosa non quadra, e Casabona sente per istinto che la madre non è l’unica fra le persone vicine a Martina ad avere dei segreti. È il momento di prendere in pugno l’indagine e scavare molto più a fondo. Una ricerca che trascinerà Casabona in un mondo popolato di maschere e vite parallele, abilmente nascoste dalla facciata della pubblica virtù…
Che cosa è successo alla piccola Martina? Qualcuno l’ha portata via, oppure è uscita da sola per poi smarrirsi nei boschi? E soprattutto: ha ancora senso, dopo tanti giorni, aggrapparsi alla speranza di ritrovarla viva?

Antonio Fusco è laureato in giurisprudenza e scienze delle pubbliche amministrazioni, è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense.
Ha lavorato a Roma e a Napoli. Dal 2000 vive e lavora in Toscana, dove si occupa di indagini di polizia giudiziaria.
Per Giunti ha già pubblicato vari romanzi con protagonista il commissario Casabona.

Marilù Oliva vive a Bologna. Scrive romanzi e insegna lettere alle superiori. Da sempre si occupa di questioni di genere e di attualità.
Ha curato per Elliot due antologie patrocinate da Telefono Rosa: Nessuna più – 40 autori contro il femminicidio (2013) e Il mestiere più antico del mondo? (novembre 2016).
Collabora con diverse riviste Huffington Post e Thriller Magazine ed è caporedattrice nonché ideatrice di Libroguerriero.

Martedì 7 novembre alle 17,30 in libreria
presentazione del libro di Carmelo Lombardo “Sigur Rós. Lo sguardo oltre la musica” (Villaggio Maori).
L’autore ne parlerà con Roberta Bellini, ricercatrice.

Il libro si propone, nella prima e seconda parte, di raccontare la storia della band islandese Sigur Rós, attraverso il volenska, lingua creata dai componenti della stessa band. La terza parte del testo mette a fuoco il concept album Valtari, pubblicato nel 2012, da cui nasce il progetto “The Valtari Mistery Film Experiment”. La quarta e ultima parte riflette sul post-rock, genere musicale che, per le proprie caratteristiche, ben si presta alle melodie e alle immagini dei Sigur Rós, caratterizzate dalla naturalezza con cui si coniugano atmosfere eteree con tortuose impennate e dotate di forte impatto emotivo.

I Sigur Rós, band islandese post-rock scoperta da Björk nel 1994, miscelano musica e immaginazione, andando oltre la partitura e approdando a linguaggi innovativi e multimediali. Paesaggi nordici, melodie intime e simbologia: fusione di elementi in cui la musica diventa visione ed emozione. Tappa fondamentale, i videoclip del concept album Valtari: natura, fantasia, postmoderno scorrono tra chitarre psichedeliche e percussioni frenetiche.

Carmelo Lombardo nasce a Catania nel 1992. Dopo aver intrapreso gli studi accademici che lo hanno portato a conseguire la Laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, lavora principalmente come regista, scenografo e videomaker, collaborando con alcuni teatri promotori di cultura.
Appassionato di semiotica e videoarte, svolge attualmente attività di ricerca che hanno come oggetto linguaggi multimediali e nuovi percorsi artistici.

Mercoledì 8 novembre alle 18 in libreria
incontro “Perché Lutero? A cinquecento anni dalla Riforma protestante. Un “altro cristianesimo”, un’altra fede, un’altra cultura”.
Domenico Segna dialoga con Guido Armellini.

31 ottobre 1517-2017
In occasione dell’uscita del nuovo libro di Domenico Segna “Il secolo conteso. Lineamenti di pensiero teologico del Cinquecento” (Edizioni Dehoniane di Bologna), una serata dedicata alla Bologna protestante che si interroga in modo ecumenico su Lutero dopo 500 anni dalle 95 Tesi.
Si confrontano Guido Armellini, membro del Consiglio di Chiesa della Chiesa Evangelica Metodista di Bologna, e Domenico Segna, autore di “Un caso di coscienza. Giuseppe Gangale e la Rivoluzione protestante” (Petite Plaisance), e curatore di Lutero “Le 95 Tesi” e di “Sola Grazia. I testi essenziali della Riforma Protestante” entrambi editi da Garzanti.

