NEWSLETTER DAL 18 AL 25 GENNAIO (giorni di orari brevi a seguire!)

Arriva un’ondata di storie per Trame.
Nei giorni giovedì 16 e 23 gennaio, venerdì 17 e lunedì 20 gennaio la libreria è aperta dalle 9,30 alle 16,30.
Gli altri giorni ci siamo dalle 9,30 alle 19,30 e vi aspettiamo ai nostri incontri!

Sabato 18 gennaio alle 11 in libreria

incontro con il progetto “Storie per Tutti”
tante storie ad alta voce, tanti modi di leggere e di ascoltare.
Letture in LIS e musica dal vivo, rivolte a bambini dai 0 ai 99 anni.

“Storie per Tutti” è un progetto di letture ad alta voce accessibili rivolte all’infanzia, promosso dal Centro Documentazione Handicap di Bologna.
Il progetto nasce con l’intento di rendere concreto il diritto all’accesso alla cultura, all’arte, alla letteratura da parte di tutti.
A tale proposito “Storie per Tutti” vuole offrire ai bambini e alle famiglie un’esperienza di inclusione rendendo lo spazio/tempo del racconto un momento piacevole e fruibile da tutti, anche da parte di chi non accede al libro e alla lettura in modo convenzionale.

Sempre sabato 18 gennaio alle 18 in libreria
Danilo Cicilloni presenta “La città delle anime” (Nulla Die) e ne parla con Paolo Soglia, giornalista e autore.

Un uomo non ricorda più il suo passato. Ma sa il suo nome, Marc Rainer, e che è morto. Si ritrova in un luogo ordinato, simmetrico, le case uguali, i prati tagliati a fresco: vi coesistono tutti i credi, le religioni, le fedi. Il problema è che, a parte le anime dei morti, non si è mai visto nessun altro. Ma un giorno Dio stesso si presenta a loro. E, mentre sta per svelare a tutti la verità suprema, il senso delle cose, compare all’improvviso una pistola nelle mani di Marc Rainer. Che, per puro caso, lo uccide. Ma davvero uccidere Dio è un caso? Così Marc fugge, per scoprire che cosa ci sia dietro, forse il segreto della vita e della morte. E alla fine della sua corsa si accorge che niente è come appare. Che lui stesso è chi non si sarebbe mai aspettato di essere. E che l’aldilà è diverso da ogni mondo mai immaginato.

Danilo Cicilloni, originario di Sassari, vive a Bologna. Ha pubblicato due romanzi, “I ladri del tempo” (Lettere Animate 2018) e “La città delle anime” (Nulla Die 2019), e due sillogi di poesie (A quest’ora della notte, Edizioni della rosa 1994, e L’attimo e il dolore, Ibiskos 1995)

Martedì 21 gennaio alle 18 in libreria
Roberto Van Heugten presenta “Asia ombre e intrighi nella Brescia che conta” (Homo scrivens) e ne parla con Paolo Panzacchi.

Primavera 2009. La tempesta finanziaria che imperversa nel mondo dopo il crack Lehmann Brothers mostra i suoi nefasti effetti anche nella provincia bresciana, terra di industriali ed enormi patrimoni di antica genesi.
 Fra queste spicca la famiglia Vangadizza, a capo di un autentico impero economico che opera in vari settori e ha sedi in tutto il mondo. Una famiglia e un’azienda apparentemente solidissime, sconvolte dalla tragica e improvvisa morte del fondatore, il Cavalier Cesare, di cui, al termine di una frettolosa indagine, gli inquirenti decretano il suicidio.
 Asia, nipote prediletta, al fianco del nonno nella conduzione delle imprese, non si rassegna a questa versione, né all’apertura del testamento che causa un improvviso stato di povertà suo e delle due sorelle: Allegra, frivola, appariscente, capricciosa, e Ambra, pittrice di successo dalla personalità fragile e insicura. Davvero il nonno ha deciso di togliersi la vita? E dove è finito il suo immenso patrimonio? 
E soprattutto, che c’entra in tutto questo Gianluca Vanetti, biografo di professione, malato di golf e residente con la sua placida gatta Opal nella bellissima casa sul meteorite, nel cuore della Valtènesi? 
La terza avventura dell’investigatore suo malgrado Gianluca Vanetti è un romanzo in cui figure ambigue si muovono sullo sfondo di una vicenda che assume via via connotati sempre più misteriosi e tragici. Un giallo classico, astuto e sorprendente, ambientato in due mondi popolati da personaggi feroci e spietati: l’alta finanza e la famiglia. 