Giovedì 9 novembre alle 18
all’Alliance Française di Bologna, via De’ Marchi 4
incontro in occasione dell’uscita di “Miseria nera” di Paul Verlaine (Edizioni della Sera) in presenza della traduttrice Michela Landi.
Bookshop a cura di Trame.

Per la prima volta in Italia gli ultimi taccuini del grande poeta.
L’anno successivo alla pubblicazione di Mes hôpitaux (1891), resoconto al contempo patetico e divertito delle sue cicliche esperienze di internamento per miseria o malattia, Verlaine approfitta di un momento di grazia per recarsi in Olanda a tenere alcune conferenze su invito di amici artisti. Il suo periplo ferroviario, che interessa l’Aia, Leida, Amsterdam, gli consente di rivolgere uno sguardo di poeta-fanciullo, sempre incantato, alle cose della natura o della cultura che, attraversate e trasfigurate dal colpo d’occhio, appaiono sempre in spaccati inediti. Verlaine ha il dono della verginità dello sguardo: ogni cosa vista e vissuta, siano camere d’ospedale, sale di conferenza, boschi, opere architettoniche, sembra irradiata dalla confusa luce di un sogno d’infanzia. Le forme si vivificano e rivelano spesso l’ironia di insoliti rapprochements.
I numerosi riferimenti, in entrambi i taccuini, a luoghi e situazioni precise tratteggiano, attraverso il particolare vissuto, una storia alternativa della Francia, ai margini dell’ufficialità.
Ma non solo.
La scena, volentieri spalancata su spazi intimi e talvolta compiaciutamente osceni, fa sì che una luce cruda investa l’intimità di un uomo spesso mitizzato dalla storia letteraria.
Verlaine, giunto alla fine della decadenza (per parafrasare un suo celebre verso), non pensa che alla morte e, pur tuttavia, non rassegnandosi a cadere tra le braccia della “Camarde” le lancia, ogni giorno, la sua sfida. Il diario dei ricoveri e il diario di viaggio qui presentati insieme e mai pubblicati in italiano, costituiscono una testimonianza quanto mai vivida e autentica dell’ultimo Verlaine, sempre lacerato tra desiderio di fuga e desiderio di un riparo; o, forse, di una riparazione a un qualche ancestrale dolore.

Paul Verlaine (1844-1896), poeta maledetto e frequentatore della bohème parigina, esordisce a soli 22 anni con i Poèmes saturniens cui seguiranno le Fêtes galantes e La Bonne Chanson. Nel 1871 incontra Arthur Rimbaud e per lui abbandona la moglie dedicandosi a una vita errabonda tra Inghilterra e Belgio che culminerà con il ferimento dell’amico e la carcerazione con l’accusa di sodomia. Nel 1874 scrive le Romances sans paroles. Nell’ultima fase della sua vita si riavvicina al cattolicesimo, compone Sagesse, Jadis et Naguère e Parallèlement. La malattia e la miseria lo perseguiteranno fino alla morte che lo raggiungerà a soli 52 anni.

Michela Landi, docente di Letteratura francese all’Università di Firenze e redattrice della rivista di poesia comparata “Semicerchio”, si occupa principalmente dei rapporti poesia-musica tra Otto e Novecento.
Ha scritto alcuni volumi e numerosi articoli sulla letteratura simbolista e su Verlaine. Ha inoltre pubblicato, per il quotidiano «La Repubblica», una corposa Antologia della poesia francese (2004) in cui ha tradotto, tra gli altri, anche testi verlainiani. Ha curato, per la collana “Un secolo di poesia” del «Corriere della sera», il volume: Paul Verlaine, La pioggia nel cuore (2012).

Venerdì 10 novembre alle 18 in libreria
presentazione del libro di Andrea Garreffa “Ovidio questo libro è un mattone” (selfpublishing)
L’autore ne parlerà con Bibi Bellini.
I diritti d’autore sono devoluti per il completamento della casa di Ovidio.

Marzo 2015. Due giovani italiani si trovano ad affrontare un viaggio in bicicletta attraverso l’America Centrale, da Cancún a Panama. Giunti in Guatemala si spingono nelle sue regioni più povere e remote: Petén e Alta Verapaz.
Il sole sta tramontando e un gruppo di banditi li insegue a bordo di un auto. Andrea e Alberto cercano di darsi alla macchia, ma il loro tentativo risulta vano. Vivono momenti di terrore e stordimento, perdono di vista la linea che separa la realtà dal sogno. Finalmente incontrano Ovidio, un indigeno Quiché che tende loro la mano. Li conduce verso la selva, in equilibrio precario tra una possibile condanna e la speranza di una salvezza.
Il viaggio intero si traduce in un incontro e l’incontro si trasforma in un buon motivo per aiutare un contadino guatemalteco a costruire la propria casa.

Andrea Gareffa propone una piccola bibliografia di conforto:
Paul Valery – L’idea fissa (Adelphi)
Bjorn Larsson – Bisogno di libertà (Iperborea)
Sylvan Tesson – Beresina, in sidecar con Napoleone (Sellerio)
Robert Pirsig – Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta (Adelphi)
Robert Pirsig – Lila, un’indagine sulla morale (Adelphi)
George Steiner – La filosofia della libertà (editrice antroposofica Milano)
Ivan Illich – Elogio della bicicletta (Bollati Boringheri)
Jean Giono – L’uomo che piantava gli alberi (Salani editore)
Rigoberta Menchù Tum – Mi chiamo Rigoberta Menchu (Giunti Demetra)
Rigoberta Menchù Tum – I maya e il mondo (Giunti Editore)
M.A. Asturias – Uomini di mais (Baldini Castoldi)

Sabato 11 novembre alle 12 in libreria
aperitivo con Ester Cecere che presenta il suo “Istantanee di vita” (Kairòs 2015).
Ne parlerà con Lorena Lusetti.

“Istantanee di vita” è una raccolta di racconti che prendono spunto da episodi realmente accaduti. Gli argomenti affrontati sono molto diversi fra loro e rappresentano la varietà delle situazioni che la vita ci riserva. A volte si tratta di storie consuete, altre di eventi insoliti, drammatici o divertenti. Sono spaccati di vissuto che l’autrice riprende e porta all’attenzione del lettore, invitandolo a cogliere i molteplici spunti di riflessione che spesso la vita offre a tutti noi proprio tramite alcuni avvenimenti, sui quali, tuttavia, raramente ci soffermiamo.
Ogni racconto è preceduto dalla citazione di uno scrittore, giornalista o filosofo, che mira a introdurre il lettore al tema della riflessione.

Racconti di impronta realista che prendono spunto dalla vita rappresentandola nella sua inaspettata casualità, o quando, più spesso, delude le aspettative illudendoci di poterla prevedere o dominare.
Con sapienza i dialoghi imprimono accelerazione, drammatizzando il tono delle vicende, che per certi versi anticipano, in nuce, bozze di romanzo, per il loro respiro profondo e la cura del dettaglio.
Ne fiorisce un vibrante corpus narrativo di una contemporaneità complessa, e a volte, dilaniata dall’incalzare degli eventi e dei sentimenti, pietre costruttive delle trame.

I proventi spettanti all’autrice della vendita dei libri saranno devoluti in beneficenza.