Roberto Van Heugten, classe 1965, origine olandese, eclettico, talentuoso e mai soddisfatto dei propri risultati, dopo aver scoperto nel 2014 un’attitudine alla scrittura narrativa mai espressa prima, si trova meno di cinque anni dopo a pubblicare il suo terzo romanzo e a ricordare con soddisfazione un’inattesa collezione di attestati e riconoscimenti. 
Ora più che mai curioso osservatore del mondo che lo circonda, Roberto riesce a esplorare diverse modalità di scrittura. Ne sono prova le pubblicazioni di testi di vario genere, ugualmente ricchi di colpi di scena mai banali e sempre coerenti con le aspettative del lettore.
 Risiede a Lonato, vicino alle rive del Lago di Garda e ai confini sud-orientali della Valtènesi, territorio incantato dove vengono ambientate le vicende che coinvolgono il suo personaggio chiave, Gianluca Vanetti.


Paolo Panzacchi è nato a Sassuolo (Mo) nel 1984 e vive a Ferrara. Nel 2015 per Maglio Editore è uscito il suo romanzo d’esordio “L’ultima intervista” vincitore del Premio della Critica al Premio Internazionale Città di Cattolica. Nel 2018 per Pendragon Collana gLam è stato pubblicato “Drammi quotidiani”. Sempre nel 2018 è uscito per Laurana Editore nella Collana Calibro 9 Giallo&Noir, diretta da Paolo Roversi, Il pranzo della domenica.
 Vari suoi racconti sono presenti in antologie.

Mercoledì 22 gennaio alle 18 in libreria

Miraggi edizioni presenta l’autrice Markéta Pilátová,
per la prima volta in Italia in occasione dell’anteprima dell’uscita del romanzo “Con Bata nella giungla”.

Trame, in collaborazione con l’Associazione culturale italo-ceca Lucerna di Bologna e il Centro Ceco Roma, ospita Markéta Pilátová che racconterà aneddoti e segreti sulla storia esemplare della famiglia Bata, marchio popolare di scarpe conosciuto in tutto il mondo che aveva origini ceche.
Affiancheranno l’autrice il traduttore Alessandro De Vito, Gajane Ballardini e Andrea Louis Ballardini.

Decenni prima che il mondo fosse travolto dalla globalizzazione, il marchio Bata è un precursore della delocalizzazione ante litteram. I Bata, al pari di altre inossidabili dinastie, si impongono come una delle grandi famiglie del novecento. Il fondatore Jan Antonín Baťa è cecoslovacco, di un paesino moravo. Lui, visionario, tenace, con una incrollabile fede nel futuro e nel progresso è a capo di questa straordinaria discendenza di “calzolai che hanno conquistato il mondo”.

Markéta Pilátová, classe 1973, è una scrittrice, giornalista e traduttrice ceca, autrice di romanzi come Tsunami blues, Il mio libro preferito e L’eroe di Madrid. 
In italiano è stato tradotto il suo romanzo In qualcosa dovremo pur somigliarci (Atmosphere, 2017), libri per bambini e reportage.
Vive in Brasile, dove insegna il ceco ai discendenti degli emigrati boemi delle città fondate dai Bata.

Venerdì 24 gennaio alle 18 in libreria
per Paesaggi di Poesia 2020
Fabio Orecchini presenta Figura (Oèdipus).
Vito M. Bonito e Lorenzo Mari ne parlano con l’autore

Si intitola Figura l’ultima raccolta di Fabio Orecchini, pubblicata da Oèdipus nel 2019.
Per il poeta e artista verbo-visivo romano, vincitore del Premio Pagliarani 2018 con l’installazione intermediale TerraeMotus (2016-2019), questo è il terzo libro, dopo Dismissione (2010) e Per Os (2017).
In Figura, la scrittura poetica di Orecchini muove i passi dal mito greco di Alcesti, così come viene messo in scena nell’omonima tragedia di Euripide.
Punto di partenza è Alcesti che si sacrifica per sottrarre a Thanatos il marito Admeto, re della Tessaglia, ed è poi riscattata dagli inferi come premio degli dei per la sua azione coraggiosa. Da qui Figura, esibisce e insieme trasforma tutti i grandi temi del mito greco in questione.
In particolare, a emergere con forza nella “tanatomorfosi” vissuta dalla “Alcestina” di Orecchini, che potrebbe allo stesso tempo essere una definizione adatta per la scrittura poetica in generale, è la sua afasia, dato con il quale entra dialetticamente in gioco la scrittura del poeta.
Dopo Chaucer, von Hofmannstahl, Savinio, Yourcenar e le opere musicali di Händel e Gluck, anche quella di Orecchini è dunque una rivisitazione del mito che ne trascende i confini storico-culturali per riproporsi, con tutto il suo carico di sottrazione e assenza, nel nostro presente.

Fabio Orecchini è poeta, antropologo, artista verbo–visivo. Tre i volumi di poesia pubblicati: Dismissione (libro + cd, Luca Sossella ed., post-fazione di Gabriele Frasca / prima ed. Polimata, Ex-tratione, 2010), opera testuale e verbo-sonora realizzata in collaborazione con il progetto musicale Pane; Per Os (Sigismundus ed., nota di Tommaso Ottonieri, 2017) e Figura (Oèdipus, collana Croma K, 2019).
Collabora con la rivista Argo, per la quale ha curato il volume Calpestare l’oblio e dirige la collana “Talee” per la casa editrice Argolibri; ha inoltre curato il volume L’altra voce (Giometti & Antonello, tr. Andrea Franzoni, 2019), epistolario della poetessa argentina Alejandra Pizarnik.

Vito M. Bonito ha pubblicato in poesia: fabula rasa (Oèdipus, 2018) Soffiati via (Il Ponte del Sale, 2015 – Premio Pagliarani 2015), Fioritura del sangue (Perrone, 2010), La vita inferiore (Donzelli, 2004), Campo degli orfani (Book, 2000), A distanza di neve (Book, 1997). È presente in Parola Plurale. Sessantaquattro poeti italiani fra due secoli (Sossella, 2005).
In ambito critico, ha pubblicato Pascoli (Liguori, 2007); Il canto della crisalide. Poesia e orfanità (Clueb, 1999); Le parole e le ore (Sellerio, 1996); Il gelo e lo sguardo. La poesia di Cosimo Ortesta e Valerio Magrelli (Clueb, 1996); L’occhio del tempo (Clueb, 1995).
Negli ultimi anni ha scritto saggi su Samuel Beckett, Antonin Artaud, Eugenio De Signoribus, sulla Socìetas Raffaello Sanzio, il cinema di Artur Aristakisjan, Werner Herzog e Harmony Korine, Gaspar Noè. È redattore di “Versodove”.

Lorenzo Mari è insegnante nelle scuole secondarie della provincia di Bologna. Ha recentemente tradotto i Sonetti teologici di Agustín García Calvo (L’Arcolaio, 2019) e ha curato l’edizione di Zurita. Quattro poemi di Raúl Zurita nella traduzione di Alberto Masala (Valigie Rosse, 2019). Tra i libri di poesia, il più recente è Querencia (Oèdipus, 2019).

Sabato 25 gennaio alle 18 in libreria
per Art White Night
Cristina Portolano presenta “Francis Bacon la violenza di una rosa” (Centauria) e ne parla con Valentina Manchia.

Questo libro celebra la vita e le opere di Francis Bacon, il lascito di un artista sempre alla ricerca disperata di amore e di attenzione verso la sua pittura, per lui unica forma accettabile di realtà.

La storia di Francis Bacon è tanto controversa quanto affascinante. Nato in Irlanda nel 1909, passa la maggior parte della sua vita in viaggio, tra Londra, Parigi, Tangeri, e altre città d’Europa e del mondo. Insieme a pochi altri, Bacon è protagonista di una stagione particolarmente florida della pittura e della scena artistica inglese del dopoguerra e ne è interprete unico e irripetibile.

Cristina Portolano è fumettista. I suoi libri sono Quasi signorina (Topipittori, 2016), Non so chi sei (Rizzoli Lizard, 2017), Io sono mare (Canicola, 2018), la storia Mea vulva nel volume Post pink (raccolta di fumetti femministi con una prefazione di Michela Murgia) edita da Feltrinelli Comics.
Collabora con il portale FREEDA e Internazionale.

Valentina Manchia si occupa di comunicazione visiva, grafica, design e cultura visuale. È docente a contratto presso l’Università di Bologna, il Politecnico di Milano, ISIA Urbino e IAAD, e ha scritto e scrive di immagini su Doppiozero, Progetto Grafico, Alfabeta2, Pagina 99, La Lettura del Corriere della Sera.

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