Ester Cecere è nata nel 1958 a Taranto, dove vive e lavora come ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche occupandosi di biologia marina, è sposata e ha due figli.
Ha scritto cinque libri di poesia e la raccolta di racconti “Istantanee di vita” (Kairòs 2015) che è la sua opera d’esordio in narrativa.
Le sue pubblicazioni hanno figurato nelle maggiori rassegne librarie nazionali fra cui il Salone Internazionale del Libro di Torino, Tempo di Libri a Milano, e la Fiera del Libro di Firenze.
Devolve in beneficenza i proventi della vendita dei suoi libri durante le serate di presentazione.
Dal 2011 partecipa ai concorsi letterari. Ha ricevuto molti premi e ha ottenuto anche lusinghieri riconoscimenti sia di pubblico sia di critica, sia per la poesia sia per la narrativa.

Lorena Lusetti è nata e vive tuttora a Bologna, città in cui sono ambientati molti dei suoi romanzi, fra gli altri “Pensieri e parole” (Giraldi, 2015). “L’orecchio del diavolo” (Damster 2015) è la quarta avventura per l’investigatrice privata Stella Spada. Ultimo romanzo “Ricomincio dall’inferno” (Damster 2017).

Sempre sabato alle 14,30 in libreria
il gruppo “Letture sul Sofà” parlerà del libro di Alda Merini “L’altra verita” edito da Rizzoli.
Come sempre l’incontro è aperto e lettrici e lettori curiosi.

Per finire alle 18
presentazione di “L’origine”, il primo numero di +LUCE “rivista di poesia incendiaria”
Saranno presenti il critico e autore letterario Matteo Marchesini, la poetessa Klaus Miser, con un reading, e la curatrice del progetto Marzia Grillo.

Nell’autunno del 2017 esce L’origine, il primo numero della “rivista di poesia incendiaria” +LUCE: una busta con una corda e una rondella racchiude cinque scatoline di fiammiferi, ogni scatolina contiene – arrotolato al suo interno e chiuso da una fiammella – il testo di una poetessa contemporanea.
Silvia Bre, Klaus Miser, Mariasole Ariot, Fernanda Woodman e Giulia Anania sono state selezionate dalla curatrice Marzia Grillo per inaugurare questo suo progetto.
Le scatoline, se allineate, compongono l’illustrazione Ardore, di Elisa Talentino.
+LUCE | POESIA, rivista realizzata a mano e dalla cadenza stagionale, cambierà curatore, illustratore e tema in ciascuna delle sue incarnazioni, spaziando dalla poesia italiana a quella internazionale, da autori vivi a poeti elettronici, dal passato al futuro prossimo di ogni incendio che si rispetti.

Matteo Marchesini, scrittore e critico letterario, è nato a Castelfranco Emilia nel 1979. Già autore di libri per ragazzi, tra le sue pubblicazioni si ricordano: un libro di racconti intitolato Le donne spariscono in silenzio (2005), le poesie di Marcia nuziale (2009) e Cronaca senza storia (2016), il saggio letterario Da Pascoli a Busi. Letterati e letteratura in Italia (2014). Del 2013 è il suo primo romanzo Atti mancati, candidato al Premio Strega dello stesso anno, mentre è del 2017 la raccolta di tre romanzi brevi False coscienze. Tre parabole degli anni Zero. Attualmente collabora tra l’altro con Radio Radicale, Il Foglio e Il Sole 24 Ore.

Klaus Miser è nata a Pescara. Dopo due decenni di dispersione delle sue poesie ha pubblicato Kill your poet (galleria fragile continuo), pescarababylon (Edizioni Isola) e Non è un paese per poeti (Prufrock Spa edizioni). Numerose sono le sue collaborazioni a progetti teatrali e musicali, come i recenti Silent Shout per il Santarcangelo dei Teatri e Soundascapes, insieme a Jacopo Benassi, Jochen Arbeit, Fabrizio Palumbo e Paul Beauchamp.

Marzia Grillo è nata a Roma nel 1982. Dal 2005 lavora come redattrice in ambito editoriale. Nel marzo 2016 ha pubblicato con Elliot Edizioni Charter in delirio! Un esperimento con i versi di Emily Dickinson. Sempre nel 2016 ha dato vita, insieme a Laura Fidaleo, al progetto +luce | fiammiferi illustrati.